Franco Nero, 84 anni e nessuna voglia di fermarsi: il segreto per non invecchiare mai e cosa lo spaventa davvero

L'eterno bambino del cinema italiano non teme il tempo che passa, ma svela la sua vera paura: quella che nessun applauso e nessun set potrà mai sconfiggere.

Melania Fiata

Melania Fiata

Giornalista

Laureata in Lettere, divoratrice di libri e serie. Scrivo di spettacoli, film e TV.

Franco Nero non ha nessuna intenzione di fermarsi. A 84 anni, più di 250 film alle spalle e un entusiasmo che definisce il suo vero motore di vita, l’attore di Django si racconta senza filtri al Festival di Taormina, in un’intervista a Vanity Fair. Parla d’amore, di cinema, di guerra e di una canzone nata in treno che nessuno ha il coraggio di cantare. Confessa la sua unica, vera paura, che non è la morte, ma un’altra. E svela il consiglio di Laurence Olivier che ha cambiato tutto.

Franco Nero, l’attore di Django inarrestabile: "Non sono alla fine della mia carriera"

Al Festival di Taormina, l’attore Franco Nero, in un’intervista a Vanity Fair, ha ribadito con forza di non considerare conclusa la propria carriera e di voler continuare a lavorare nel cinema ancora a lungo, senza lasciarsi andare alla nostalgia. In questo senso ha affermato: "Io non sono alla fine della mia carriera. Devo fare ancora tanti film. Di nostalgia parleremo più in là." Il suo rapporto con il cinema resta quindi legato soprattutto all’entusiasmo e alla passione per il mestiere, che considera il vero motore della sua attività artistica. Ha spiegato infatti: "Io sono un entusiasta. Il giorno che mi abbandonerà l’entusiasmo, smetterà. Finché c’è il cinema, finché c’è l’entusiasmo, io andrò avanti (…) Io sono un eterno bambino. E sono molto orgoglioso di essere un eterno bambino. Quando me lo dicono, anziché offendermi, dico: che bello".

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Nero ha poi parlato dell’importanza che l’Inghilterra e il cinema britannico hanno avuto nella sua formazione professionale, sottolineando il valore della disciplina appresa lavorando accanto a grandi interpreti e registi: "All’Inghilterra devo la serietà del lavoro. Mamma mia, gli inglesi come sono seri, nella recitazione, nella regia. Ho imparato molto. La disciplina, ecco. La disciplina l’ho imparata dagli inglesi". Tra i ricordi più significativi della sua carriera, ha raccontato anche un episodio legato al provino per Camelot, quando riuscì a convincere il regista Joshua Logan a non escluderlo dal cast grazie alla sua conoscenza di Shakespeare in lingua inglese. Un momento che considera decisivo per il suo futuro professionale.

Tra i ricordi professionali emergono anche i grandi incontri della sua carriera internazionale, dai set ai maestri del cinema che lo hanno formato, fino ai film che lo hanno reso celebre a livello mondiale. Sul piano personale, Nero ha parlato del legame profondo con la famiglia e in particolare con l’attrice Vanessa Redgrave, conosciuta negli anni ’60 e madre dei suoi figli, ricordando anche momenti condivisi legati ai primi riconoscimenti e alla loro storia. Accanto a questo, ha accennato al suo rapporto con il tempo presente, mostrando poca attrazione per la tecnologia e uno stile di vita molto tradizionale, oltre a una certa distanza dalle abitudini moderne: "Questa cosa artificiale non mi piace. Dovevo nascere in un altro secolo. Non ho mai messo un dito su un computer in vita mia. Sono l’unico al mondo e ne sono anche orgoglioso".

Franco Nero, la malattia è la sua più grande paura

Sul fronte più personale, Franco Nero ha svelato che la sua più grande paura non è la morte, ma la malattia, soprattutto per l’idea di sofferenza che può comportare: "La malattia: Quando uno è malato, è la sofferenza. Se uno ha un incidente e muore, muore. Ma la malattia è soffrire. Io non voglio soffrire, assolutamente".


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