Sanremo, per il vincitore ci sarà un problema: pioggia di boicottaggi e scioperi a Eurovision 2027. Cosa succede

Il caso Israele continua a dividere l’Eurovision e, mentre alcuni Paesi confermano la loro presenza, altri valutano nuove forme di protesta.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

L’Eurovision Song Contest 2027 si avvicina con una questione politica e organizzativa ancora tutt’altro che risolta. La prossima edizione si svolgerà a Burgas, in Bulgaria, con le due semifinali previste l’11 e il 13 maggio e la finale il 15 maggio, ma la lista definitiva dei Paesi partecipanti non è ancora stata ufficializzata dall’EBU. Al centro del dibattito resta soprattutto la partecipazione di Israele, già contestata da diversi servizi pubblici europei nelle ultime edizioni.

L’Irlanda conferma il secondo boicottaggio all’Eurovision

Tra le posizioni già definite c’è quella dell’Irlanda. RTÉ ha annunciato ufficialmente che non parteciperà all’Eurovision 2027 e non trasmetterà nemmeno il concorso, mantenendo la linea adottata nel 2026. L’emittente ha motivato la decisione richiamando la situazione umanitaria a Gaza e le proprie preoccupazioni sull’accesso indipendente dei giornalisti al territorio.

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Diversa è invece la situazione degli altri Paesi che avevano rinunciato all’edizione 2026. Islanda e Slovenia non hanno ancora ufficializzato una nuova partecipazione, mentre la Spagna è ancora alle prese con una decisione interna: il presidente di RTVE ha proposto al consiglio di amministrazione un nuovo ritiro, ma la scelta definitiva non è ancora arrivata.

I Paesi Bassi tornano, il Belgio resta nel mirino

Una delle novità più significative riguarda i Paesi Bassi, che nel 2026 avevano scelto il boicottaggio. La NPO ha però deciso di riportare il Paese in gara nel 2027, affidando la partecipazione a NOS dopo il passo indietro di AVROTROS. Il ritorno olandese dimostra quindi che il fronte dei Paesi contrari alla partecipazione di Israele non è rimasto compatto.

Anche il Belgio rappresenta un caso particolare. La VRT ha confermato la partecipazione, ma i sindacati dell’emittente fiamminga hanno annunciato un preavviso di sciopero proprio per le giornate delle semifinali e della finale, chiedendo alla direzione di rivedere la decisione. In caso di sciopero, la trasmissione potrebbe essere coinvolta.

Per l’Italia cosa cambia per l’Eurovision Song Contest

Il tema interessa da vicino anche il nostro Paese, ma non esattamente per il motivo che si potrebbe pensare. Nel 2027 il vincitore di Sanremo non sarà automaticamente il rappresentante italiano all’Eurovision. Il nuovo regolamento prevede infatti una serata dedicata alle performance degli artisti, durante la quale sarà scelto separatamente l’artista destinato a rappresentare la Rai e l’Italia a Burgas. La decisione sarà quindi distinta dalla classifica finale del Festival.

Questo significa che chi vincerà Sanremo 2027 potrebbe anche non essere il rappresentante per l’Eurovision. Allo stesso tempo l’eletto potrebbe essere chiamato a confrontarsi con una situazione internazionale sempre più complessa. E proprio mentre l’Italia prepara il proprio percorso verso l’Eurovision, il quadro europeo resta in evoluzione: tra conferme, ritorni e possibili nuovi ritiri, l’edizione di Burgas potrebbe arrivare a maggio con una competizione profondamente diversa, se non addirittura mozzata.


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