Francesco Sarcina, la ribellione con il nuovo singolo e lo sfogo (amaro) sull’opera rock cancellata. Poi attacca il 'sistema' Sanremo

Il frontman de Le Vibrazioni è uscito da poco con la canzone 'Ambiguità'. Ma non ha apprezzato il 'no' allo spettacolo che era pronto per il Teatro Nazionale di Milano.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Francesco Sarcina
IPA

In occasione dell’uscita dell’ultimo singolo de Le Vibrazioni, Francesco Sarcina si è concesso in una lunga intervista a Today.it. Il frontman ha ripercorso il successo epocale ai tempi di "Dedicato a te", pezzo che lo ha lanciato nell’olimpo dei cantanti italiani. Ma per la prima volta ha rivelato i retroscena di quel periodo, dall’ictus del padre alla sofferenza attraversata in silenzio. Sul presente, invece, si fa largo l’amarezza per la cancellazione all’ultimo dell’opera Immensamente Giulia, prevista al Teatro Nazionale di Milano. Un lavoro che avrebbe dovuto contenere anche il singolo appena uscito separatamente. Ecco tutti i dettagli.

Francesco Sarcina, lo sfogo sull’opera rock cancellata all’ultimo

In conversazione con Patrizio Ruviglioni di Today.it, Francesco Sarcina ha espresso tutto il suo rammarico per una grande occasione mancata. "Ambiguità (così strafatta di coriandoli)", nuovo singolo de Le Vibrazioni, è dovuto uscire a parte, e non come elemento d’insieme nell’opera rock che da tempo stava preparando. Quell’Immensamente Giulia prevista al Teatro Nazionale di Milano e cancellata in tutta fretta.

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Serviva venderne davvero tanti di biglietti, ha spiegato Sarcina, "i numeri non erano scarsi, ma è stato cancellato di punto in bianco, senza neanche la promozione. Tutto questo perché il Teatro Nazionale di Milano ha insistito per dieci date, salvo sfilarsi e non assumersi le proprie responsabilità. Io dico: bastava farne tre, come suggerivo. Per non finire di nuovo in burnout, ho indossato un sorriso e sono tornato in pista".

E ancora: "Il Nazionale pensava che saremmo andati a Sanremo, così da avere la spinta giusta. Ci abbiamo provato eh, ma non ha funzionato. Capita, il problema è che non c’era un piano B. Oggi gira tutto intorno al Festival, è un peccato. C’è troppa pressione, per noi artisti e per chi lo conduce e deve compiere delle scelte. Nel dubbio ho pubblicato comunque Ambiguità (così strafatta di coriandoli): tanto è meglio di gran parte della mer*a che si sente oggi".

Il ricordo del successo e il rammarico di Sarcina per il padre

Anche sul passato, Sarcina si è tolto qualche sassolino. "Scontammo il successo di Dedicato a te", ha raccontato il frontman, "eravamo un fenomeno pop quando in realtà nascevamo come gruppo rock; per fare pezzi con più chitarre mi sono dovuto imporre, solo da poco, credo, abbiamo ricucito questo equivoco, che mi ha fatto soffrire. Il fatto è che suonavamo nei locali, organizzavo gli appostamenti sotto le discografiche, volevo solo un’opportunità. Alla fine si mosse tutto insieme".

Un bene, per loro. Ma un momento di grande sofferenza personale per Francesco. Che all’epoca non si era sentito di condividere quanto stava accadendo dietro le quinte: "Fu un allineamento dei pianeti, ma non mi sono goduto quel successo, perché in contemporanea mio padre ebbe un ictus ed è rimasto dieci anni paralizzato. Soffrivo, ma non ne parlavo: un’altra cosa che non capisco è proprio questo sbandierare i propri problemi che si fa oggi, tutti che dicono di venire da chissà dove, ma chi – come me, che ho avuto un’adolescenza terribile in periferia a Milano, e altri – ha sofferto davvero impiega anni, di solito, prima di parlare. Comunque, quando finalmente riuscii a portare mio padre a un concerto, a fargli vedere cosa era successo mentre stava male, è stato il momento più bello della carriera. Ricordo di aver incrociato il suo sguardo dal palco, abbiamo pianto".

Infine il ritorno al presente, e l’ultima considerazione sull’ennesima delusione lavorativa. "Sicuramente il mio momento di detox è stato duro", ha concluso Sarcina ricordando le difficoltà passate, "ma anche questo, con il fallimento dell’opera rock, che comunque porterò in scena, non è semplice. Ho chiuso con il management e con tutti gli altri, faccio da me e non è semplice. Ma sono diventato di ferro".


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