Famiglia nel bosco, la mamma Catherine sbotta: "Non siamo genitori improvvisati". La verità (sorprendente) sul metodo di educazione dei figli
Catherine Birmingham, la mamma della Famiglia nel Bosco, ha respinto le critiche di chi pensa che lei non faccia il bene dei figli, spiegando il metodo di educazione scelto

La "Famiglia nel bosco", così come sono stati soprannominati Catherine Birmingham e Nathan Trevallion e i loro bambini, continua a essere al centro dell’opinione pubblico e di molti italiani. Il loro modo di vivere, che punta a mettere da parte le cose materiali privilegiando solo quello che è essenziale, fa certamente discutere, visto che per noi è usuale agire in maniera differente, ma è impossibile non restare colpiti dalla loro storia, che li vede da mesi lontani dai loro figli, finiti in una casa famiglia.
Solo pochi giorni fa, in occasione della sua presenza nello studio di "Domenica In", la mamma ci aveva tenuto a mettere in evidenza il suo punto di vista, sottolineando come sia sbagliato ritenerli dei cattivi genitori, solo per alcuni preconcetti, nessuno di loro farebbe infatti mai del male ai loro piccoli. Se si vuole capire meglio il loro modo di ragionare può però essere utile conoscerlo meglio, alcuni elementi potrebbero sorprenderci in maniera positiva.
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Entra nel canale WhatsAppFamiglia nel bosco: il metodo scelto per l’educazione dei figli
Troppo spesso ci si trova a commentare in maniera negativa un tema solo perché lo conosciamo solo superficialmente o magari per un pregiudizio che ci è stato trasferito da qualcuno. Catherine Birmingham, la mamma della "Famiglia nel Bosco", ci ha così tenuto a spiegare quali siano le motivazioni all’origine delle scelte fatte nella crescita dei loro figli, mettendo in evidenza quanto non ci sia ovviamente l’intenzione di danneggiarli.
"Ho voluto rendere pubblica la mia storia di vita affinché tutti capiscano che non siamo genitori improvvisati, ma persone responsabili e consapevoli" – sono le sue parole riportate da ‘Il Giornale’, che possiamo ritrovare anche nel suo libro ‘La mia verità. Memorie e pensieri della mamma nel bosco’, scritto per respingere la teoria di chi pensa che lei e il marito non si prendano cura in maniera adeguata dei loro figli.
Catherine Birmingham e il marito Nathan Trevallion hanno scelto di prediligere un metodo ben preciso per l’educazione dei bambini, denominato Steiner-Waldorf, di cui si occupava la donna in prima persona. Si tratta di un sistema universalmente riconosciuto, ideato a inizio del ‘900 da Rudolf Steiner, filosofo ed esoterista austriaco. Secondo quanto da lui stabilito, si devono crescere i bambini puntando a privilegiare tre aspetti, pensiero, sentimento e volontà. I primi anni di vita devono essere quindi quelli in cui si iniziano a sviluppare i sensi, attraverso cui si conosce il mondo circostante, sulla base dell’imitazione degli adulti, a partire dai sette anni deve avvenire l’apprendimento, con un’attenzione particolare alla lettura, la scrittura e l’introduzione di altre discipline.
E’ un errore parlare di lacune sul piano educativo per i tre bambini della "Famiglia nel Bosco", non solo perché il sistema scelto è riconosciuto a livello internazionale, ma soprattutto perché erano risultati in linea con il metodo di apprendimento grazie alle verifiche effettuate.
Si avvicina però per loro un momento importante, in programma il prossimo 30 giugno, giorno in cui dovranno effettuare una verifica, ovviamente diversa sulla base della loro età, in seguito agli insegnamenti impartiti dalla docente in pensione Lidia Camilla Vallarono. A lei è stato infatti affidato il compito di seguirli in questi mesi portando avanti l’homeschooling. I gemellini devono ottenere l’accesso alla seconda primaria, mentre la sorella maggiore tenterà l’ingresso alla quarta primaria. Il papà ha già nel frattempo presentato al Comune di Palmoli, dove tutti vivevano prima della separazione, un piano di studio personalizzato, sottolineando di essere pronto a sostenerlo anche sul piano economico.
