Fantozzi, la scena più disturbante dei suoi film ha ancora senso? Da rivedere su Netflix o Prime Video
Tra le decine di scene memorabili della saga ce n’è una che oggi fa ancora discutere, sorridere e un po’ imbarazzare: è geniale, spinta e moralmente discutibile

Parlare di Fantozzi significa parlare di noi. Non di tutti insieme, certo, ma di una parte ben precisa dell’Italia: quella frustrata, repressa, educata a ingoiare tutto e a sfogare i desideri solo quando nessuno guarda. Paolo Villaggio questo lo sapeva benissimo, e lo ha trasformato in una maschera comica che è diventata, col tempo, un vero e proprio documento antropologico.
Tra le decine di scene memorabili della saga, ce n’è una che oggi fa ancora discutere, sorridere e un po’ imbarazzare: Fantozzi allupato davanti alla TV, di notte, solo in salotto, mentre la moglie dorme. Una scena breve, apparentemente semplice, ma che dice moltissimo sul personaggio, sull’epoca e sul rapporto tra televisione, desiderio e censura nell’Italia degli anni Settanta.
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Entra nel canale WhatsAppInfinite Statue, con la sua statua in PCV, è riuscita perfettamente a dare forma a questo specchio crudele e lucidissimo di un Paese che scopriva l’erotismo con la paura costante di essere scoperti
Fantozzi allupato: notte fonda, TV accesa, dignità spenta
La ricordiamo tutti. È notte. La casa è silenziosa. Pina dorme. Mariangela probabilmente veglia come un’entità sovrannaturale. E lui, Ugo Fantozzi, è lì, in pigiama, seduto davanti alla televisione. Sullo schermo scorrono immagini femminili vagamente sensuali, spesso innocue per gli standard di oggi, ma sufficienti a scatenare in lui una reazione animalesca.
Fantozzi sbava, ansima, si contorce. È patetico, grottesco, ma anche profondamente umano. Non c’è erotismo vero nella scena, solo frustrazione. Il desiderio è ridotto a caricatura, a riflesso pavloviano. Villaggio costruisce il personaggio basandosi tutto sul corpo: posture scomposte, occhi fuori dalle orbite, respiri affannosi. È "un’allupatura" triste, mai trionfante.
Ed è qui che sta il genio. Perché non stiamo ridendo di un uomo eccitato, ma di un uomo che non sa cosa farsene del proprio desiderio, se non viverlo in segreto, in colpa, di nascosto. La TV diventa l’unico spazio consentito per una trasgressione che, in realtà, non trasgredisce nulla.
La televisione come oggetto del peccato
Negli anni in cui nasce Fantozzi, la televisione è una presenza centrale nella vita degli italiani. È autoritaria, pedagogica, paternalista. Ma è anche, lentamente, una finestra su qualcosa di diverso: corpi, suggestioni, mondi lontani.
Come spesso accade nel cinema, la scena dell’allupato funziona perché fotografa un momento storico precisissimo (Checco Zalone docet). L’erotismo televisivo era involontario, filtrato, quasi accidentale. Bastava una scollatura, una ballerina, una pubblicità un po’ più audace per scatenare fantasie represse da decenni di moralismo cattolico e disciplina sociale. Fantozzi non guarda porno. Guarda la TV "normale". Ed è proprio questo il punto: non c’è bisogno di osare, perché il problema non è ciò che vede, ma ciò che non ha mai potuto vivere e ciò che veniva vista come sbagliato o esagerato. Villaggio capisce che la comicità più potente nasce quando non c’è sfogo, ma accumulo. E Fantozzi è l’accumulo fatto persona.
Fantozzi oggi: quella scena regge ancora?
La risposta è sì, ma per motivi diversi. Oggi viviamo sommersi da immagini, pornografia esplicita, contenuti on demand. Il desiderio non è più represso, è iperstimolato. Eppure quella scena funziona ancora perché parla di inadeguatezza, non di sesso.
Fantozzi è allupato perché non sa stare nel mondo, nel corpo, nelle relazioni. È sempre fuori tempo, fuori luogo, fuori misura. La TV è solo un pretesto. Oggi potrebbe essere uno smartphone, un feed social, una pubblicità. Il contesto cambia, ma la sostanza resta. Fantozzi è l’uomo che guarda la vita senza mai poterla toccare davvero.
La statua in PVC di Infinite Statue dedicata a Fantozzi
Negli ultimi anni, il culto di Fantozzi ha trovato nuova vita anche nel collezionismo. La statua in PVC realizzata da Infinite Statue è un esempio perfetto di come il personaggio sia ormai considerato una vera icona pop, al pari di figure ben più "nobili" del cinema mondiale.
La scultura cattura Fantozzi in una posa riconoscibilissima, curata nei dettagli: l’espressione sconfitta, il corpo leggermente incurvato, l’abbigliamento che è già una dichiarazione di fallimento sociale. Non è una statua celebrativa nel senso classico. Non glorifica, in un certo qual senso rende eterno il disagio.
Ed è proprio questo il suo valore. Infinite Statue ha capito che Fantozzi non va reso eroico, ma autentico. È un pezzo che parla a chi conosce il personaggio, a chi ci è cresciuto, a chi sa che dietro quella maschera c’è una verità scomodissima. Metterla su uno scaffale è una dichiarazione di identità.
Dove vedere i film di Fantozzi in streaming oggi
Fortunatamente, la saga di Fantozzi è ancora facilmente reperibile in streaming. I principali film — dal primo Fantozzifino ai capitoli più tardi — sono spesso disponibili sulle principali piattaforme italiane, sia in abbonamento che a noleggio. Tra queste, ad oggi, vi segnaliamo Netflix, Infinity e CineComico.
Il consiglio è di partire dai primi due capitoli, dove la scrittura di Villaggio è più affilata e il personaggio ancora perfettamente calibrato tra comicità e disperazione. Rivedere oggi la scena dell’allupato notturno è un modo per capire quanto Fantozzi sia ancora attuale, forse più di quanto siamo disposti ad ammettere. Perché finché ci sarà qualcuno che guarda la vita dal divano, di notte, con il volume basso e la dignità sotto le pantofole, Fantozzi non smetterà mai di esistere.
