“Mi sono innamorato subito", Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi sul loro primo incontro nato nel modo più curioso. Poi svelano cosa li ha salvati
Dalla battuta in sala di doppiaggio all’amore, fino a Forrest Gump e Boris: i due attori raccontano da anni una carriera condivisa e il futuro del mestiere.

Una battuta tagliente in sala di doppiaggio, pronunciata senza troppi complimenti nei confronti di un collega ancora poco conosciuto. Da quell’episodio, apparentemente irrilevante, è nata una delle storie d’amore più solide e discrete del mondo dello spettacolo italiano. Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi, voci storiche del doppiaggio nostrano, in un’intervista al Corriere della Sera, ripercorrono le tappe di un legame che affonda le radici nel lavoro condiviso su capolavori del cinema mondiale, tra cui uno dei film più amati di sempre. Un racconto fatto di ironia, complicità professionale e un aneddoto che, a distanza di anni, continua a far sorridere entrambi. Di seguito, tutti i dettagli.
Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi, un’amore iniziato nel modo più inusuale possibile
Intervistati dal Corriere della Sera, Pannofino e Rossi si sono raccontati senza riserve. La loro storia è iniziata in sala di doppiaggio, durante il lavoro per Donne sull’orlo di una crisi di nervi di Pedro Almodóvar. Rossi, già affermata nel settore, commentò ironicamente il collega ancora agli esordi con la frase: "Ma chi è ‘sta pippa?". Pannofino ha raccontato di essersi innamorato subito della donna e non soltanto dell’artista: "Io però mi sono innamorato subito della donna, non dell’artista". A unirli è stata soprattutto la comune passione per l’ironia. Rossi ha infatti spiegato: "Mi affascinavano le persone dotate di grande senso dell’umorismo. L’ironia è stata ed è la nostra salvezza". I due hanno poi lavorato insieme in Forrest Gump, doppiando Tom Hanks e Robin Wright. Rossi ricorda ancora con grande emozione la scena in cui Forrest scopre di essere padre: "Ho la pelle d’oca. Mi viene ogni volta".
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppL’amore per il doppiaggio è stata trasmessa anche al figlio Andrea, oggi attivo professionalmente nel settore. Il giovane ha sottolineato le differenze tra il doppiaggio del passato e quello attuale, spiegando che un tempo il direttore aveva maggiore libertà creativa, mentre oggi è fondamentale la sincronizzazione del dialogo con il suono originale: "Ai tempi dei miei genitori il direttore di doppiaggio era un secondo regista e si prendeva molte libertà. Oggi i produttori non ti permetterebbero, come negli Aristogatti, di italianizzare Romeo er mejo der Colosseo. Adesso è più importante matchare il dialogo sull’onda sonora". La famiglia ha condiviso l’esperienza nella serie Boris, con Pannofino nel ruolo di René Ferretti e moglie e figlio in ruoli minori. I due si dicono soddisfatti del loro "successo medio" e mantengono un rapporto equilibrato con la fama, richiamando la frase di Luciano De Crescenzo: "Chisti’ccà nun ponn’ascì d’a casa".
Francesco Pannofino e la minaccia dell’AI: "Tra poco tutti parleranno l’inglese, il doppiaggio artigianale sarà superato dall’AI"
Pannofino ha inoltre espresso preoccupazione per l’evoluzione tecnologica e per il futuro del doppiaggio tradizionale: "Tra poco tutti parleranno l’inglese, il doppiaggio artigianale sarà superato dall’AI". Preoccupazione più che lecita dato che, oggi diverse aziende, seppur in altri settori, hanno già sostituito il ‘fare’ umano con l’intelligenza artificiale.