Eurovision 2026: protesta silenziosa di Gabriele Corsi, interventi della polizia durante l'esibizione di Israele e accuse di censura

Fischi, contestazioni e tensione durante la performance del concorrente israeliano: tra l’intervento della sicurezza, i video virali sui social e il silenzio di Gabriele Corsi.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

L’Eurovision Song Contest continua a essere molto più di una semplice gara musicale e anche quest’anno il concorso europeo si è ritrovato al centro di forti polemiche. Quanto accaduto durante l’esibizione del concorrente israeliano Noam Bettan alla Wiener Stadthalle di Vienna ha infatti riportato sotto i riflettori le tensioni che ormai accompagnano da tempo la presenza di Israele nella manifestazione.

Eurovision 2026: proteste durante l’esibizione di Israele

La performance di Noam Bettan sulle note di Michelle è stata accompagnata da urla e contestazioni provenienti dal pubblico presente nell’arena. Diversi telespettatori hanno sentito chiaramente i cori durante la diretta di Rai 2 e sui social il tema è diventato immediatamente virale.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Secondo quanto emerso nelle ore successive, alcuni manifestanti pro Palestina avrebbero protestato apertamente contro la partecipazione dell’artista israeliano all’Eurovision Song Contest. In particolare, si sarebbe udita una persona che era in prossimità di uno dei microfoni ambientali presenti in platea, facendo finire le urla direttamente nella trasmissione televisiva. La situazione avrebbe richiesto anche l’intervento della sicurezza e della polizia. Sui social sono circolati diversi video in cui si vedono contestatori allontanati dall’arena durante la performance di Bettan. Tra le immagini più condivise c’è quella di una persona portata via mentre mostrava sulla schiena la scritta "Free Palestine".

La nota ufficiale della tv pubblica austriaca e le accuse di censura

Dopo il clamore mediatico, è intervenuta anche l’ORF, la televisione pubblica austriaca che ospita e organizza la manifestazione. Nel comunicato diffuso dall’emittente si legge: "Un pubblico di 10.000 fan nella Wiener Stadthalle, nella Prima Semifinale del 70º Eurovision Song Contest a Vienna, ha accolto entusiasticamente ogni artista questa sera. Come precedentemente annunciato, l’ORF sta trasmettendo un audio live pulito dai microfoni presenti in platea, prima e durante la performance di ogni artista. Un membro del pubblico, vicino a un microfono, ha espresso ad alta voce le proprie opinioni quando l’artista israeliano ha iniziato la sua esibizione". L’ORF ha poi confermato che alcune persone sono state allontanate dalla struttura per comportamento molesto. Un dettaglio che ha fatto discutere riguarda invece i video ufficiali pubblicati successivamente online: nei filmati condivisi sui social e su YouTube, infatti, le urla di protesta non si sentono più, facendo scattare dal pubblico da casa le accuse di censura da parte dell’emittente.

Il silenzio di Gabriele Corsi durante l’esibizione di Israele

Durante la diretta Rai, però, molti spettatori hanno notato anche un altro dettaglio. Nel corso dell’esibizione di Noam Bettan, Gabriele Corsi è rimasto praticamente in silenzio. Il conduttore si è limitato a dire "Noam Bettan per Israele" all’inizio della performance, senza poi proferire più parola e aggiungere ulteriori commenti sul brano. A parlare della canzone è stata soltanto Elettra Lamborghini. Sui social il silenzio di Corsi è stato interpretato da molti utenti come una forma di protesta silenziosa o comunque come una presa di distanza rispetto alla situazione. Il diretto interessato non ha commentato pubblicamente l’episodio, ma il gesto ha comunque attirato l’attenzione del pubblico.

Eurovision Song Contest e Israele: una polemica che va avanti da tempo

Le tensioni legate alla partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest non sono una novità. Anche nelle scorse edizioni si erano verificate contestazioni durante le esibizioni dei rappresentanti israeliani. Negli ultimi mesi il dibattito è cresciuto ulteriormente e la manifestazione continua così a trovarsi al centro di uno scontro che supera la musica e coinvolge inevitabilmente politica, opinione pubblica e sensibilità internazionale.

L’Eurovision Song Contest continua a essere molto più di una semplice gara musicale e anche quest’anno il concorso europeo si è ritrovato al centro di forti polemiche. Quanto accaduto durante l’esibizione del concorrente israeliano Noam Bettan alla Wiener Stadthalle di Vienna ha infatti riportato sotto i riflettori le tensioni che ormai accompagnano da tempo la presenza di Israele nella manifestazione. Forse gli organizzatori dell’evento dovrebbero cominciare a interrogarsi, e chiedersi se abbiano effettivamente smesso di rappresentare il pubblico europeo, e non dovrebbeeo forse riprendere finalmente ad ascoltarlo, perché serve a poco continuare a proporre l’iconico slogan dell’Eurovision, "United by music", dopo le immagini del pubblico allontanato dalla polizia.


Potrebbe interessarti anche