Francesca Giuliano, la Miss Anni '50 di Avanti un Altro: "Tiroide lesionata per colpa di una dieta sbagliata, devo assumere un farmaco a vita"

Dalla popolarità conquistata ad Avanti un Altro! alla battaglia contro i canoni estetici imposti: l'intervista a Francesca Maria Giuliano

Giusy Palombo

Giusy Palombo

Content creator

Giornalista e content creator. Racconto cultura pop e spettacolo tra articoli e video, con uno stile diretto e autoriale.

Francesca Maria Giuliano è uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana degli ultimi anni. Diventata popolare grazie al ruolo di Miss Anni ’50 ad Avanti un Altro!, ha saputo trasformare la notorietà televisiva in un percorso che spazia tra spettacolo, social network e promozione di una femminilità lontana dai canoni dominanti. Tra televisione, mondo digitale e riflessioni sul rapporto con il proprio corpo, racconta a Libero Magazine il suo percorso professionale e la sua visione della società contemporanea.

Intervista a Francesca Maria Giuliano: da Avanti un Altro! al seguito social

Da anni il pubblico ti identifica con la Miss Anni ’50 di Avanti un Altro!. Quanto c’è di Francesca in quel personaggio e quanto, invece, è una costruzione televisiva?

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Già da piccola amavo le perle, i tacchi alti e le gonne sotto al ginocchio. Le immagini delle pin-up e le grandi dive: è insito in me. Come se fossi già preparata a tutto questo.

In un programma corale come Avanti un Altro! sei riuscita a ritagliarti uno spazio molto riconoscibile. Qual è stata la chiave per trasformare un personaggio televisivo in un vero e proprio marchio personale?

Penso di essere stata molto me stessa e questo ha fatto sì che piaccia molto alle donne. Sicuramente è bello e mi ha dato la conferma che non si tratta solo di incarnare una donna sensuale che piace agli uomini, ma un personaggio retrò che piace anche alle donne.

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza di Avanti un Altro! sul rapporto con il pubblico e sul mondo dello spettacolo?

Mi sento fortunata. La SDL Tv, casa di produzione che cura Avanti un Altro! è fatta da persone serie e di cuore che mi hanno trasformata in un personaggio che incarna una bellezza di altri tempi. A livello personale questa esperienza ha contribuito molto a rafforzare la mia autostima: è stata quasi terapeutica. Ho avuto la fortuna di condividere la scena con due grandi professionisti della televisione italiana come Paolo Bonolis e Luca Laurenti. Sono capitata in un ambiente pulito e onesto, che mi ha fatta sentire importante e mi ha valorizzata sin dal primo giorno.

C’è una conduttrice, una showgirl o un’attrice alla quale ti sei ispirata nel tuo percorso professionale? E quali caratteristiche di quella figura vorresti fare tue?

Come bravura ti dico Antonella Ponziani. Come incarnazione della donna italiana è Monica Bellucci, anche se io la trovo brava, ma si sa. Quando una è bella, in un modo o nell’altro, la deve pagare. Mi dispiace dirlo, ma quando vado al cinema spesso resto un po’ delusa. Non è gelosia: semplicemente non vedo una nuova Sophia Loren o una nuova Anna Magnani. Michele Morrone ha detto una grande verità quando ha parlato dell’esistenza di un certo "circoletto". Non voglio nascondermi. Chi mi segue sa che dico sempre la verità. Non vedo interpretazioni che mi rapiscono, ma Milena Mancini nel film Mia mi ha commossa forse dopo vent’anni.

Ti definisci spesso una donna retrò, ispirata all’estetica e alla femminilità degli anni Cinquanta. In una società che corre sempre più veloce, cosa trovi ancora attuale in quel modello?

Faccio fatica a riconoscermi nei modelli che vedo oggi. Molte ragazze sono estremamente magre e hanno uno stile lontano dalla mia idea di femminilità. A me piacciono il rossetto rosso, il foulard tra i capelli e l’eleganza delle dive di una volta. che oggi non vedo.

Francesca Maria Giuliano: "Vedo dei corpi troppo magri in tv. Un reality? Mai!"

