Funerali Franco Baresi: familiari in lacrime, fischi imprevisti e l'omelia del prete. Perché è saltata la diretta TV dalla Chiesa
Oggi si sono svolti presso la Basilica di Sant'Ambrogio a Milano i funerali di Franco Baresi, storica bandiera del Milan e della Nazionale, tantissimi gli ex compagni presenti

Si sono svolti oggi presso la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano i funerali di Franco Baresi, storico capitano del Milan con cui ha vinto tutto e con cui ha giocato per l’intera carriera, e della Nazionale, scomparso il 31 luglio 2026 a 66 anni a causa di una malattia polmonare. Come era facile immaginare, a partecipare sono stati in tantissimi, non solo i suoi familiari più stretti ma anche numerosi compagni con cui aveva condiviso un tratto importante del suo percorso calcistico, oltre a migliaia di tifosi, che hanno assistito fuori dalla Chiesa con cori che non si sono fermati quasi mai. Impossibile non commuoversi al noto "C’è solo un Capitano", oltre a "You’ll never walk alone", ovvero "Non camminerai mai da solo", segno evidente del posto che occuperà sempre nel cuore di chi ha amato.
Tantissime le bandiere e le maglie storiche, ovviamente con il suo numero 6 (è stato il primo giocatore a cui è stato ritirato il numero di maglia) che erano presenti sul sagrato. In un primo momento Mediaset aveva previsto la diretta Tv della cerimonia su Rete4, ma è poi saltata: alla troupe è stato infatti impedito di accedere all’interno della Chiesa, come rivelato dalla giornalista Monica Bertini, probabilmente per volontà della famiglia, che desiderava, per quanto possibile, vivere questo momento in maniera riservata. La rete ha comunque mandato in onda uno speciale "Diario del Giorno", con collegamenti in diretta con il sagrato, così da poter consentire di ascoltare le opinioni di alcuni dei presenti, oltre a raccontare alcuni aneddoti relativi al passato grazie ai giornalisti Bruno Longhi e Franco Ordine.
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Entra nel canale WhatsAppFunerali Franco Baresi: la commozione di chi lo ha amato
Nonostante il periodo estivo e per molti vacanziero, sono stati in tantissimi a voler essere presenti ai funerali di Franco Baresi per dargli un ultimo saluto e dare così un segno di vicinanza ai suoi cari.
Tra questi, ci sono stati moltissimi compagni che hanno giocato al suo fianco nel Milan, basti pensare a Paolo Maldini, Mauro Tassotti, Filippo Galli, Marco Van Basten, Sebastiano Rossi, Roberto Baggio, Roberto Donadoni, Alessandro Costacurta (con Martina Colombari), Daniele Massaro, Dejan Savicevic, Demetrio Albertini, Clarence Seedorf, Pietropaolo Virdis, Massimo Ambrosini, Marco Simone, Fabio Capello e Alberico Evani. A loro si sono aggiunti lo storico medico sociale rossonero Rodolfo Tavana, l’ex dirigente Ariedo Braida, Giuseppe Bergomi e Beppe Marotta in rappresentanza dell’Inter, Frederic Massara e Gianluca Pessotto in rappresentanza della Juventus.
La squadra attuale rossonera, invece, non ha potuto presenziare perchè impegnata in una tournée in Australia, mentre sono arrivati alla Basilica Christian Pulisic e Santi Gimenez, che non sono con il resto del gruppo perché infortunati. Sono stati invece accolti da diversi fischi Paolo Scaroni e Gerry Cardinale, rispettivamente attuale presidente e proprietario del Milan, oltre al sindaco di Milano, Beppe Sala (è stato indetto lutto cittadino). Assenti, non senza qualche nota polemica, l’attuale capitano rossonero Mike Maignan e il dirigene Zlatan Ibrahimovic.
Davvero suggestiva la scelta di far portare il feretro ad alcuni dei suoi ex compagni. La bara di Baresi è stata portata all’interno della basilica di Sant’Ambrogio da sei ex compagni di squadra: Daniele Massaro, Roberto Donadoni, Filippo Galli, Marco van Basten, Giovanni Galli e Angelo Colombo. All’uscita invece lo hanno fatto Demetrio Albertini, Alessandro Costacurta, Pietropaolo Virdis, Massimo Ambrosini, Marco Simone e Alberico Evani.
La moglie Maura, conosciuta in una trasferta quando lui era ancora giovanissimo, e i figli Edoardo e Giannandrea non sono riusciti a trattenere la commozione, così come il fratello dell’amatissimo numero 6, Beppe, storica bandiera dell’Inter. Tuti loro hanno però apprezzato il sostegno ricevuto in questa difficilissima e triste giornata.
L’omelia che ha commosso tutti
A celebrare i funerali di Franco Baresi è stato Monsignor Carlo Faccendini, abate di Sant’Ambrogio, che ha fatto un discorso nell’omelia apprezzato da tutti i presenti, soprattutto per la scelta di ricordare alcuni tratti distintivi della carriera, ma soprattutto del carattere di uno dei calciatori più forti della storia.
"Nei Vangeli è esplicita la predilezione di Gesù per i piccoli, per chi è Piscinin, come veniva affettuosamente chiamato Franco Baresi. Nei piccoli Gesù vede le qualità del Regno: è indubbia la predilezione di Gesù per Franco Baresi. Ci ha insegnato che è possibile diventare grandi restando piccoli"– sono state le sue parole.
Il Monsignore ha poi deciso di parlare direttamente ai familiari più stretti dello storico capitano del Milan: "Mi rivolgo in particolare ai familiari di Franco. Un momento come questo, vissuto bene, non cancella il dolore, che nei prossimi giorni si farà sentire in maniera ancora più dura, però il dolore lo rasserena. E ci consegna una certezza: di lui resta il bene, resta l’amore con cui viviamo. Franco è stato un campione, tutti gli riconosciamo classe e tenacia e la forza: il Diego Armando Maradona della difesa, il miglior difensore di sempre, come abbiamo letto in questi giorni. Gli riconosciamo la leadership, il capitano per eccellenza. Il campione e i suoi trofei, tantissimi, ma anche le sue sconfitte e le lacrime amare. Mi piacerebbe che questo momento di preghiera fosse occasione per tenere accesa un po’ di luce, soprattutto nel lutto cupo, custodendo con orgoglio la memoria di Franco".
A leggere la prima lettura è stato Beppe Bergomi, gesto significativo non solo perché lui è stato uno storico capitano dell’Inter, ma soprattutto perché i due lo scorso febbraio avevano portato la torcia in occasione della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Invernali a San Siro. In quell’occasione Baresi era già in precarie condizioni di salute, come ha rivelato recentemente l’ex nerazzurro, ma non aveva voluto mancare, pur chiedendo al collega e amico di sorreggerlo se lo avesse visto in difficoltà.