DiMartedì, Floris ultimo baluardo della pluralità di informazione: mentre il giornalismo in tv perde pezzi illustri, lui resta saldo al timone

Tra politica, economia e satira: come il programma di Giovanni Floris continua a raccontare l'Italia su La7.

Mara Fratus

Mara Fratus

Giornalista

Nella mia vita non possono mancare, il silenzio, il mare e Il Libro dell'inquietudine sul comodino, insieme a un romanzo di Zafon.

DiMartedì, il programma condotto da Giovanni Floris su La7, torna con una nuova stagione il 15 settembre alle 21:15, arrivando alla sua tredicesima edizione. Il programma rimane sostanzialmente invariato: politica, economia, attualità e cronaca, raccontati attraverso interviste, sondaggi, reportage e discussioni con politici, giornalisti ed esperti. E, dulcis in fundo, il momento dedicato alla satira di Luca e Paolo.

Un formati, quello di Floris, che si inserisce in un palinsesto di La7 fortemente concentrato sull’informazione e sull’approfondimento, al fianco di trasmissioni come La Torre di Babele, Una giornata particolare, Piazzapulita, Propaganda Live e In altre parole.

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E se il panorama televisivo italiano pare saturo di questo tipo di programmi, diMartedì ha dalla sua elementi diversi, non si limita a raccontare una notizia, ma cerca di analizzarla da diversi punti di vista: la politica viene collegata all’economia e alla vita quotidiana, i sondaggi mostrano cosa pensa l’opinione pubblica e i reportage raccontano i problemi direttamente dalla realtà.


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