Negli ultimi anni sembra essere tornata una forte ossessione per la magrezza, alimentata anche dai social e dalle nuove tendenze. Come vivi questa realtà essendo diventata il simbolo di una femminilità prorompente, mediterranea e orgogliosamente curvy?

Spesso accendo la televisione e vedo delle ragazze che avrebbero proprio bisogno di cibo. Vedo dei corpi troppo magri. Questo mi preoccupa, perché spesso ragazze giovani possono pensare che quello è l’ideale di bellezza. Al di là della bravura, dive come Monica Bellucci e Sophia Loren, non avrebbero avuto tutto quel successo. Le forme morbide dovrebbero essere apprezzate e amate. Sono un ideale di cui si parla ancora oggi. Io sono orgogliosa dei miei chili. Oggi ci prendono in giro: gli addominali in due settimane? Non credo che il pubblico sia stupido. Si capisce che sono farmaci e se dovessero andare fuori produzione riprenderanno tutti i chili persi e anche di più. Vedo una fisicità del genere e, per fortuna, capisco di non essere io quella sbagliata. A 13 anni desideravo di dimagrire e l’ho fatto in modo sbagliato. Ho lesionato la mia tiroide e devo prendere un farmaco a vita. Assurdo che si debba snaturare il corpo di una donna per questa ossessione che, secondo me, va curata. Non bisogna snaturarsi. Va bene perdere chili seguiti da nutrizionisti per il bene della propria salute. Farlo così non va bene.

Hai costruito la tua immagine senza inseguire i canoni dominanti. Pensi che oggi sia più difficile o più facile per una donna sentirsi libera di essere se stessa?

Avanti un Altro! mi ha permesso di tirare fuori la mia sicurezza. Sono arrivata lì e avevo paura di non essere giusta. Quella partecipazione mi ha aperto un sacco di porte.

Sei molto seguita sui social network. Che rapporto hai con Instagram e con il mondo digitale? Quanto tempo e lavoro richiede oggi mantenere una presenza costante online?

Mi fa piacere condividere alcuni dei momenti della mia vita con chi mi segue. Penso però che una persona se appare meno, ingolosisce di più il proprio pubblico.

Viviamo nell’epoca del politicamente corretto. Secondo te ha contribuito a rendere il dibattito pubblico più rispettoso oppure rischia talvolta di limitare spontaneità e libertà di espressione?

Il politicamente corretto eliminerà ogni tipo di dialogo: lo vedremo nel cinema, nei complimenti a una donna. Non si può più fare nulla. Un taglio anche alla democrazia. Serve un po’ di pepe nei film, nei programmi televisivi. Se non ridiamo un po’ diventa tutto più difficile. Per me è una cosa sbagliata, non costruttiva e nemmeno giusta.

Ti è mai capitato di sentirti giudicata più per il tuo aspetto fisico che per le tue idee o per il tuo lavoro? Come hai imparato a convivere con i pregiudizi?

Chi giudica è perché vorrebbe essere come noi. I bulli sono i nostri ammiratori segreti, per questo spendono tempo a offenderci. Vorrebbero nostre qualità che loro non hanno. Le persone non dovrebbero mai dare peso a chi le offende. C’è solo un problema di ossessione.

Se domani arrivasse la proposta di partecipare a un reality, accetteresti? E quale ti incuriosirebbe di più tra L’Isola dei Famosi, Grande Fratello, Pechino Express o altri format?

Nessun reality. Sono nata come personaggio televisivo. Visti i risultati di altri personaggi che si sono rovinati l’immagine partecipando a dei reality è un’esperienza che non mi ispira. Non mi strappo i capelli per fare un reality.

Qual è il prossimo traguardo che vuoi raggiungere? C’è un sogno professionale che non hai ancora realizzato?

Voglio fare cinema e ce la sto mettendo tutta. La mia agenzia, la Di Nardo, mi sta aiutando per affinare la mia preparazione. Nessuno ha avuto pregiudizi sul fatto che venga da un programma televisivo e loro si stanno adoperando per permettermi di migliorare. Per questo ringrazio Dio tutti i giorni. Voglio fare una bella figura e mi sto impegnando.


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