Franco Baresi, il racconto delle ultime ore: come voleva andarsene, il desiderio mancato e la decisione della moglie
Alla vigilia dell'ultimo saluto a Franco Baresi, emerge il desiderio che lui aveva manifestato prima di morire ma che non è stato possibile realizzare, ilmondo del calcio è in lacrime

Si avvicina il momento dell’ultimo saluto a Franco Baresi, scomparso a 66 anni lo scorso 31 luglio dopo una lunga malattia, che ha affrontato con la discrezione che lo ha sempre contraddistinto anche nel corso della sua carriera sui campi di calcio. La sua perdita lascia un grande vuoto per il mondo dello sport, lui è infatti stato uno dei talenti più forti nel suo ruolo, apprezzato anche per il grande legame con il Milan, l’unica squadra di cui ha vestito la maglia (oltre a quella della Nazionale) e di cui è poi diventato dirigente dopo avere appeso le scarpe al chiodo.
Solo ora emergono alcuni dettagli relativi a come ha vissuto gli ultimi giorni e a un desiderio che aveva espresso ai suoi cari, ma che non è stato purtroppo possibile realizzare.
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Entra nel canale WhatsAppFranco Baresi tra il sogno rimasto irrealizzato e la sua incessante discrezione
Pur essendo stato uno dei calciatori più forti della storia (se non il più forte in assoluto secondo alcuni) e il capitano di un Milan che ha vinto tutto, Franco Baresi non ha mai amato apparire davanti alle telecamere. Non stupisce quindi la scelta di vivere in maniera estremamente riservata la sua malattia, annunciata dalla società rossonera senza dare però aggiornamenti continui.
Solo le persone a lui più care erano a conoscenza delle sue condizioni, proprio per questo pochissimi sapevano del desiderio che lui aveva espresso pochi giorni prima della sua morte. L’ex difensore desiderava essere vicino alla squadra in occasione del primo giorno di ritiro a Milanello, evento che dà il via alla stagione, ma all’ultimo è stato costretto a rifiutare, lui era già debilitato e non poteva reggere nemmeno uno spostamento in auto.
Lui ha vissuto gli ultimi mesi in punta di piedi, come ha rivelato Gianni Rivera, suo ex compagno del leggendario Milan della stella. L’ex Golden Boy ha rivelato di averlo sentito telefonicamente, ma di non avere pensato stesse così male, era stato lo stesso Baresi a provare a minimizzare due mesi prima della scomparsa: "Mi disse che stava continuando il percorso di guarigione e che si sentiva fiducioso. Forse voleva soltanto tranquillizzarmi. Non ero preparato al peggio, è stato un momento di grande tristezza e sconforto".
Lo scorso 27 luglio Baresi è stato poi ricoverato all’Humanitas di Rozzano (Milano), dove è poi spirato, ma aveva poi espresso il desiderio alla moglie Maura e ai figli di poter morire a casa, evidentemente consapevole del suo triste destino. I medici si sono però opposti a questo, nonostante fosse ormai sedato, hanno ritenuto più opportuno monitorarlo fino alla fine.
Non stupisce quindi nemmeno che la camera ardente sia stata organizzata in via estremamente riservata, come da sua volontà. "Franco era una persona riservata, Solo amici intimi e parenti stretti, con firma sul registro", sono state le parole della moglie.
L’ultimo saluto a Sant’Ambrogio e il dolore dei milanisti
L’ultimo saluto a Franco Baresi si terrà domani, martedì 4 agosto, presso la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano (chi non potrà esserci potrà seguire la cerimonia in diretta Tv).
Certa l’assenza del Milan, che si trova in Australia per una tournée, per rendergli omaggio uno dei calciatori, Matteo Gabbia, e il tecnico Ruben Amorim hanno portato nelle ultime ore un mazzo di fiori nei pressi del murales a lui dedicato che si trova a Perth.
Non mancherà però al funerale l’intera dirigenza, a partire dal proprietario Gerry Cardinale fino all’amministratore delegato Massimo Calvelli. Previsti ovviamente anche l’ex ad Adriano Galliani, che ha supportato l’ex difensore per gran parte della sua carriera, oltre ad Arrigo Sacchi e Fabio Capello. L’augurio è che non sia assente Zlatan Ibrahimovic, al centro di forti polemiche negli ultimi giorni per la scelta di non rendere omaggio attraverso il suo profilo social all’indimenticato numero 6, mossa ritenuta quasi scontata da parte di chi come lui è oggi dirigente. Alle esequie dovrebbe esserci anche il capitano rossonero Mike Maignan, che dovrebbe rientrare appositamente dalle vacanze, oltre ai giocatori rimasti a Milanello come Pulisic, Gimenez De Winter, Jashari e Saelemaekers
Decisamente opposto è stato invece il comportamento di tantissimi tifosi rossoneri, protagonisti di una processione incessante a Casa Milan, dove si possono trovare tantissimi fiori e sciarpe, un piccolo segno dell’amore che tutti loro hanno un campione che ci ha lasciato troppo presto.
Le iniziative per rendergli omaggio
Almeno per ora non è stata presa alcuna decisione su eventuali iniziative organizzate per rendere omaggio all’ex capitano del Milan, nominato "il rossonero del secolo" al momento del centenario del club.
C’è chi parla della possibilità di conferirgli un Pallone d’Oro alla memoria, idea lanciata da uno dei suoi ex allenatori Fabio Capello, rammaricato per la mancata assegnazione di un riconoscimento che fino a qualche anno fa era estremamente importante. Si parla però anche dell’idea di intitolare a lui la Curva Sud, la parte dello stadio che ospita il tifo organizzato rossonero, ma anche di dare il suo nome a Milanello, il centro sportivo del Milan, per lui una seconda casa, dove era approdato quando era solo un ragazzino che desiderava realizzare il sogno di diventare un campione dopo avere perso entrambi i genitori.
Le opzioni sono quindi diverse, tutte di grande valore, a breve potrebbe essere fatta la scelta definitiva.