Kasia Smutniak ricorda Pietro Taricone, la storia di Giulia Cecchettin fa ancora male: l'Italia porta le sue ferite al Festival di Roma 2026
Dal 13 al 25 ottobre all’Auditorium Parco della Musica, 150 film da 55 Paesi: tra i titoli italiani spiccano Jovanotti, Pino Daniele e anche Kasia Smutniak.

La ventunesima edizione del Festival del Cinema di Roma, in programma all’Auditorium Parco della Musica "Ennio Morricone" dal 13 al 25 ottobre 2026, si presenta come una delle più ambiziose nella storia della manifestazione. 150 film da 55 Paesi diversi, con una presenza italiana che attraversa ogni sezione del programma. E così, il cinema nazionale arriva a Roma 2026 con una varietà di temi, registri e ambizioni tutte da scoprire. Si va dal dramma civile al fantasy adolescenziale, dal biopic musicale al documentario intimo, dalla commedia di coppia al film-cronaca su uno dei casi di femminicidio più dolorosi degli ultimi anni. Vediamo, dunque, i film italiani presenti al Festival del Cinema di Roma 2026.
Festival del Cinema di Roma 2026: i film italiani da tenere d’occhio nelle varie categorie
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Entra nel canale WhatsAppNon solo film stranieri, anzi. Al Festival del Cinema di Roma 2026 vedremo anche una raffica di titoli italiani. Scopriamo tutte le categorie:
Concorso Progressive Cinema
Il cuore competitivo della Festa è il concorso internazionale Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani, che conta diciotto titoli in gara, sei dei quali diretti da donne. Tre sono italiani, e rappresentano tre approcci radicalmente diversi al racconto.
Brianza di Simone Catania è il film più duro della tripletta italiana. Ambientato nel 2010, nel pieno della crisi economica, racconta la storia di Giorgio Farina, interpretato da Fausto Russo Alesi. Giorgio è l’erede di un’armeria di famiglia, stimato, irreprensibile, uno di quegli uomini che la provincia venera perché non delude mai le aspettative. Ma la crisi lo ha schiacciato, i debiti si sono accumulati, e lui ha preferito mentire a tutti piuttosto che ammettere il fallimento. È una coproduzione Italia-Svizzera prodotta da Indyca e Beauvoir Films, con Paolo Pierobon, Fausto Russo Alesi, Marina Rocco e Giovanni Calcagno.
Giorni felici di Susanna Nicchiarelli è una storia di formazione con una componente fantastica che la distingue nettamente dal resto del cinema italiano contemporaneo. Claudia ha vent’anni ed è una ragazza come tante, alle prese con amori passati e futuri, passioni sopite e prove importanti da affrontare. Ma Claudia ha qualcosa di speciale: in alcuni momenti, quando è eccitata o arrabbiata, si trasforma in una strana creatura, con ali bianche, zanne e zampe da felino. La metamorfosi fisica è il linguaggio con cui il film parla della difficoltà di abitare il proprio corpo e i propri desideri quando il mondo ti chiede di stare ferma e silenziosa. Tratto dall’omonimo fumetto di ZUZU, il film è prodotto da Vivo Film con Rai Cinema in coproduzione con Tarantula.
Mustang di Kasia Smutniak è forse il titolo più atteso, perché è anche il più personale. L’attrice polacca naturalizzata italiana porta in concorso un documentario che nasce da un viaggio compiuto nel 2003 insieme al compagno Pietro Taricone verso il Nepal, dove i due avevano promesso di tornare per costruire una scuola. Taricone è morto nel 2010 senza poter mantenere quella promessa. Kasia l’ha mantenuta per entrambi, con la figlia Sophie accanto.
Freestyle
La sezione non competitiva dedicata alle forme più ibride ospita la più alta concentrazione di film italiani dell’intera Festa.
