Five Nights at Freddy's 2, Libere Recensioni: né guizzi né sussulti, ma la noia non fa paura
La nuova avventura horror nel leggendario Freddy's ha una trama convoluta ma che manca di mordente, sfociando nel banale e nello scontato

Rieccoci con Libere Recensioni, la rubrica di Libero Magazine dedicata ai grande film in uscita e in anteprima nazionale. A sorpresa, nel 2023 il primo Five Nights at Freddy’s è diventato la pellicola tratta da un videogioco col maggiore incasso al botteghino, bruciando Super Mario Bros. – Il film e venendo poi superata da Un film Minecraft. Il suo sequel, Five Nights at Freddy’s 2, protagonista della recensione di oggi, continua nel solco del revival anni 80 aperto da Stranger Things, ma pecca clamorosamente di originalità.
Ritornano nel cast Josh Hutcherson nei panni di Mike il custode e Piper Rubio in quelli della sua sorellina Abby, così come Elizabeth Lail in quelli di Vanessa Shelly. Guest star McKenna Grace e Matthew Lillard, che riprende il ruolo del sadico William Afton. Alla regia ancora Emma Tammi, mentre la sceneggiatura è curata ancora da Scott Cawthon, creatore della saga videoludica originale.
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Entra nel canale WhatsAppFive Nights at Freddy’s 2, la recensione: si parte bene, poi il vuoto
È passato qualche tempo dalla disavventura di Mike Schmidt (Hutcherson) all’interno del rudere della pizzeria Freddy Fazbear’s. Sopravvissuto per miracolo agli animatroni posseduti, il ragazzo sta provando a ricostruire la propria vita con una maggiore stabilità. La sorellina Abby (Rubio) sente tuttavia la mancanza dei suoi "amici" (gli spiriti dei bambini intrappolati nei costumi meccanici) e fatica a integrarsi a scuola. Anche Vanessa (Lail) stenta a lasciarsi alle spalle i traumi creati dal sadico padre, nonostante la morte di quest’ultimo. Nel frattempo una troupe di "cacciatori di fantasmi" si avventura nel locale originale della catena di pizzerie, chiuso nel 1982 per l’omicidio, poi insabbiato, di una bambina, Charlotte, uccisa davanti agli occhi proprio di una piccolissima Vanessa.
I ragazzi, guidati da una losca guardia di sicurezza, vengono uccisi uno a uno da altri animatroni posseduti, controllati questa volta dalla Marionetta, che altri non è che la stessa Charlotte. Desiderosa di lasciare il perimetro della pizzeria, il fantasma inganna Abby, attirandola nel locale e costringendo Mike e Vanessa a correre in suo aiuto.
Quando l’horror finisce per annoiare
L’impianto narrativo di Five Nights at Freddy’s 2, semplicemente, non funziona. Il film comincia bene, con una premessa anche interessante, per poi scivolare inesorabilmente nel vuoto pneumatico. Ad appesantire la pellicola contribuisce l’insensata (a nostro parere) introspezione dei personaggi di Mike e Vanessa, due individui con la personalità di un portacenere, e che nulla porta alla narrazione se non un’eccessiva lentezza, oltre a togliere spazio ai veri protagonisti della saga: gli animatroni.
Nell’ora e trequarti scarse di durata, Five Nights at Freddy’s 2 manca totalmente di una struttura capace di essere contestualmente plausibile: il film semplicemente "procede", ma senza una vera cognizione di causa. I fan del videogioco senza dubbio troveranno qualcosa per cui essere felici, ma il resto degli spettatori rimarrà banalmente annoiato. Senza senso la scelta di far violare agli animatroni il perimetro della pizzeria, andando a privare la trama originale di quello che è il suo punto cardine principale.
Nessun guizzo e poche idee: non si salva il fascino retrò
L’adattamento prodotto da Bloomhouse (fatto chiaramente con un target ben preciso in mente), non ha mai un guizzo o un sussulto, poggiandosi unicamente su triti e ritriti jumpscare per cercare di ravvivare (senza riuscirci) la situazione. Finisce per venire depauperato del proprio potenziale comunicativo ed evocativo anche quel fascino retrò che aveva fatto la fortuna del franchise di videogiochi. Le continue spiegazioni e i dialoghi assurdamente seriosi e arzigogolati rendono il film più cervellotico e atrofizzato di quanto dovrebbe essere, sfociando in un verbo che il cinema, soprattutto di questo genere, non dovrebbe mai contemplare: annoiare.
Se il primo Five Nights at Freddy’s era una pellicola con diversi difetti, ma comunque intrattenente, una sorta di guilty pleasure, il capitolo 2 fallisce anche in quest’ultimo aspetto. La trama, esageratamente seriosa, pesante e didascalica, affossa un film il cui tono dovrebbe puntare unicamente al divertimento e all’intrattenimento. Insomma, un mezzo disastro.
Voto: 4/10
