Famiglia nel Bosco in Tv, la mamma Catherine Birmingham: "Devo liberare i miei figli. Ecco perché siamo in Italia". E Mara Venier svela il suo sogno
Mara Venier ha ospitato Catherine Birmingham, mamma della famiglia nel bosco domenica 31 maggio 2026, nell'ultima puntata di Domenica In, la donna ha aperto il suo cuore

Oggi, domenica 31 maggio 2026, "Domenica In", è giunta all’ultima puntata di questa stagione, non si sa ancora se possa essere l’ultima con Mara Venier alla guida, è anche per questo che si è scelto di dare spazio in apertura a una donna di cui si è parlato spesso negli ultimi mesi, Catherine Birmingham, nota anche per essere la mamma della "Famiglia nel bosco". Il periodo che lei sta vivendo è tutt’altro che semplice, visto che da tempo è stata separata dai suoi figli, residenti ora in una casa famiglia, anche se si augura evidentemente che questo distacco possa concludersi presto.
Domenica In puntata 31 maggio 2026: il racconto di Catherine, la mamma della famiglia nel bosco
Mara Venier introduce Catherine Birmingham subito parlando di "una donna libera", definizione che le calza a pennello, anche se purtroppo alcuni suoi modi di agire le sono costati caro. Questa è l’occasione anche per presentare il suo libro, "La mia verità", scritto per raccontare la sua storia, con la speranza di allontanare anche alcuni pregiudizi che l’hanno portata a subire critiche pesanti.
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Entra nel canale WhatsAppLa conduttrice rivela di averlo letto quasi tutto e di averlo ritenuto "molto interessante, mi ha fatto fare un bellissimo viaggio", per questo è interessata a sapere cosa l’abbia spinta a scriverlo, sottolineando come l’opera sia sincera, "elemento che arriva al lettore".
"Per tantissimo tempo mi hanno chiesto diversi clienti in giro per il mondo di raccontare la mia storia, la mia vista, quello che ho vissuto. Vista la situazione attuale in cui mi trovo sono arrivata a un punto in cui ho potuto finalmente parlare attraverso le mie parole con questo libro e dare la mia verità". Mara sostiene di avere compreso attraverso la lettura le varie vite che lei ha vissuto, è interessata a sapere quale sia stato il periodo più bello: "Sicuramente quando sono diventata mamma, sicuramente".
Catherine ha voluto portare alla padrona di casa di "Domenica In" dei fiori, gesto che lei apprezza davvero e non manca di farglielo notare.
La presentatrice le fa poi una domanda semplice, ma dalla risposta non scontata: "Come stai?". Questa la risposta: "Sono concentrata, ho sicuramente una mente libera, ci sono tantissime bugie che sono state dette più volte sul nostro caso. Non sono però ancora in grado di parlarne, mi dispiace, certamente ne parlerò". Venier le dice chiaramente: "L’opinione pubblica è divisa, ma mi auguro possiate riavere presto i vostri figli".
L’intento dell’intervista è però anche quello di conoscerla meglio, per questo le chiede anche come sia stata la sua infanzia: "Sono cresciuta in una grandissima, bellissima e numerosissima famiglia. I miei genitori avevano lo stesso orientamento, abbiamo un’educazione cattolica, vivevamo insieme ai nostri zii, parenti, cugini, vivevamo uniti, condividendo gli stessi valori, amore, animali, nutrendoci con quello che piantavamo, molto simile alla vita abruzzese che conduciamo noi. Ho conosciuto anche tantissimi italiani durante la mia infanzia a Melbourne, in Australia, vivevo in una famiglia molto aperta mentalmente, amorevole, era qualcosa che volevo passare ai miei figli. Mia mamma è una donna guerriera, uno spirito libero, madre di sei figlie femmine". Mara replica: "Ahia, pensa papà tuo con sei figlie femmine". Catherine prosegue: "E un solo bagno. Ci ha sempre dimostrato che dobbiamo essere fedeli a noi stesse, quanto fosse importante lo ripeteva sempre, essere felici, noi stesse, prima di ogni altra cosa. Ci ha sempre sostenuto in tutti i nostri sviluppi, oggi sono diventata mamma di soli tre figli capisco che fosse una super donna".
