"Sanremo? C'è un prima e un dopo Gabbani. Le radio ci snobbavano, eravamo pieni di haters": intervista ai Finley prima del nuovo tour

La band celebra i vent’anni di Tutto è possibile, il loro disco d’esordio, Sei date in altrettante città italiane, ma a concerto finito tutti a casa: “La mattina dobbiamo accompagnare i figli a scuola”.

Luca Burini

Luca Burini

Giornalista

Nato a inizio estate 1987, volevo fare il cantautore. Poi la vita mi ha portato a sfogare la voglia di comporre altrove.

Loro sono pronti, lo si capisce chiacchierandoci. Sei date in altrettante città (nell’ordine: Bassano del grappa, Bologna, Roma, Torino, Milano e Brescia) a partire dal 14 marzo. Inizialmente era prevista solo una tappa, quella nel capoluogo lombardo che cade esattamente il 31 marzo, a vent’anni precisi dall’uscita del loro primo album Tutto è possibile. "Poi, vista la grande richiesta, abbiamo deciso di allargare il calendario", ci spiegano i Finley a pochi giorni dal debutto. Fare un concerto evento di martedì a Pedro, il cantante, non sembrava una grande idea. E no, a frenarlo non era la paura di non vendere biglietti: "La mattina dopo devo accompagnare mia figlia a scuola", dice.

VIDEOINTERVISTA INTEGRALE

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"All’epoca, gli hater venivano direttamente ai concerti per odiarci in diretta"

Perché in 20 anni cambiano tante cose: "Oggi tentiamo di rientrare la notte", confessano in un’intervista che è anche l’occasione per tirare le somme della loro lunga avventura nel mondo della musica. Il boom iniziale (oltre 300 mila copie vendute e due Mtv European Music Award), gli hater che si presentavo ai concerti per contestarli: "Stavamo sul cazzo. Dicevano: ‘Perché le tipe della mia classe sbavano per quello lì con il ciuffo e non per me?’".

"A Sanremo 2026 mancano canzoni indimenticabili come Due Vite e Brividi"

Poi via fino agli stravolgimenti del mercato discografico passando attraverso e un Sanremo (quello del 2008) che non andò così bene (feste "bilaterali" a parte). Il Festival 2026 non li ha coinvolti granché: "Mi ha annoiato", spiega Pedro. Dani lamenta la mancanza di show, mentre Ka boccia le canzoni: "Non mi sembra ci sia qualcosa di indimenticabile, tipo Due Vite di Marco Mengoni e Brividi di Blanco e Mahmood".

Il duetto dei sogni? Con Gigi D’Alessio

I concerti del tour Tutto è possibile – La grande festa non sono gli unici impegni del 2026 che, probabilmente, li vedrà pubblicare anche nuovi brani. E se gli chiedi con chi vorrebbero duettare non hanno dubbi: "Gigi D’Alessio, la cosa più distante da noi. Ci affascina l’idea di sperimentare. Anzi, Gigi, se vedi questo video mi raccomando: facciamo un pezzo insieme". Appello lanciato.


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