Fedez smentisce l'indiscrezione sul referendum: "Io testimonial del 'Sì'? Porcheria infondata"
Un rumors indica Fedez come nome forte che la destra è pronta a schierare nella campagna per il referendum della giustizia, ma il rapper smentisce con decisione.

Il nome di Fedez sarebbe tra quelli valutati dal comitato promotore del Sì al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, in programma il 22 e 23 marzo. A raccontarlo è Il Fatto Quotidiano, che ricostruisce il lavoro in corso dietro le quinte di una campagna referendaria che, per sua natura, fatica a scaldare l’opinione pubblica e a mobilitare un elettorato tradizionalmente poco incline a partecipare a questo tipo di consultazioni.
Proprio per questo, come avvenuto sul fronte del No – che ha già coinvolto attori, scrittori e accademici – anche il campo favorevole alla riforma della giustizia voluta dall’esecutivo sta cercando volti noti capaci di dare maggiore visibilità al messaggio, soprattutto sui social network. La strategia digitale sarebbe affidata a Pietro Dettori, ex spin doctor del Movimento 5 Stelle, mentre la ricerca di testimonial risponde all’esigenza di rendere più incisiva una campagna che rischia altrimenti di rimanere confinata agli addetti ai lavori.
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Entra nel canale WhatsAppLa possibile scelta di Fedez non sarebbe casuale. Da un lato peserebbero le vicende giudiziarie e mediatiche che lo hanno coinvolto negli ultimi anni, dall’altro un progressivo riavvicinamento – o quantomeno un disgelo – nei rapporti con settori del centrodestra. In particolare con Forza Italia, dove i contatti si sarebbero intensificati dopo la partecipazione del rapper, lo scorso giugno, al congresso dei giovani azzurri. Un passaggio non secondario per un artista che in passato aveva attaccato duramente Silvio Berlusconi e che, in una fase precedente della sua carriera, aveva persino strizzato l’occhio al grillismo.
La smentita di Fedez su Referendum: "Io testimonial del ‘Sì’? Una porcheria"
Non si è fatta attendere la smentita di Fedez su questa indiscrezione, definita da lui "Una porcheria totalmente infondata". Il rapper, tramite alcune Storie su Instagram, ha sottolineato che si tratta di "un racconto di fantasia travestito da giornalismo". Poi Fedez ha spiegato quanto accaduto prima della pubblicazione dell’articolo in questione, dicendo che un giornalista lo aveva contattato con insistenza per chiedergli, in sostanza, quale fosse la sua posizione rispetto al referendum, una domanda alla quale lui avrebbe risposto: "Se mai volessi esprimermi sul tema, lo farei attraverso i miei canali". Nella storia successiva ha aggiunto: "Questa mattina trovo un articolo che insinua che io sarei stato ingaggiato dal governo Meloni come testimonial per il Sì. Senza alcuna prova, con un virgolettato che lascia intendere chissà cosa. Follia pura". Il rapper ha messo in evidenza anche il fatto che nel suo podcast ospita solo personalità "che si stanno spendendo per il No", come Gherardo Colombo e Nicola Gratteri, tra gli altri.
Fedez i rapporti diventati buoni con la politica
Emblematico, in questo senso, il rapporto con Maurizio Gasparri, un tempo tra i suoi critici più accesi e poi ospite del podcast condotto da Fedez insieme a Luis Sal. Diverso, invece, il clima con la Lega e con Matteo Salvini, con cui negli anni non sono mancati scontri anche molto duri, salvo una tregua umana raccontata dallo stesso rapper nella sua autobiografia, quando ha ricordato la vicinanza del leader leghista durante la malattia.
Più freddi restano i rapporti con Fratelli d’Italia, soprattutto dopo l’episodio avvenuto durante Festival di Sanremo 2023, quando Fedez strappò in diretta una foto di Galeazzo Bignami travestito da nazista, scatenando polemiche durissime.
Sul merito della riforma Nordio e del quesito referendario, Fedez non ha mai espresso posizioni particolarmente strutturate. Tuttavia, in passato ha preso le distanze da alcune battaglie del primo Movimento 5 Stelle, soprattutto sul tema delle intercettazioni e del ruolo dei media nei processi. Parole che oggi vengono lette come il segnale di una maturazione, se non di un vero cambio di prospettiva. Alla domanda se accetterà o meno di diventare un volto della campagna per il Sì del governo guidato da Giorgia Meloni, Fedez non ha confermato ma nemmeno smentito, limitandosi a una risposta evasiva: non ha nulla da dichiarare e non intende farlo per interposta persona. Un silenzio che, nel clima già acceso della vigilia referendaria, finisce comunque per alimentare il dibattito. Un Fedez dunque che potrebbe tornare al centro della scena contro i giudici, gli stessi che hanno assolto l’ex moglie Chiara Ferragni dall’accusa di truffa aggravata.
