Eurovision 2026, l'italiana Senhit nella bufera per colpa di Boy George (e Israele): cosa è successo
La presenza dell’iconico Boy George accanto alla cantante vincitrice del San Marino Song Contest ha scatenato molte polemiche: il motivo.

Oltre all’iconico Sal Da Vinci che rappresenterà il nostro Paese durante la kermesse, nel cast dell’Eurovision Son Contest 2026 ci sarà anche un’altra italiana. Parliamo ovviamente di Senhit, nata ad Asmara ma cresciuta in Italia, che rappresenterà la Repubblica di San Marino con il brano Superstar, ovvero la stessa canzone con la quale ha trionfato al San Marino Song Contest 2026. Al suo fianco, proprio come accaduto al contest di San Marino, ci sarà anche Boy George, l’icona britannica della new wave, nonché ex frontman dei Culture Club. Di recente, però, proprio l’eventuale partecipazione di quest’ultimo ha scatenato non poche polemiche. Il motivo? Ecco tutti i dettagli.
Senhit all’Eurovision per San Marino: dubbi sulla presenza di Boy George
Senhit ha vinto il San Marino Song Contest con Superstar, un brano che ha visto anche la partecipazione di Boy George. Nonostante l’artista britannico non fosse presente fisicamente sul palco durante la serata finale, la sua voce e la sua immagine sono state proiettate sui maxi schermi del teatro. Proprio per questo, la sua eventuale presenza all’Eurovision Song Contest appare ancora incerta, anche perché al momento Boy George non risulta ancora formalmente accreditato come artista partecipante alla competizione. Allo stesso tempo, però, alcune indiscrezioni hanno rivelato che, di recente, Senhit avrebbe raggiunto Boy George negli Stati Uniti per dare il via alle prove proprio in vista di Vienna. La domanda allora sorge spontanea: il cantante britannico salirà sul palco dell’Eurovision?
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Entra nel canale WhatsAppEurovision Song Contest 2026, forte polemica per Boy George
Nonostante ancora non vi sia alcuna certezza sulla presenza o meno di Boy Geroge sul palco dell’Eurovision, la sola ipotesi ha già scatenato non poche polemiche. Il clima che regna attorno alla kermesse non è certamente idilliaco, con Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda che hanno già annunciato la loro assenza in segno di protesta contro la partecipazione di Israele, sostenendo che prendere parte alla manifestazione sarebbe "inconcepibile" alla luce delle vittime civili a Gaza.
In questo clima già carico di tensione, Boy George ha deciso di mettere il carico da novanta con un post sulla piattaforma X nel quale ha scritto: "È molto trendy odiare Israele, ma ho sempre detto: ‘fashion for the fragile, style for the brave’". Il post ha fatto subito il giro del web, dividendo nettamente l’opinione pubblica, e questo ha scatenato molte polemiche anche sull’eventuale presenza di Boy George sul palco dell’Eurovision. In realtà, nel corso degli anni, il cantante ha più volte preso le distanze dai boicottaggi culturali, sostenendo che musica e arte non dovrebbero trasformarsi in strumenti di esclusione. Ma queste parole, pronunciate adesso e a poche settimane dall’Eurovision, hanno un peso politico decisamente diverso. A questo punto non rimane che attendere per scoprire cosa accadrà.
