Fabrizio Corona: i guadagni choc di Falsissimo e il possibile sbarco in TV, Anna Pettinelli chiede il parere di un legale
Dai milioni di visualizzazioni su YouTube alle ipotesi di uno sbarco sul piccolo schermo, passando per i rischi giudiziari e le parole chiare di un avvocato.

Il nome di Fabrizio Corona continua a occupare uno spazio centrale nel dibattito mediatico, tra video che macinano visualizzazioni, cifre da capogiro e un’attenzione crescente. Il successo del format Falsissimo ha riaperto interrogativi, primo fra tutti quello di una possibile traslazione televisiva, ma allo stesso tempo ha acceso riflettori sempre più forti sui confini legali entro cui questo racconto può muoversi.
I numeri di Falsissimo e l’idea della tv
Negli ultimi mesi i video di Falsissimo sono diventati un fenomeno virale, capaci di superare con facilità il milione di visualizzazioni e di alimentare un circuito economico che, secondo quanto riportato dal settimanale Gente nella rubrica "L’Agente Segreto", sarebbe estremamente redditizio. Alcuni membri del team di Corona avrebbero parlato di circa 300.000 euro al mese, una cifra generata tra visualizzazioni e sponsorizzazioni, che fotografa in modo chiaro la portata del progetto.
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Entra nel canale WhatsAppSempre secondo le indiscrezioni raccolte, l’ambizione dell’ex re dei paparazzi non si fermerebbe al web. L’idea sarebbe quella di portare Falsissimo in televisione, con una trattativa che, stando a quanto riferito, riguarderebbe in particolare Sky: "Quando si tratta dell’ex re dei paparazzi, le indiscrezioni vanno maneggiate in laboratorio, sotto tute ermetiche. Ma ve ne diamo conto: alcuni esponenti del suo entourage vanno in giro a raccontare che il format su YouTube, Falsissimo, gli frutterebbe la cifra monstre di 300 mila euro al mese, grazie ai milioni di visualizzazioni e anche alle sponsorizzazioni collegate. Eppure, l’ambizione del neo alfiere contro misfatti, corna e sistemi corrotti sarebbe lo sbarco in tv. Su Sky, in particolare, con cui ha imbastito una trattativa".
Fabrizio Corona: tra potenzialità e limiti del piccolo schermo
L’ipotesi di una trasposizione televisiva apre però più di un interrogativo. I temi affrontati da Corona sono spesso delicati e accompagnati da dichiarazioni pesantissime, alcune delle quali si sono già trasformate in casi giudiziari. Questo rende complesso immaginare una messa in onda senza filtri, anche se non è escluso che il format possa essere adattato a un contesto televisivo più strutturato.
A rendere ancora più evidente il peso economico del progetto ci sono i numeri diffusi dal Corriere Adriatico dopo il video su Fedez e la relazione segreta con Angelica Montini. Solo quella clip, nella versione gratuita, avrebbe generato fino a 31.000 euro in una settimana, a cui vanno aggiunti i ricavi del contenuto riservato agli abbonati. All’epoca i like sul video a pagamento erano 1.470, equivalenti a circa 7.000 euro.
La crescita del canale e l’effetto moltiplicatore
Dal gennaio 2025 il canale di Falsissimo ha conosciuto una crescita impressionante. Dai 144.000 iscritti iniziali si è passati a 335.000 dopo i video su Fedez e Chiara Ferragni, fino agli attuali 895.000 utenti. Anche le visualizzazioni sono aumentate in modo esponenziale, come dimostrano i due capitoli sul caso Signorini, "Il prezzo del successo", arrivati a 12 milioni di visualizzazioni in un mese.
Le clip a pagamento sull’affaire Signorini contano al momento 7.000 like, che corrispondono ad almeno 34.930 euro certi, senza considerare chi non ha lasciato il like pur essendo abbonato. Sulle sponsorizzazioni, invece, il Quotidiano Nazionale ha sottolineato come le cifre possano variare sensibilmente in base a popolarità, visualizzazioni e coinvolgimento del pubblico.
Il parere del legale interpellato da Anna Pettinelli
Sul fronte giudiziario, a fare chiarezza è intervenuto l’avvocato Fabrizio Ravidà, ospite di Anna Pettinelli su RDS, chiamato a esprimersi sulla denuncia presentata da Mediaset e sulla richiesta di fermare la pubblicazione di altro materiale potenzialmente diffamatorio: "La cosa va su due versanti: quello penale e l’altro civile. Tutto ruota intorno al diritto di cronaca e al diritto di critica. Il diritto di cronaca in Italia ha un’impostazione giurisprudenziale molto chiara: io posso raccontare fatti, purché siano veri o comunque plausibilmente veri, perché ho fatto una serie di ricerche, di verifiche, che possono essere provate".
Ravidà ha spiegato che, nel caso di Corona, il rischio di affermazioni diffamatorie è elevato, perché si parla di vicende personali di un uomo pubblico, con un potenziale danno immediato e non recuperabile. Da qui l’utilizzo dell’inibitoria alla pubblicazione, uno strumento che consente ai giudici di analizzare preventivamente i contenuti: "Il giudice analizza la puntata, si fa dare la registrazione e verifica se, nell’ambito di quelle dichiarazioni o di quello che verrebbe pubblicato, ci sono contenuti diffamatori o nient’altro che l’esercizio del diritto di cronaca". Sulla possibile chiusura dei social, l’avvocato ha espresso scetticismo, ricordando la tutela costituzionale della libera espressione e sottolineando come, più che i profili in sé, possano essere inibiti specifici contenuti o argomenti.
