Federica Pellegrini, il marito Matteo Giunta ancora contro i 'Genitori irresponsabili': "Mia figlia colpita da tre virus"

Dall’ospedale ai social, la rabbia di Matteo Giunta si sposta sulla prevenzione a scuola e sulle tutele per le famiglie, dopo i problemi di salute della figlia.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Il ricovero della piccola Matilde e il successivo sfogo social di Matteo Giunta hanno acceso un confronto acceso che ha travalicato rapidamente i confini della cronaca per trasformarsi in una discussione su responsabilità, prevenzione e limiti evidenti dei sistemi scolastici in Italia. Una vicenda che nasce da una paura concreta, quella per la salute di una figlia, e che finisce per toccare nervi scoperti di moltissime famiglie, scatenando un’ondata di odio sui social.

Matteo Giunta e Federica Pellegrini: lo sfogo dopo giorni di paura

Tutto ha avuto inizio con una story pubblicata da Giunta, dai toni duri e insoliti per lui. Uno sfogo nato in un momento di paura, mentre sua figlia si trovava ricoverata in ospedale in condizioni critiche. La bambina era stata portata al pronto soccorso per una convulsione febbrile, per poi peggiorare nel corso dei giorni successivi fino a rendere necessario il ricovero e il supporto dell’ossigeno. Nell’intervista rilasciata a Fanpage.it, l’allenatore ha ricostruito con precisione quanto accaduto: "Mia figlia è stata portata in ospedale domenica 18 gennaio per una convulsione febbrile. Il giorno dopo è tornata per un’ecografia al torace per escludere complicazioni polmonari, ma nel corso della settimana le sue condizioni sono peggiorate in modo verticale".

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La situazione precipita pochi giorni dopo, fino a rendere necessario un nuovo ricovero: "Giovedì è stata ricoverata di nuovo: le hanno messo l’ossigeno e dagli accertamenti è emerso che aveva tre virus: respiratorio, influenza e raffreddore". In quel momento Giunta si trovava in Florida per lavoro: "Quando Federica mi ha chiamato dicendomi che la bimba era sul letto d’ospedale senza forze, con l’ossigeno attaccato, preso dallo sconforto mi sono sfogato su Instagram".

Il momento più critico per la figlia della coppia di ex nuotatori

Il post pubblicato sui social era stato fatto anche nel momento più difficile per Giunta: "Sì, era il giorno in cui la situazione è precipitata. Dopo ho perso contatto con i social, sono rientrato in Italia in anticipo rispetto alla fine del ritiro collegiale perché volevo stare vicino a loro". La bambina viene trattenuta in ospedale perché le sue condizioni destano grande preoccupazione: "L’hanno trattenuta perché aveva un’ossigenazione molto bassa e aveva bisogno di supporto. Era completamente disidratata, non mangiava da due giorni. Era in una condizione molto critica".

Asili e responsabilità collettiva

Nel suo sfogo Giunta collega quanto accaduto a un problema più ampio, quello dei contagi negli asili. Una posizione che spiega senza giri di parole: "Il mio sfogo tocca un problema comune. Gli asili sono da sempre ricettacoli di virus, ma una delle ragioni è anche il comportamento poco rispettoso di alcuni genitori". Pur riconoscendo le difficoltà di molte famiglie, l’allenatore non nasconde la propria indignazione: "Non voglio sindacare le motivazioni, so che ci sono problemi di lavoro, economici o di mancanza di persone a supporto, ma spesso l’asilo diventa un ‘parcheggio’ per bambini, per eliminare un problema".

Lo sfogo di Matteo Giunta, tra privilegi e accuse

La vicenda ha acceso anche un dibattito acceso sul presunto privilegio della coppia. Giunta risponde senza esitazioni: "La lotta di classe c’entra poco con la questione. Se non avessi usato termini forti, la mia esternazione non avrebbe avuto la stessa risonanza". Il vero nodo, per lui, resta un altro: "L’attenzione deve essere focalizzata sul tessuto sociale che soffre perché non ci sono ammortizzatori adeguati. Dieci giorni di malattia all’anno per un figlio non sono sufficienti". Nel corso dell’intervista, Giunta chiarisce che la bambina non presentava fragilità pregresse e che, dopo il primo malessere, non è più tornata a scuola. Conclude spiegando che mostrare le immagini della figlia in ospedale è stata una scelta ben considerata: "Penso che chi ha visibilità abbia quasi il dovere di sensibilizzare su certi argomenti". Oggi Matilde è tornata a casa: "Sì, l’hanno dimessa perché sta meglio, incrociamo le dita".


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