Eurovision 2026, pagelle seconda semifinale: Sal Da Vinci latitante (4), Elettra Lamborghini rimonta (8). Ma la diretta stecca (2)
Promossi e bocciati della seconda semifinale dell'Eurovision Song Contest 2026: chi passa e chi no nella diretta Rai del 14 maggio 2026 su Rai 2

Com’è stata la seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026 di Vienna? Top e flop del 14 maggio 2026 su Rai 2: dalla conduzione di Gabriele Corsi e la discussa Elettra Lamborghini ai padroni di casa austriaci. Non tutto brilla, ma qualcosa si salva: ecco le pagelle.
Eurovision 2026: promossi e bocciati della seconda semifinale a Vienna (14 maggio)
Bulgaria portami via, voto 9,5. Bangaranga di DARA è, senza troppi giri di parole, l’esibizione più energica e rilevante della serata. Un look alla Anna Pepe, ma più pop e decisamente più imprevedibile, apre la seconda semifinale dell’Eurovision (leggi QUI la cronaca della serata) con un tormentone che, a confronto, Rossetto e caffè sembra una ninna nanna da ascensore. DARA è padrona assoluta del palco: gioca con le telecamere, domina lo spazio e ha chiaramente un obiettivo in mente: vincere o almeno provarci sul serio. E questo, più di tutto, è lo spirito giusto per stare dentro questa competizione, indipendentemente da come finirà. DARA sei carina, sei ok, sei quella che all’Eurovision per sempre vorrei.
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Elettra Lamborghini si riprende, e meno male! Voto 8. Dopo un esordio un po’ ingessato e decisamente troppo "criticone", la bolognese si scioglie e domina molto meglio la seconda semifinale. Critica sì, ma senza quel gusto di demolire tutto a prescindere. Finalmente. C’è spazio per tutto: i pavoni del suo giardino (con inevitabile richiamo all’invasione di Punta Marina, of course), i saluti ai Jalisse e pure un apprezzamento sincero per il cibo austriaco. Momento quasi zen, per i suoi standard. Il vero picco della serata arriva quando si accende sul fronte look: le sue osservazioni sugli outfit di Victoria Swarovski sono oro puro. Perché la cosa più inaspettata della serata è proprio questa: la regina del trash che si improvvisa critica fashion dei glitter della conduttrice dell’Eurovision. Sinceramente, chi l’avrebbe mai detto?
Armenia, salvaci dalla monotonia che ci assale: voto 7,5. In una serata decisamente meno incisiva rispetto alla prima semifinale, questa performance arriva come una boccata d’aria e, per un attimo, accende tutto quello che intorno tende a spegnersi. Paloma Rumba di SIMON è un brano pensato per chi si sente incastrato in qualsiasi cosa: casa, lavoro, routine, doveri vari e vita adulta che pesa un po’ troppo. E la cosa funziona proprio perché non ti chiede di pensare, ma di mollare tutto. La sensazione, mentre la ascolti e la guardi sul palco dell’Eurovision, è esattamente quella: lasciare tutto alle spalle, anche solo per una manciata di minuti, e muoversi. Ballare. Disinnescarsi. Freschezza ed energia, senza troppi fronzoli: in certi momenti non serve altro.
Pagelle Eurovision 2026: Sal Da Vinci grande assente (a metà), ma è la conduzione austriaca a floppare
Sal Da Vinci, torna: sta casa aspetta a te! Voto 4. Guardare la seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026 dall’Italia non ha avuto lo stesso sapore della serata precedente. E il motivo, a questo punto, è scientifico: no Sal Da Vinci, no party. L’assenza di Sal Da Vinci dalla scaletta di questa serata si è fatta sentire più di molte esibizioni in gara. Senza di lui, la diretta perde improvvisamente quella scintilla di attesa quasi rituale, quella sensazione da "ora succede qualcosa". E invece niente. Effervescenza ridotta. Diciamolo chiaramente: ci sono presenze che trasformano una semifinale in evento. E quando non ci sono, te ne accorgi eccome. Perché a volte non è quello che succede sul palco a fare la differenza, ma quello che ti aspetti che succeda.
Cipro vuole essere Shakira, ma senza riuscirci: voto 3,5. All’Eurovision si sa: l’imitazione creativa è praticamente uno sport olimpico non ufficiale. E la rappresentante cipriota, Antigoni con Jalla, si inserisce perfettamente in questa tradizione… anche se il risultato è più un tentativo che una trasformazione. L’impressione è quella di una Shakira in versione alternativa, magari uscita da un universo parallelo dove la coreografia non è mai arrivata al secondo passaggio di prova. L’energia c’è, ma senza controllo. Tra fiatone evidente e una generosa dose di olio corpo che riflette più luci del previsto, lo spettacolo punta tutto sull’impatto visivo. Peccato che la coreografia non regga davvero il peso dell’ambizione: tanta intenzione, poca precisione. Certo: giudicare dal divano, in pigiama e mollettone, è praticamente il vero spirito dell’Eurovision. Anzi, è obbligatorio. Se non si esagera un po’ da casa, allora che festa è? Resta il dubbio finale: era un tributo, ispirazione o Shakira solo nei pensieri? Probabilmente un po’ tutte e tre.
Swarovski e Ostrowski… che disastroski! Voto 2. Una conduzione pensata per parlare a tutta Europa, ma che fallisce miseramente. L’idea poteva essere complessa da gestire, certo. Il problema è che qui non si intravede nemmeno lo sforzo di provarci. Definire la gag iniziale una "macchietta scomposta" è quasi un complimento. Poi arrivano i tempi morti, riempiti come si può: valzer viennesi improvvisati e momenti di riempitivo che sembrano una punizione. E gli outfit? Troppo anche per l’Eurovision, che di solito il "too much" lo considera standard minimo. La comicità austriaca, ormai è chiaro, punta sul grossolano. Il problema è che i due conduttori non sembrano aver capito né dove sono, né perché sono lì. E questo, in uno show del genere, è il vero peccato originale. Un’occasione sprecata che lascia più domande che momenti memorabili. E se persino in Austria si sollevano critiche allo spettacolo, viene difficile immaginare cosa possa aver visto il resto d’Europa.
Eurovision, le pagelle della seconda semifinale (Fonte: IPA)