7 Anniversari di Sabrina Iannucci, con Benedetta Porcaroli, è l’opera prima della regista. Il titolo suggerisce una struttura in capitoli che scansiona il tempo attraverso ricorrenze annuali, un modo per raccontare come un rapporto cambia – o si corrode – anno dopo anno, senza dichiararlo esplicitamente.
Cambogia è il debutto alla regia di Valerio Lundini, comico televisivo tra i più originali degli ultimi anni. Cosa ci faccia il Cambogia nel titolo è ancora avvolto nel mistero, il che è già di per sé in linea con il suo stile.
Caro mondo crudele di Niccolò Falsetti arriva dopo il successo di Margini. Il regista torna con un altro ritratto di esistenze ai margini del sistema, in bilico tra sopravvivenza e aspirazione, in un’Italia di provincia che nessuno mostra mai così bene.
El Tren Fluvial è un’opera a quattro mani tra Lorenzo Ferro e Lucas A. Vignale, purtroppo scomparso prima dell’uscita del film. Ambientato tra le acque del Delta del Paranà in Argentina, il film segue il viaggio lento di un treno fluviale come metafora di una transizione – geografica, umana, forse generazionale.
Nella sezione Freestyle Arts, troviamo: Il caso Modigliani di Luca Rea riapre uno degli scandali più clamorosi dell’arte italiana: le false teste attribuite ad Amedeo Modigliani emerse dal Fosso Reale di Livorno negli anni Ottanta, che ingannarono critica e stampa prima che la verità venisse a galla. L’Imaginifico. Gabriele D’Annunzio di Mauro Bartoli è un ritratto del poeta-vate che cerca di capire cosa rimanga vivo di D’Annunzio nell’immaginario contemporaneo, al di là della caricatura. I pesci non chiudono gli occhi di Audrey Gordon, tratto dall’omonimo romanzo di Erri De Luca, racconta l’estate in cui un bambino di dieci anni incontra per la prima volta la violenza degli altri e capisce che il mondo non è fatto come pensava.
Pinocchio, il bambino del mondo di Paolo Borraccetti reinterpreta il personaggio collodiano come archetipo universale della bugia necessaria e dell’infanzia negata. Spaccanapoli Times di Nadia Baldi è un documentario d’immersione nella Napoli contemporanea, filtrato attraverso il ritmo e il linguaggio della strada. Interno familiare di Paolo Coletta scruta le dinamiche di una famiglia chiusa in casa, osservandone i rituali e le crepe. Lucia di Luciano di Fabio Cherstich è un lavoro al confine tra teatro e cinema, in cui il testo e la messa in scena si interrogano a vicenda.
Grand Public
Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese apre ufficialmente la Festa ed è tratto dall’omonimo romanzo scritto dallo stesso regista. Tre famiglie milanesi si sfiorano per anni senza incontrarsi mai davvero, finché un evento imprevisto le mette in collisione. Quello che emerge sono i segreti che ciascuno custodisce: alcuni banali, altri devastanti. Nel cast: Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Lino Musella, Edoardo Pesce e Claudio Santamaria, e la canzone originale firmata da Brunori Sas.
Je so’ pazzo di Nicola Prosatore è il biopic su Pino Daniele che il pubblico italiano aspettava da anni. Il film non si limita a raccontare l’ascesa di un musicista straordinario, ma scava nella psicologia di un uomo che ha portato il blues di Napoli nel mondo eppure non è mai riuscito a fare pace con le ferite dell’infanzia. Massimiliano Caiazzo (Mare Fuori) si trasforma fisicamente nel cantante, seguendolo dai vicoli di Napoli fino al leggendario concerto del 1981 davanti a oltre 200.000 persone.
Noi un po’ meglio di Daniele Luchetti, destinato a Netflix dal 29 ottobre, è una commedia di coppia che nasconde più di quello che mostra. Simone (Elio Germano) vuole una famiglia, un figlio, una vita strutturata. Lucia (Maria Chiara Giannetta), è allergica a tutto questo: all’idea di maternità, alle convenzioni, ai piani a lungo termine. I due si amano, ma su ogni cosa importante hanno visioni opposte.
