Francesca Michielin rompe il silenzio sulla malattia: "Non ti senti più te stesso", poi svela il suo mito e la passione nascosta

Il messaggio di Francesca Michielin al Giffoni Film Festival va oltre la musica: “La vita non è una corsa contro gli altri”

Giusy Palombo

Giusy Palombo

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Giornalista e content creator. Racconto cultura pop e spettacolo tra articoli e video, con uno stile diretto e autoriale.

A volte lo sport è soltanto il punto di partenza. Il vero racconto parla di crescita, identità e della capacità di rialzarsi quando tutto sembra fermarsi. È questo, come riportato da Vanity Fair, il messaggio che Francesca Michielin ha portato al Giffoni Film Festival, dove ha presentato Becoming Her: Prima di diventare grandi, documentario prodotto dallo Juventus Creator Lab e in arrivo su Disney+ dal 21 settembre. Un progetto che segue il percorso di tre giovani calciatrici e che, attraverso il calcio, affronta temi molto più universali: il fallimento, la fiducia in sé stesse e il coraggio di costruire il proprio futuro.

Francesca Michielin: le cadute che insegnano più delle vittorie

La cantante, reduce anche dal recente matrimonio con Davide Spigarolo, ha spiegato di aver aderito con entusiasmo all’iniziativa proprio perché il documentario evita di raccontare lo sport come una favola. "Guardando il documentario si capisce cosa significa essere atlete, affrontare delle scelte e vivere un percorso di crescita", ha spiegato. "La vita non è lineare: crescere significa attraversare anche delle crisi, che sono necessarie perché ti aiutano a capire che persona vuoi diventare". Il tema della rinascita, per Michielin, non è soltanto narrativo. Nel 2023 la cantante ha affrontato un delicato intervento chirurgico con l’asportazione del rene sinistro, un’esperienza che ha inevitabilmente cambiato il suo modo di guardare alle difficoltà.

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"A 31 anni non mi preoccupa più l’idea di cadere di nuovo", ha raccontato. "So che può succedere. Mi interessa piuttosto viverla con grazia e trasformarla nella massima esperienza possibile". Parole che raccontano una maturità diversa da quella spesso richiesta ai personaggi pubblici. Oggi, soprattutto sui social, sembra quasi obbligatorio mostrarsi sempre forti, produttivi e vincenti. Michielin sceglie invece un’altra strada: ammettere che fermarsi non significa perdere. Tra i passaggi più significativi del suo intervento c’è anche la riflessione sul valore delle persone che ci stanno accanto. "Quando senti di non funzionare, ti sembra quasi di non essere più te stesso. E quando qualcuno ti ricorda chi sei davvero può fare la differenza". Per la cantante, il peso più grande non è tanto la difficoltà in sé, quanto osservare gli altri continuare a correre mentre il proprio ritmo cambia.

Michielin al Giffoni: la Juventus, Del Piero e quella lezione che va oltre il calcio

L’altra grande protagonista della giornata è stata inevitabilmente la Juventus, squadra per cui Francesca Michielin non ha mai nascosto un tifo viscerale. "La Juve è la squadra del mio cuore", ha raccontato, ricordando il momento esatto in cui nacque questa passione: un Vicenza-Juventus visto insieme al padre nel 1998. Da allora i suoi idoli sono diventati Alessandro Del Piero, David Trezeguet e Gianluigi Buffon, calciatori che, secondo lei, hanno saputo rappresentare qualcosa di più dei semplici successi sportivi. Particolarmente significativo il ricordo del 2006. Mentre l’Italia festeggiava il Mondiale conquistato in Germania, la Juventus affrontava la retrocessione in Serie B dopo Calciopoli. "Vedere tanti campioni scegliere di restare fu formativo per me", ha spiegato. "Mi insegnò che essere atleti significa prima di tutto scegliere che persona vuoi essere nella vita". La cantante sposta dunque l’attenzione sul valore delle sconfitte. Le vittorie costruiscono una carriera, ma sono le cadute a definire davvero il carattere di una persona. Il messaggio che lascia ai più giovani è semplice quanto potente: non bisogna avere paura di rallentare, perché anche i percorsi più difficili possono trasformarsi nell’occasione per riscoprire chi si è davvero.


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