Venier fa riferimento al passaggio nel libro in riferimento alla scelta di andare via di casa, girare il mondo, trasformare la passione per i cavalli in un lavoro, diventando insegnante di equitazione. Questo l’ha portata a entrare in contatto con un mondo materiale, anche se "io mi sono sempre sentita a disagio a stare con queste persone ricche, che ostentavano quello che avevano", si legge. "Per me è stato sempre importante restare fedele a chi realmente fossi, chiaramente non avevo nulla in contrario rispetto a chi era ricco e voleva ostentare, stavo cercando di trovare un equilibrio tra entrambi i mondi. Da un lato volevo sicuramente rispettare i miei capi, creare un’interazione, ma anche cercare di dare un mio contributo a questa industria preservando me stessa. Non mi sono mai espressa in modo positivo o negativo su un mondo rispetto a un altro, uno faceva parte del mio lavoro, ma la mia scelta a fine giornata era di ritrovare me stessa e non andare né da una parte né dall’altra. Mia mamma è sempre stata brava a gestire i soldi, una grande risparmiatrice, che ha mandato le sue sei figlie a una scuola cattolica privata, l’unico stipendio era quello di mio padre, io ho cercato di mettere qualcosa da parte per il mio futuro e spedire quanto non mi serviva a mia mamma, che gestiva i soldi a disposizione qualora ne avessi avuto bisogno".
Catherine parla anche della infanzia: "Sono stata una bambina felice, ho avuto 5 sorelle incredibili, una famiglia molto unita, avevamo i nostri litigi e scaramucce, ma a fine giornata tornavamo a essere una famiglia unita che faceva il campeggio, partecipava ai matrimoni. Nonostante io sia stata sempre sensibile, preferivo starmene nella natura e in tranquillità, ho sempre potuto contare sulla mia famiglia, non importava quanto litigassimo, alla fine della giornata eravamo sempre presenti gli uni per gli altri".
Non si può non parlare del momento in cui la donna è andata a Bali ("è il mio sogno, non ci sono mai andata", rivela Mara) per fare un’altra esperienza di vita, ma è qui che ha incontrato Nathan. "Era un periodo di transizione, avevo concluso la mia prima esperienza, dopo un periodo di illuminazione la parte del mio lavoro non mi soddisfaceva, volevo restare fedele ai miei principi, volevo mettere in primo piano gli animali, i cavalli, le persone che collaboravano con me. Questo non riuscivo a farlo combaciare con le grandi scuole equestri per cui lavoravo, avevo il mio cane e ho deciso di prendermi un anno sabbatico. Ho scelto Bali, era l’isola più vicina a Giakarta, dov’ero, continuavo a partecipare a seminari e a formarmi, ma in quel momento ho incontrato Nathan. Ti posso dire che maglietta indossasse. Stavo passeggiando con il mio cane, William, che era sempre con me, per due giorni continuavo a vedere un camioncino che faceva andirivieni, ho capito che qualcuno stesse traslocando. L’ho incontrato, lui mi ha detto che si era appena trasferito, che cercava un posto dove lasciare liberi i cani (ne aveva quattro), così abbiamo iniziato a far passeggiare insieme i nostri cani. Lui mi aveva detto di essersi trasferito lì con il suo partner, non diceva di affari, io ho amici omosessuali, pensavo lo fosse anche lui, anche se non mi sembrava gay. Era come se non fosse interessato a me, siamo diventati subito grandi amici, per otto mesi, finché non si è finalmente dichiarato. Non è vero che non mi prendessi cura di me, ma per la prima volta lo facevo con me stessa. Non mi interessava giudicare me stessa, non cercavo l’approvazione degli altri, non volevo essere amata per il mio aspetto, ho trovato qualcuno che amasse me stessa per quello che ero. E’ stato un lungo periodo che ha preceduto quell’incontro, mi aveva fatto perdere l’interesse a cercare costantemente l’approvazione degli altri, essere amata, avere un oibettivo di sentirsi approvata da tutti, essere ed esistere per me era abbastanza".
Nel racconto c’è stato uno spazio dedicato anche al matrimonio con Nathan Trevallion e a come sia nato il loro amore: "Ci siamo sposati il 1° dicembre 2021, abbiamo festeggiato a casa con i bambini, siamo insieme dal 2016, quindi un bel po’ dopo il nostro primo incontro, ho aspettato che si proponesse. C’era un guaritore balinese, gli ho chiesto cosa pensasse di lui e quando avrebbe trovato la donna ideale, ma lui ha detto che noi potevamo essere una coppia, Nathan è rimasto choccato. Quella sera gli ho chiesto perché avesse detto che noi non andassimo d’accordo, dopo l’ennesima passeggiata con i cani mi ha detto perché fosse choccato, ovvero: ‘Sono profondamente innamorato di te’. Ho quasi sputato il caffè che stavo bevendo, tanto ero sorpreso, da lì abbiamo iniziato a frequentarci".
"Nathan e io eravamo stati amici per otto mesi, io avevo deciso di restare a Bali solo per un anno, poi volevo trasferirmi in Spagna e in Italia. Adoravo l’Europa, avevo vissuto in Germania e volevo tornare a una cultura che ricordava quella della mia famiglia, orientata sulla mia famiglia, molto amorevole, ho preferito l’Italia perché si poteva organizzare l’educazione domestica, ovvero l’homeschooling. Dopo aver preso questa decisione Nathan si è dichiarato perché ha capito che mi avrebbe perso. Stavamo insieme da soli due mesi, potevamo perderci, ci siamo ritrovati in Italia e io sono rimasta subito incinta".