Se domani non torno di Paola Randi affronta il femminicidio di Giulia Cecchettin, la studentessa uccisa nel novembre 2023 dall’ex fidanzato. Il film è adattato dal libro Cara Giulia scritto da suo padre Gino Cecchettin con Marco Franzoso, e sceglie di raccontare la vicenda non come cronaca nera ma come storia di una famiglia normale, di una ragazza normale, in un angolo normale d’Italia – fino al momento in cui tutto si spezza. Un film coraggioso, che arriva alla Festa in collaborazione con Alice nella città.
Tra gli altri titoli italiani del Grand Public troviamo: Desiderio di Michela Cescon, debutto alla regia dell’attrice con una storia d’amore e desiderio con Enrico Borello e Romana Maggiora Vergano; È andata così di Gianni Zanasi, una storia di amicizia maschile tra Michele Riondino e Valerio Mastandrea che ha il sapore amaro di un consuntivo; Il ministero dell’amore di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, satira burocratico-sentimentale con gran parte del cast di Boris; Il profilo dell’altra di Francesco Bruni con Pilar Fogliati e Ginevra Francesconi, storia di identità e sosia nell’era dei social; Le rose di Marrakech di Ginevra Elkann con Fanny Ardant, un film che intreccia culture e generazioni tra Italia e Marocco; L’ora di tutti di Stefania Rocca alla sua prima regia; La sera a Roma di Enrico Vanzina, omaggio sentimentale alla città eterna con un cast che include Massimo Ghini, Carlo Buccirosso, Martina Stella, Rocío Munoz Morales, Ricky Memphis e Luca Ward; e Un tranquillo funerale di famiglia di Massimiliano Bruno, remake di una commedia nera britannica.
Special Screenings
Lorenzo – L’incredibile, avventura di Jovanotti segue Lorenzo Cherubini in quello che è stato il periodo più difficile della sua carriera: l’incidente in bicicletta del 2023, la lunga riabilitazione, il ritorno alla musica.
Federica – L’ultima Olimpiade accompagna Federica Pellegrini nell’ultima stagione da nuotatrice agonista, tra il peso di essere un’icona e la libertà ritrovata nel lasciare andare. Il ghiaccio in tasca.
Mio padre Giuseppe Sinopoli è il ritratto del grande direttore d’orchestra messinese attraverso il filtro privato del figlio, un racconto che mescola archivio familiare e grandezza artistica.
L’assurda storia della Gialappa’s Band ricostruisce la storia del trio che ha riscritto le regole della comicità televisiva italiana, da Mai dire Gol in poi.
Nedo, un italiano racconta la storia di Nedo Fiano, sopravvissuto ad Auschwitz e testimone instancabile fino alla tarda età.
Fuksas – Da tutta la vita è un ritratto dell’architetto romano Massimiliano Fuksas, tra i più visionari della scena internazionale.
Storia del Cinema
Tra i documentari italiani, Carlo Monni, come un grillo nell’uragano, omaggia l’attore toscano di culto, voce anarchica e stravagante del cinema di Benigni e non solo. Laura Betti, una disperata vitalità restituisce la figura della grande attrice e musa pasoliniana, rimasta a lungo ai margini della memoria ufficiale. Riz, armonie e dissonanze ripercorre la vita e l’opera di Nino Rota, compositore delle colonne sonore di Fellini e Francis Ford Coppola.
Roberto Perpignani – L’emozione dei tagli impropri è un omaggio al grande montatore italiano. Terrific Sergio celebra Sergio Leone. Tra i restauri, il titolo più atteso è L’Eclisse di Michelangelo Antonioni del 1962, capolavoro con Monica Vitti e Alain Delon, che torna in sala in una versione restaurata. Tornano anche il grottesco Sembra morto… ma è solo svenuto e il fumettistico Paz!
