Franco Baresi, la causa della morte: la malattia subdola e l’ultima apparizione emozionante

L’ex capitano del Milan aveva scoperto lo scorso anno una nodulazione polmonare: l’ultima corsa a San Siro con Bergomi alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026

Pietro Guerrini

Pietro Guerrini

Content editor

Laurea in Lettere, smania di viaggi e passione per i cartoni (della pizza e della Pixar).

Il mondo del calcio e dello sport italiano piange la scomparsa di Franco Baresi, moto oggi venerdì 31 luglio all’età di 66 anni. L’ex capitano e simbolo del Milano e campione del mondo con la Nazionale nel 1982 aveva scoperto lo scorso anno una nodulazione polmonare durante alcuni controlli di routine. Scopriamo tutta la storia.

Franco Baresi, la malattia scoperta per caso

La scomparsa di Franco Baresi, morto a 66 anni, riporta l’attenzione su una patologia che spesso si manifesta senza segnali evidenti. L’ex capitano del Milan e della Nazionale aveva scoperto nell’estate del 2025 una nodulazione polmonare nel corso di controlli eseguiti in assenza di sintomi. La lesione era stata rimossa attraverso un intervento chirurgico mini-invasivo, seguito da un percorso di immunoterapia pensato per ridurre il rischio di una ricomparsa della malattia. Un iter clinico che aveva lasciato sperare in un recupero positivo, tanto che nei mesi successivi Baresi era tornato gradualmente ai suoi impegni pubblici. Il termine "nodulo polmonare" indica una piccola area di tessuto anomalo individuata con esami come radiografia o Tac. Nella maggior parte dei casi misura meno di tre centimetri e può avere origine benigna, ma in alcune circostanze rappresenta il primo campanello d’allarme di un tumore del polmone.

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L’ultima apparizione con Bergomi e la fiaccola olimpica

L’ultima immagine pubblica di Franco Baresi resta una delle più simboliche della sua vita. Lo scorso febbraio, durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, l’ex difensore aveva percorso il prato di San Siro con la fiaccola olimpica insieme a Giuseppe Bergomi, storico rivale nei derby milanesi ma anche amico di una vita. I due campioni avevano condiviso uno dei momenti più intensi della serata mentre le note del "Nessun Dorma", interpretato da Andrea Bocelli, accompagnavano il loro ingresso nello stadio, regalando al pubblico un’immagine destinata a rimanere nella memoria degli appassionati. Pochi giorni dopo, Baresi aveva raccontato quanto quell’esperienza lo avesse profondamente emozionato, definendola una delle sensazioni più forti mai vissute nella sua carriera sportiva e spiegando di sentirsi finalmente sulla strada del recupero dopo la malattia. Oggi quelle immagini assumono un significato ancora più profondo: la fiaccola stretta tra le mani, il lungo applauso di San Siro e l’abbraccio ideale con Bergomi rappresentano l’ultimo saluto pubblico di una delle più grandi bandiere del calcio italiano.


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