Francesca Michielin, la stilettata a De Gregori e le nozze: “Sono felice”. E lancia la ‘ribellione pop’ con Magia bianca
La cantante tornerà il 12 giugno con un concept album di stampo medioevale. Tra critiche alla società di oggi e una visione molto chiara sul significato della musica per lei.

Francesca Michielin ha scelto il momento più delicato e complesso degli ultimi anni per fare la mossa più radicale della sua carriera: pubblicare il suo disco più politico, "Magia bianca", e annunciare che è pronta al matrimonio con il compagno Davide Spigarolo. E mentre Francesco De Gregori rivendica il diritto degli artisti a non impegnarsi, lei risponde con un concept album che parla di streghe, roghi social, corpi femminili e tecno-feudalesimo. E con una vita privata che si prepara al prossimo, grande passo verso l’ignoto. Ecco tutti i dettagli.
Francesca Michielin, il nuovo album ‘medioevale’ Magia bianca
Magia bianca, in uscita il 12 giugno, è il sesto album della cantautrice e uno dei suoi progetti più ambiziosi. È un concept in nove brani che parte dal tardo Medioevo e arriva dritto al presente, intrecciando synth, pop contemporaneo, R&B, casse anni Ottanta e rimandi a Kate Bush, Mike Oldfield, Battiato, Peter Gabriel e Jethro Tull. Al centro ci sono dame e streghe che si specchiano nelle donne di oggi, tra patriarcato e algoritmi.
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Entra nel canale WhatsAppSi apre con "1484", l’anno della bolla papale che avviò la caccia alle streghe, e con un verso che non passa inosservato: "Che tempi di me**a di finto ordine ma di vera guerra". Per Francesca, il parallelo con l’Italia attuale è evidente: una società che si presenta come ordinata, rassicurante, ma nasconde caos, conflitti, mediocrità. "La caccia al corpo perfetto", rivela al Corriere, "ha trasformato l’artista nel suo corpo. Il clima è tossico dagli anni 90, ma non c’era questa ossessione 15 anni fa".
La figura della strega diventa così risposta e modello alternativo: non più una donna angelicata o "clean girl" perfetta e controllabile, ma una creatura perturbante, che disturba e sfugge agli incasellamenti.
Non manca poi lo sguardo al digitale. In "Feral Girl", e nei riferimenti al ‘tecnofeudalesimo’ di Varoufakis, Francesca descrive un mondo in cui siamo vassalli delle big tech: "Con i nostri dati coltiviamo una terra non nostra, siamo noi il prodotto. Forse per questo in tanta musica, vedi Rosalía, si parla di spiritualità".
La risposta a De Gregori dopo le polemiche
Il disco nasce anche da una riflessione sul ruolo dell’artista. Michielin racconta a questo proposito, sempre al Corriere, di una frase di Elisa, risalente al 2019: "Mi disse che un’artista deve scegliere fra la magia bianca, la missione, o la magia nera, il timbrare il cartellino: scelgo la prima".
In questo contesto si inserisce la stoccata gentile, ma chiarissima, a Francesco De Gregori. Che ha recentemente sostenuto come non spetti ai cantanti, secondo lui, sensibilizzare il pubblico su temi d’attualità e impegno politico. Francesca non lo attacca sul piano personale, ma rovescia il discorso: "In un’epoca come questa puoi scegliere di essere rassicurante e non esporti, oppure vivere la musica come missione: è il mio disco più politico".
La sua è una posizione maturata a proprie spese: nel 2023, dopo un’importante operazione chirurgica, fu travolta dal ‘rogo digitale’ per aver parlato al presente di Ivan Graziani a X Factor. Una svista dovuta alla stanchezza che le è costata giorni di insulti e derisioni.
La vita privata e il matrimonio di Francesca Michielin con Davide
Accanto alla rivoluzione artistica, c’è anche un grande cambiamento personale per Francesca Michielin. La cantante si sposerà presto, come ha confermato a FqMagazine con emozione. Le pubblicazioni di nozze sono già apparse nei rispettivi comuni, e il matrimonio con Davide, preparatore atletico e osteopata, arriverà entro i prossimi mesi. "Sono molto felice", ammette, "è una persona che ha una grandissima empatia e sa sempre trovare il buono in ogni cosa".
E a proposito del nuovo capitolo dopo la chiusura con il management storico, quello de La Tarma, Michielin chiude spiegando a Fq: "Io ho lavorato 10 anni con uno dei team manageriali più capaci e importanti in Italia. Avevo 16 anni quando ci siamo incontrate io e Marta (Donà, ndr)…volevo provare a fare questa cosa, sempre con gratitudine nei suoi confronti, volevo provare a prendere proprio le redini della mia visione artistica…Ho imparato un sacco di cose e avevo forse anche il bisogno di sbattere il muso per terra".