Ecco come è nata l’idea di vivere nel bosco: "E’ stata un’agenzia, quando ero a Giakarta avevo guardato proprietà da acquistare, vedevo dei terreni sia in Spagna sia in Italia. Abbiamo continuato a seguire quell’agenzia mentre vivevamo in Italia per quattro anni senza avere acquistato una casa nel bosco, ma stavamo progettando un futuro per i nostri bambini con la natura, la pace, una vita in salute, dove avremmo potuto condividere uno spazio per crescerli. E’ stata una scelta pianificata, da tanti anni, questa proprietà non era isolata, vicino a villaggi, accanto a una strada, il giusto equilibrio per i nostri figli. Se io e Nathan non avessimo avuto figli probabilmente saremmo andati in Alaska, lontano da tutti, ma volevamo avere una comunità, delle connessioni, rapporti per i nostri figli. Qui siamo stati felici finché non si è presentata la situazione che conoscete, prima la vita era strepitosa, con degli amici, dei vicini amorevole, andavamo nei villaggi ogni settimana, tantissime persone ci venivano a trovare per stare con noi".
La conduttrice le chiede dell’homeschooling, in particolare se sapesse che ci sono delle regole da osservare: "Come detto, ci sono informazioni non corrette sul nostro caso, rispettiamo quanto detto, ma non posso parlarne. Non abbiamo fatto nulla di male".
Non può che essere naturale chiederle che effetto le faccia essere in uno studio Tv, ben sapendo della sua abitudine a una vita all’aperto, riservata, con poche cose: "Mi sento di avere uno scopo, liberare i miei figli". La conduttrice precisa di volerla mettere assolutamente a suo agio, senza causarle difficoltà anche con le domande, precisando di essere in diretta (in un primo momento si era pensato di registrare la chiaccherata), non può però non chiederle come stiano i bambini: "Vogliono tornare a casa".
Un accenno ancora più ampio su Nathan, su come sia come marito e padre: "Quando passeggiavamo a Bali con i cani un giorno mi ha detto: ‘Non è questo lo scopo della vita? Diventare genitori, crescere i figli?’. Io gli ho risposto: ‘No, ci sono altri scopi’. Ma quando sono diventata mamma e da quando lu è padre abbiamo veramente capito che è il più grande dono che la vita ti possa fare. Non vorrei parlare dell’idea di avere altri figli".
Ultima domanda dalla risposta non così scontata, ovvero come e dove veda il suo futuro, oltre ovviamente a con chi: "Innanzitutto insieme a mio marito e ai miei figli, questo sicuramente. L’Italia ci ha mostrato un affetto, un amore, un sostegno incredibili, soprattutto sono stati molto comprensivi, empatici, tutti i motivi per cui ho scelto l’Italia all’inizio hanno trovato concretezza dall’Italia e dagli italiani. L’Italia è stata una fonte che ci ha costantemente sostenuto da quando ci siamo trasferiti il primo giorno, abbiamo subito sentito l’appoggio e il sostegno quando siamo diventati genitori, continuato ad apprezzare questo luogo. Vorremmo ritrovarci in un posto che continua a sostenerci e a stare sulla stessa lunghezza d’onda in cui siamo noi. Al momento voglio sicuramente restare in Italia. Tornare in Australia? Bisogna leggere il libro per saperlo". Venier commenta sorridendo: "Ha imparato, non mi risponde".
Il discorso prosegue su un aspetto di cui si è parlato, il progetto di una costruzione di una casa per la famiglia, sempre nel bosco, con qualche comodità in più. "Io penso che avessimo tutte le comodità che ci servivano – precisa Catherine Birmingham -. Avevamo l’elettricità, l’acqua corrente, un bagno, veramente tutto quello che ci serviva ed eravamo tutti felici. Il Giappone mi ha insegnato che una toilette è semplicemente un buco in un terreno, non è che un posto definisca la felicità più di un altro. Stiamo cercando di fare il possibile per questo progetto per essere sicuri di creare un equilibrio per la nostra famiglia, aiutare a riavere i nostri figli, cosa che è sempre stato il nostro unico obiettivo".
Mara conclude: "Te lo auguro, lo spero, al più presto, spero che si possa ritornare come eravate a essere una famiglia, magari in una maniera diversa. Ti auguro di riavere presto i tuoi bambini, come mamma e come nonna". Non solo, le fa una promessa: "Ti vengo a trovare, nel bosco".
