Federica Torzullo in Tv, Milo Infante sdegnato: "Provo disagio". I dubbi sulla tempistica dell'omicidio

Milo Infante ha dedicato ampio spazio nella puntata di Ore 14 di giovedì 22 gennaio 2026 al delitto di Federica Torzullo, la confessione del marito smebra lacunosa

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Redazione

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"Ore 14" dedica anche oggi, giovedì 22 gennaio 2026, uno spazio al delitto di Federica Torzullo, all’indomani della confessione del marito Claudio Carlomagno, che si è addossato la responsabilità, anche se gli inquirenti non sembrano essere del tutto convinti della sua versione dei fatti. Nella mattinata sono intanto iniziate le ricerche del coltello bilama che lui avrebbe usato per uccidere la moglie nel punto indicato.

Federica Torzullo, Ore 14 puntata 22 gennaio 2026: cosa è successo

Il coltello, almeno secondo il racconto di Carlomagno, sarebbe stato gettato lungo la Braccianese all’incrocio con l’Anguillarese, stradone che arriva fino ad Anguillara Sabazia (Roma), dove Federica Torzullo viveva insieme con il marito e il loro bambino. Il luogo è davvero impervio a causa della fitta vegetazione, oltre alla presenza di un torrente, ma ancora l’arma non è stata ritrovata. I carabinieri hanno lavorato dalle 9.30 fino a intorno alle 14, per poi fermarsi per una pausa, in attesa di riprendere e verificare se la ricostruzione fatta dall’uomo sia corretta.

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Carlomagno si sarebbe sbarazzato del coltello nel pomeriggio del 9 gennaio, poco prima di presentarsi in caserma per la denuncia di scomparsa, anche se la donna era in realtà già morta. Individuarlo potrebbe essere quindi tutt’altro che semplice, visto che non sappiamo che traiettoria possa avere preso l’oggetto, non si può escludere che le operazioni vadano avanti per giorni (nei giorni successivi all’omicidio ha piovuto, l’acqua si è quindi alzata). Gli inquirenti hanno inoltre provveduto ad ascoltare i familiari più stretti di Federica per capire il reale rapporto con chi l’ha poi uccisa. "Vogliono capire la conflittualità della coppia, Carlomagno aveva descritto il loro legame come quello di una coppia felice, con gli alti e bassi che tutti hanno" – precisa Milo Infante.

Il conduttore insiste poi sui dubbi che ci sono ancora sulla versione data dal killer: "Il territorio su cui stanno operando per la ricerca è difficile, ma sempre ammesso che lui abbia detto la verità. Ci sono dubbi sui tempi e le modalità del delitto, ma anche sul movente (la paura di perdere l’affidamento del figlio). Ad avere perplessità sull’accaduto è innanzitutto il procuratore di Civitavecchia Liguori: "Non siamo completamente soddisfatti. La ricostruzione fornita, nel suo diritto, per i tempi così contingentati ha qualcosa che non quadra. Ci sono zone d’ombra, su cui proveremo a fare luce, non ci troviamo sulla tempistica così ristretta, il signor Carlomagno definisce tutto tra le 6.30 del mattino e le 7.15, dice di avere incontrato Federica, di avere discusso, averla soppressa e trasportata dal primo piano fino alla sua auto, per poi cercare di ripulire il sangue copioso trovato in così poco tempo merita approfondimento. Non ci convincono il raptus, la rapidità di esecuzione in quella fascia oraria, la premeditazione si nutre di circostanze, non è importante solo il tempo di esecuzione ma anche quello di preparazione".

Infante fa ulteriormente leva su questo: "La tempistica è fondamentale per capire se c’è stata premeditazione, qual è il vero motivo dell’omicidio, non venga a dire di avere ucciso la moglie per paura di perdere il figlio perché fa il pari con quello che abbiamo detto ieri, ‘Ti uccido perché non posso vivere senza di te’, che senso ha? Può esserci un motivo economico o di possesso materiale, quindi che sei una cosa mia. Si prova un senso di disagio, anche con la moglie morta, che ha ammazzato lui, scarica su di lei la responsabilità dicendo di averlo fatto per paura di perdere il figlio. Questo non risulta, ma è un’idea che non potrebbe nemmeno essere portata a termine con l’istituto dell’affido condiviso".

Le motivazioni all’origine del delitto

Su questa teoria è concorde anche la giornalista Candida Morvillo: "Sta cercando una captatio benevolentia per ingraziarsi il pubblico e provare a ‘sedurre’ l’opinione pubblica con la vittimistica storia dell’uomo che rischiava di perdere suo figlio, ma lui non aveva mai chiesto l’affido esclusivo. Nell’imminenza del femminicidio sembra che i rapporti fossero abbastanza distesi, si aspettava l’udienza, lei aveva trovato il modo di raccontargli di avere un altro compagno, forse è stato questo che ha innescato un rigurgito di possesso, gelosia feroce e odio in lui. A quel punto ha visto che non aveva più potere su questa donna".

Infante chiede poi un parere legale sull’affido condiviso ad Alessia Pontenani, legale di Alessia Pifferi, presente in studio, visto che non c’erano denunce reciproche, né descrizioni di un rapporto conflittuale: "Se loro erano una coppia senza conflittualità non regge la premeditazione, non c’era alcun motivo per agire, c’erano degli avvocati e credo stessero arrivando a una separazione consensuale. Probabilmente è scattato qualcosa, temo che quella sera sia successo qualcosa, sapere del nuovo compagno di lei può avergli fatto pensare che il bambino avrebbe avuto un’altra famiglia. S potrebbe essere reso conto di essere vicino a perdere la moglie e forse anche il figlio, non sappiamo se il bambino avesse rapporti con il nuovo compagno. In caso di alta conflittualità la donna se ne deve andare, altrimenti questo è il rischio, se non c’è è scattato qualcosa".


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