È di Paolo Sorrentino ed è tra i più sensuali del 2025: il film ha infiammato il cinema italiano
Tra erotismo, identità e provocazione culturale, il cinema del 2025 ha riportato il sesso al centro del racconto, ridefinendone senso e funzione narrativa.

Il cinema del 2025 ha sorpreso pubblico e critica rimettendo la sessualità al centro del discorso culturale. Non più semplice elemento provocatorio o strumento di scandalo, l’erotismo è tornato a essere una vera chiave narrativa, capace di raccontare crisi identitarie, relazioni fragili e trasformazioni sociali profonde. In questo contesto, una celebre testata internazionale ha dedicato uno speciale ai film più "sexy" dell’anno, selezionandoli non per la quantità di scene esplicite, ma per la loro capacità di rendere il sesso memorabile e centrale nel racconto. Ed è proprio in questa cornice che spicca anche un titolo italiano, capace di imporsi nel panorama globale con una sensualità tutta particolare.
Parthenope: il film italiano tra i più sexy del 2025 secondo Esquire
Tra i 19 film selezionati da Esquire figura anche Parthenope di Paolo Sorrentino, unico titolo italiano presente in classifica. Un riconoscimento che non nasce dall’esplicitezza delle scene, ma dalla sensualità che attraversa l’intero film come una corrente sotterranea. Ambientato a Napoli, Parthenope racconta la vita della sua protagonista, interpretata da Celeste Dalla Porta, una giovane donna dalla bellezza ipnotica che diventa oggetto di desiderio, ossessione e proiezione per chiunque la circondi, a partire dal rapporto ambiguo con il fratello. Il corpo della protagonista è al centro dello sguardo altrui, ma anche del conflitto interiore che la attraversa.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppSorrentino costruisce un erotismo fatto più di attese e simboli che di azioni esplicite. Le sequenze più discusse – come quella che coinvolge un sacerdote e un evento percepito come miracoloso, o il rituale erotico collettivo osservato dalla comunità – hanno suscitato polemiche soprattutto in ambito religioso, proprio per la loro carica sacrilega e provocatoria. In Parthenope, il sesso è sacro e profano allo stesso tempo, promessa di felicità e fonte di inquietudine, riflesso della città di Napoli e delle sue contraddizioni.
Da Bone Lake a The Visitor: come il cinema internazionale ha raccontato il desiderio
Accanto al film di Sorrentino, la classifica di Esquire attraversa generi e sensibilità molto diverse. Bone Lake recupera il thriller erotico anni Novanta, ambientando il desiderio in un contesto isolato dove il sesso diventa innesco di dinamiche manipolatorie e oscure. Di segno opposto è Sex di Dag Johan Haugerud, primo capitolo della trilogia norvegese, che riduce al minimo le immagini per concentrarsi sulle parole e sulle conseguenze emotive di un’esperienza sessuale inattesa capace di mettere in crisi un matrimonio e un’identità.
Il discorso si fa più estremo con Together, che trasforma una scena di intimità in uno body horror più disturbanti dell’anno, e con Die My Love, dove il sesso diventa chiave di lettura della discesa psicologica della protagonista e della depressione post-partum. Più ironico ma altrettanto tagliente è Splitsville, che smaschera le contraddizioni della non monogamia, mentre The Visitor di Bruce LaBruce usa pornografia esplicita e allegoria politica per demolire l’idea di famiglia tradizionale.