Francesca Neri in lutto dopo la morte del compagno: "Devastata dal dolore", le testimonianze dei conoscenti

Francesca Neri affronta la perdita del compagno dopo gli ultimi giorni difficili. Ecco come l'attrice sta gestendo la scomparsa del manager Silvano Loia.

Francesca Neri
RaiPlay

Francesca Neri ha rotto il silenzio dopo la tragica morte del compagno Silvano Loia, manager di Rai Way di 52 anni, annegato sabato 29 agosto nelle acque del litorale viterbese. Chi le sta vicino descrive ore di isolamento e di vuoto. Il giorno del ritrovamento del corpo aveva risposto ai messaggi di cordoglio con un semplice cuore spezzato.

Francesca Neri e le ore del silenzio

Dopo la notizia della tragedia, Francesca Neri si è chiusa in se stessa. Chi la conosce parla di una donna che in questi giorni non riesce a tornare alla quotidianità, nemmeno nei piccoli gesti, e che sta cercando di fare i conti con un’enorme tragedia. Al Corriere della Sera ha rilasciato una dichiarazione breve, secca: "Sono devastata dal dolore". Queste le uniche parole pubbliche pronunciate dall’attrice.

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Il lutto è arrivato all’improvviso e ha interrotto una fase della sua vita che lei stessa aveva definito di rinascita. La relazione con Loia era stata costruita lontano dai riflettori: poche apparizioni pubbliche, qualche passeggiata mano nella mano per le strade di Roma, un weekend a Firenze nel febbraio 2024 che aveva reso nota l’unione. Tutto il resto era rimasto protetto.

La discrezione non era nuova per lei. Anche la fine del lungo matrimonio con Claudio Amendola, dopo circa venticinque anni e la nascita del figlio Rocco, era stata gestita senza accuse pubbliche e senza resa dei conti mediatica. I due attori avevano scelto il riserbo. Quella stessa scelta di riservatezza aveva caratterizzato gli ultimi anni con Loia.

L’amore con Silvano Loia dopo la malattia

Prima di incontrare Silvano Loia, Francesca Neri aveva attraversato una fase particolarmente dura. Per anni aveva lottato contro la cistite interstiziale, una patologia cronica e invalidante di cui aveva scritto con crudezza nell’autobiografia Come carne viva, definita da lei stessa «una mappatura dell’anima».

La malattia l’aveva costretta a isolarsi a lungo, a restare chiusa in casa, a modificare radicalmente i ritmi di lavoro e le relazioni. Quando la fase più acuta era passata, Neri aveva detto di sentirsi rinata, di aver raggiunto una maggiore consapevolezza di sé e di vivere finalmente "la mia vita libera". A coronare questo periodo di rinascita, è stato l’arrivo di Loia.

La tragedia in mare

Sabato 29 agosto Loia si trovava sulla spiaggia di Sant’Agostino, a Tarquinia, con alcuni amici. Intorno alle 11 era entrato in acqua ma non era più tornato. Le ricerche, prolungate per l’intera giornata con vigili del fuoco, Guardia costiera, moto d’acqua ed elicottero, si erano concluse nel tardo pomeriggio.

Il corpo è stato ritrovato a pochi metri dalla riva, più a nord, a Montalto di Castro. Non è stata riscontrata alcuna ferita. La Procura di Civitavecchia non ha disposto l’autopsia, decisione però contestata dalla famiglia. Resta l’ipotesi di un malore improvviso. Per Francesca Neri è iniziato il tempo del lutto. Quelle poche parole restano, per ora, l’unica traccia pubblica di un dolore che sceglie il silenzio.


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