Caos Eurovision 2026, la Spagna boicotta Israele e si ritira: tensione altissima. Cosa farà l'Italia

Continuano le polemiche e i problemi attorno al noto Contest internazionale: cinque Paesi hanno già annunciato il ritiro in segno di protesta.

Debora Manzoli

Debora Manzoli

Scrittrice ed editor

Scrittrice, copywriter, editor e pubblicista mantovana, laureata in Lettere, Cinema e Tv. Ha due libri all’attivo e ama la scrittura alla follia.

Mancano ancora molti mesi all’Eurovision Song Contest 2026, eppure i primi problemi si sono già fatti sentire. In queste ultime settimane, diversi Paesi hanno infatti annunciato il loro ritiro con l’intenzione di boicottare il noto contest canoro europeo in segno di protesta contro la partecipazione di Israele, responsabile dei crimini e degli abusi sulla popolazione palestinese. Tra questi anche la Spagna, che proprio in queste ore ha annunciato il ritiro laddove al contest dovesse partecipare un rappresentate di Israele. In tutto questo, quale posizione prenderà l’Italia? Scopriamo nel dettaglio cosa sta accadendo.

Eurovision 2026 nel caos, protesta contro Israele

Ebbene sì, l’Eurovision Song Contest 2026 si ritrova a fare i conti con una situazione a dir poco complicata. Nelle ultime settimane, le emittenti pubbliche di ben quattro Paesi hanno infatti annunciato la volontà di ritirarsi con lo scopo di boicottare la kermesse musicale internazionale. Un eclatante gesto di protesta contro la mancata esclusione dalla gara di Israele, Paese ritenuto responsabile di efferati crimini e abusi sulla popolazione palestinese dall’inizio della guerra sulla Striscia di Gaza.

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Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda hanno dunque deciso di prendere posizione a favore della causa palestinese. Dall’inizio della guerra, ovvero ottobre del 2023, la partecipazione di Israele all’Eurovision è stata messa in discussione più volte, con tanto di forti critiche e proteste. Dopo averne richiesto l’esclusione dal Festival, proprio come avvenuto in precedenza per la Russia a seguito dell’invasione in Ucraina, senza però ottenere nulla, più di 70 artisti hanno firmato una petizione chiedendo che a Israele venisse impedito di partecipare. Anche in questo caso, però, la protesta non ha portato a nulla, e all’Eurovision Song Contest 2025 Israele ha potuto esibirsi come tutti gli altri, anche se non senza forti proteste e momenti di tensione.

L’Unione europea di radiodiffusione, organizzatrice del contest, continua a non voler prendere determinate decisioni sostenendo come la competizione canora non abbia una natura politica. Davanti a questo, alcuni Paesi hanno dunque deciso di protestare in maniera ancor più plateale ritirandosi dalla prossima competizione. Tra questi anche la Spagna dove il Consiglio di amministrazione della Radiotelevisione pubblica spagnola Rtve ha annunciato la volontà di unirsi alle proteste in corso.

Eurovision Song Contest 2026, cosa farà l’Italia?

In contesto tanto complicato, viene automatico chiedersi cosa farà invece l’Italia e quale posizione deciderà di prendere. Per il momento, il nostro Paese non si è ancora espresso sull’argomento, ma la verità è che è difficile pensare che possa realmente prendere una decisione radicale facendo un gesto eclatante come quello di Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia, Islanda e Spagna. Per averne certezza, però, non rimane che attendere qualche conferma in più.


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