Francesca Vecchioni: "I ragazzi disabili a Sanremo? È inspiration porn. Rappresentati in tv solo gli eroi ma è uno standard irraggiungibile"
La fondatrice e presidente dell'associazione Diversity racconta a Libero Magazine l'importanza dei media nel raccontare le diversità.

In attesa che il prossimo 18 settembre vadano in scena a Roma i Diversity Media Awards 2026, abbiamo fatto una chiacchierata con Francesca Vecchioni, fondatrice e presidente dell’associazione che ha poi dato vita alla prestigiosa manifestazione. Perché prestigiosa? Beh, perché mette in risalto l’enorme importanza che i media hanno nel raccontare nel modo corretto tutte le persone e tutte le diversità, dal genere all’etnia, passando per la disabilità all’aspetto fisico fino all’identità sessuale.
Gli "Oscar dell’inclusione" si terranno per la prima volta nella capitale e premieranno i personaggi e i prodotti mediali che hanno raccontato la diversità in modo corretto e valorizzante, ma non dimentichiamoci che il 2025 ha segnato un crollo: su 140 prodotti di Intrattenimento analizzati, appena il 28% possono essere considerati realmente validi qualitativamente. Podcast, serie Kids and Teens e mondo Digital, come recita il comunicato, sono gli spazi più innovativi e inclusivi, mentre TV mainstream e cinema privilegiano approcci più stereotipati e superficiali.
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Entra nel canale WhatsAppTra le altre cose, Vecchioni ci ha anche fatto un esempio pratico su come una narrazione sulla diversità sfoci nello stereotipo: "Quella pietistica e paternalistica, come quando sul palco di Sanremo salgono ragazzi con disabilità che vengono portati li come se fossero una fonte di ispirazione, in gergo inspiration porn, un po’ come dire ‘oh come sono bravi, pensa poverini che opportunità hanno a stare lì'".
