Federica Torzullo in Tv, il marito confessa e ora rischia l'ergastolo. Infante: "Cronaca degli eventi spaventosa"

La puntata di Ore 14 di mercoledì 21 gennaio 2026 ha dedicato ampio spazio al delitto di Federica Torzullo, proprio nella giornata di oggi il marito ha confessato

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Redazione

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Federica Torzullo
IPA

La giornata di oggi, mercoledì 21 gennaio 2026, segna una svolta importante nel caso di Federica Torzullo, la 40enne trovata senza vita ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma. Sin da subito i sospetti degli inquirenti si sono focalizzati sul marito, Claudio Carlomagno, con cui era separata in casa nonostante lei avesse un altro compagno (era stato lui a denunciarne la scomparsa non riuscendo più a rintracciarla telefonicamente).

Oggi l’uomo è stato sottoposto a un nuovo interrogatorio, questa volta per la convalida del fermo, dopo quello di due giorni fa in cui si era avvalso della facoltà di non rispondere, ma questa volta ha deciso di parlare e ha confessato.

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Federica Torzullo, Ore 14 puntata 21 gennaio 2026: cosa è successo

Ad aprire lo spazio dedicato è Milo Infante, che sottolinea subito quanto accaduto poco prima: "Carlomagno oggi ha risposto alle domande e ha confessato l’omicidio, l’autopsia ci restituisce una cronaca degli eventi spaventosa".

La Procura di Civitavecchia confessa all’uomo il reato di femminicidio (è la prima volta dall’introduzione della legge) e di occultamento di cadavere della moglie Federica Torzullo. L’autopsia è stata invece eseguita ieri ed è durata meno di tre ore, alla presenza dei consulenti di parte in cui sarebbe emersa una ricostruzione dell’omicidio feroce. Alla donna sarebbero state inferte 23 coltellate, la maggior parte tra il collo e il volto, 4 tra mani e braccia, a conferma del suo tentativo di difendersi, mentre quella letale sarebbe arrivata al collo. L’arma del delitto sarebbe un coltello bilama ancora da trovare, così come il suo cellulare e gli altri effetti personali. Carlomagno dopo avere ucciso la moglie l’avrebbe portata presso la sede della sua azienda, prima di occultare il corpo le avrebbe dato fuoco, come testimoniano le bruciature su collo e volto, mentre con la benna della ruspa avrebbe colpito il cadavere nudo di Federica provocando lesioni al bacino e all’addome, arrivando ad amputare la gamba sinistra.

Di fronte a uno scenario così cruento non può mancare il commento di Milo Infante, che si era espresso duramente sul caso già nei giorni scorsi: "Il Codice Rosso è più che mai opportuno in questo momento". Il giornalista chiede quindi all’avvocato Gian Ettore Gassani, presente in studio, cosa rischi ora l’uomo, su questo è lapidario: "L’ergastolo, non c’è più bisogno di trovare le attenuanti". L’avvocato sottolinea però che l’inasprimento delle pene non può però essere sufficiente per arrivare a un calo reale dei reati: "Non basta, bisogna fare altro, non abbiamo mai risolto problemi con il Codice Penale, ma è una risposta importante. Non si perde tempo a discutere in Corte d’Assise sulle aggravanti, ergastolo e basta. Nel caso specifico poteva avere preso l’ergastolo anche prima, per come ha trattato la sua povera moglie, per come l’ha martoriata e distrutta. Bene ha fatto il legislatore a fare questo giro di vite, i femminicidi sono la prima causa di morte in Italia, sono una vera emergenza, si uccide più in famiglia che nella mafia, per questo il legislatore doveva intervenire".

L’interrogatorio di Carlomagno è comunque ancora in corso, ma stanno emergendo anche altri dettagli, oltre a quello relativo alla sua confessione. Questa può essere l’occasione anche per chiarire alcuni dubbi che la Procura ha su di lui, a partire dalla premeditazione, oltre alle fasi di occultamento del cadavere così da capire se abbia agito da solo oppure no, specialmente per scavare la buca profonda dove è stato lasciato il corpo.

Milo Infante prosegue ponendo alla dottoressa Viola una domanda con una risposta non così scontata: "Perché?". Il quesito a suo dire è fondamentale: "Questa domanda è cruciale per capire quanto il Codice Rosso possa essere davvero utile. Se il motivo è concreto, quindi un uomo che non vuole spendere perché si deve separare allora possiamo considerare il Codice Rosso un deterrente, se si ha un progetto di vita non si vuole avere l’ergastolo. Se c’è però una malvagità che nasce dall’istinto di possesso feroce e dal bisogno di distruggere la compagna che ti vuole lasciare temo che il lavoro sia ancora ampio. Si deve lavorare sulla personalità di questi soggetti, che pensano alla compagna come una proprietà, più lei ha una nuova vita che la attende, tanto maggiore è la ferocia. La prevenzione è fondamentale".

Il conduttore prosegue condannando ulteriormente il gesto: "La famosa frase: ‘L’ho uccisa perché senza di lei non potevo vivere è una di quelle più assurde, ma di quelle più recitate dagli assassini. Dici di non poter vivere senza di lei ma la uccidi, quindi non è vero". Arriva una nuova replica dell’avvocato: "L’ergastolo non basta, con questi uomini non c’è pena che possa fungere da deterrente. Le donne devono essere tutelate, la Carta Internazionale di Istanbul parla di 3 P, Prevenzione, Protezione e Punizione, ma nel nostro Paese spesso non sono rispettate".


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