Il cinema sta cambiando, un festival proietta un film a velocità 1.5x per avere l'attenzione della Gen Z ed è caos: polemiche infuocate

Un festival in Quebec ha proiettato un film a velocità 1.5x per aprire provocatoriamente una riflessione sulle abitudini di consumo dei più giovani

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

In Canada si proietta un film velocizzato per venire incontro alla Gen Z: polemiche inevitabili
UnSplash

In un festival cinematografico in Quebec, Canada, è avvenuto qualcosa di impensabile per i cinefili: un film è stato proiettato a velocità 1.5x, passando da circa 100 minuti a 66. Una provocazione, quella degli organizzatori, per aprire un dibattito sulle abitudini di consumo della Gen Z, abituata a fruire di contenuti, dai video alle serie tv passando per i podcast, a velocità aumentata. Inevitabili le polemiche soprattutto sui social network, che si sono letteralmente scatenati.

Canada, proiettato un film velocizzato per la Gen Z e i social si scatenano nelle polemiche

Amour Apocalypse, film di Anne Émond, è stato mostrato in una versione accelerata a 1.5 x, passando a 66 minuti invece dei 100 originali. Una provocazione lanciata da un festival cinematografico in Quebec, Canada, per riflettere su come la Gen Z consuma contenuti al giorno d’oggi. Le nuove generazioni, infatti, fruiscono di video, serie tv, podcast e altri prodotti audiovideo quasi sempre a velocità aumentata.

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L’obiettivo era chiaramente aprire una riflessione sul perchè la soglia dell’attenzione dei più giovani si è abbassata così tanto, domandandosi quanto i social network possano aver influito. Il festival ha voluto porsi una domanda significativa: siamo ancora capaci di vivere un’esperienza lenta e immersiva, senza sentire il bisogno di accelerarla? Sui social, ovviamente, le polemiche si sono sprecate. Da un lato c’è chi ritiene questa iniziativa intelligente, poiché in grado di parlare alle nuove generazioni attraverso il loro linguaggio. Altri invece la vedono come una sconfitta culturale. Il cinema dovrebbe adattarsi ai ritmi dei social (o meglio, della nostra soglia dell’attenzione ormai decisamente bassa) o resistere?

Social impazziti per l’iniziativa canadese

"Neanche un film per intero guardano questi", commenta qualcuno su Instagram. Qualcun altro, invece, è di altro avviso: "Come esperimento ci sta. Magari fra qualche anno faranno film pensati per essere riprodotti a 2x". Insomma, i social si spaccano davanti all’iniziativa del festival canadese, sebbene il tenore sia più vicino a quello del primo commento. Qualcuno è decisamente drastico e afferma: "Chiudere immediatamente quel cinema".

Il proposito però ha sortito qualche effetto, perchè si legge anche: "Va anche detto che ormai anche le commedie più stupide durano 140 minuti senza alcuna ragione, anziché 90 come anni fa: leggo il libro anziché stare bloccata sul divano due ore e passa". Un punto di vista interessante e già sollevato in passato: i film, oggigiorno, tendono tutti a durare di più rispetto al passato e per alcuni risultano indigesti. Si rimane, tuttavia, nella sfera della percezione squisitamente personale e trovare una risposta universale è pressoché impossibile.


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