Eurovision, il Canada entra in gara nel 2027: perché può favorire la vittoria dell'Italia (ma occhio alla Francia)
Dalla storica apertura del concorso a un bacino di voti potenzialmente favorevole agli artisti italiani: ecco perché l'ingresso del Canada all'Eurovision potrebbe interessarci.

L’Eurovision Song Contest si prepara ad accogliere un nuovo protagonista. A partire dall’edizione del 2027, in programma in Bulgaria, il Canada parteciperà ufficialmente alla competizione, diventando il primo nuovo Paese a entrare in gara dopo il debutto dell’Australia nel 2015. Una novità che conferma la crescente dimensione globale della manifestazione e che, osservata da una prospettiva italiana, potrebbe avere risvolti tutt’altro che secondari.
Il Canada entra ufficialmente in gara nell’Eurovision Song Contest
L’annuncio è arrivato con una comunicazione congiunta dell’EBU e di CBC/Radio-Canada, emittente che ha recentemente ottenuto lo status di membro a pieno titolo dell’Unione Europea di Radiodiffusione, requisito necessario per partecipare alla competizione. Il Canada prenderà parte alle semifinali dell’Eurovision già dal prossimo anno e nei prossimi mesi verranno resi noti i dettagli del sistema di selezione dell’artista che rappresenterà il Paese sul palco bulgaro.
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Entra nel canale WhatsAppMarie-Philippe Bouchard, Presidente e Amministratrice Delegata di CBC/Radio-Canada, ha commentato la notizia sottolineando l’importanza dell’evento: "La nostra partecipazione all’Eurovision Song Contest, a partire dal prossimo anno in Bulgaria, offrirà ai talenti canadesi l’opportunità di esibirsi su uno dei palcoscenici musicali più prestigiosi e ricchi di storia al mondo". Anche Martin Green, direttore dell’Eurovision per l’EBU, ha accolto con entusiasmo il nuovo ingresso, ricordando come il concorso continui ad aprirsi progressivamente a realtà sempre più internazionali pur mantenendo le proprie radici europee.
Un rapporto già molto forte con l’Eurovision
L’arrivo del Canada non rappresenta una sorpresa per gli osservatori più attenti. Già nell’ultima edizione il Paese aveva dimostrato un interesse straordinario per la manifestazione. I canadesi sono infatti risultati tra i primi tre Paesi nel voto "Rest of the World", il sistema che consente agli spettatori dei territori non partecipanti di esprimere le proprie preferenze. Inoltre, sono stati tra i maggiori acquirenti di biglietti fuori dall’Europa, con numerosi fan che hanno affrontato il viaggio fino a Vienna per assistere dal vivo alle semifinali e alla finale. Un coinvolgimento così forte rendeva ormai naturale il passo successivo: entrare direttamente nella competizione.
Il possibile vantaggio per l’Italia e la grande minaccia dei paesi francofoni
Al di là dell’aspetto musicale e organizzativo, c’è però un elemento che sta già facendo discutere gli appassionati italiani. Secondo il regolamento dell’Eurovision, gli spettatori non possono votare il proprio Paese. Questo significa che i cittadini canadesi non potranno assegnare punti al Canada quando sarà in gara, ma potranno continuare a votare tutte le altre nazioni partecipanti, e ora che sono tra i paesi in gara i loro voti peseranno molto di più.
Ed è qui che entra in gioco la storica presenza italiana nel Paese nordamericano. Tra la fine dell’Ottocento e il secondo dopoguerra, il Canada è stato una delle principali destinazioni dell’emigrazione italiana. Migliaia di famiglie provenienti da regioni come Sicilia, Calabria, Campania, Abruzzo, Veneto e Lazio si sono stabilite soprattutto nell’Ontario e nelle grandi aree urbane, contribuendo alla nascita delle celebri Little Italy.
Ancora oggi la comunità italo-canadese rappresenta una delle più numerose e radicate del Canada. A questa presenza storica si aggiungono decine di migliaia di cittadini italiani residenti nel Paese e una nuova generazione di professionisti, imprenditori e giovani emigrati arrivati negli ultimi anni. L’esistenza di un legame culturale così forte potrebbe tradursi, almeno in parte, in una certa attenzione verso il rappresentante italiano all’Eurovision. Non si tratta ovviamente di voti automatici, ma di un bacino potenzialmente sensibile alla musica e alla cultura del nostro Paese. Allo stesso tempo bisogna ricordare che a livello federale il Canada è ufficialmente un paese bilingue, oltre all’inglese, anche il francese è diffusamente parlato. Questo potrebbe quindi tradursi in un notevole vantaggio per i paesi francofoni che partecipano all’Eurovision.
