Ermal Meta a Verissimo: "A Sanremo sentivo la responsabilità del testo. I complimenti di Adriano Celentano? Meraviglioso"

"A Sanremo sentivo la responsabilità del testo che portavo": il cantautore si racconta a Silvia Toffanin

Valentina Di Nino

Valentina Di Nino

Giornalista

Romana, laurea in Scienze Politiche, giornalista per caso. Ho scritto per quotidiani, settimanali, siti e agenzie, prevalentemente di cronaca e spettacoli.

Tra gli ospiti di domenica 22 marzodi Verissimo c’è anche Ermal Meta, che racconta che ha avuto poco tempo in questo periodo per i suoi tre figli, (anzi tre figlie, una naturale, fortuna e due adottate in Albania), reduce dal suo settimo Sanremo.

Ermal Meta: "A Sanremo sentivo la responsabilità del testo che portavo"

"Sapendo la canzone che portavo sul palco, il suo testo, sentivo una certa responsabilità". racconta Ermal Meta a Silvia Toffanin. "Poi ogni volta che vai lì ti rendi conto che Sanremo è un palco molto importante, il più importante".

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Ina delle più grandi soddisfazioni di questo Festival, per lui, sono stati i complimenti di Adriano Celentano che ha detto pubblicamente di tifare per una sua vittoria: "I complimenti di Celentano? E’ stato meraviglioso, grazie maestro, non me lo aspettavo, l’ho ringraziato e continuerò a ringraziarlo".

Poi la conduttrice lo porta a parlare del privato, del fatto che, quasi da un giorno all’altro è passato da non avere figli ad averne tre: "E’ stato un grande regalo, non volevo fare figli, poi è arrivata Fortuna e le due figlie adottive quasi contemporaneamente e ho pensato che Dio aveva altri programmi per me. La vita è sempre pronta a sorprenderti, ed è giusto così"

"Quando hai conosciuto le tue due figli avevano 15 anni e hai detto che il tuo cuore ha fatto crac", gli ricorda la conduttrice. "E’ andata proprio così", conferma il cantautore. "Nelle Case Famiglia tutti vanno a cercare i bambini piccoli. Mi ha colpito la frase che mi hanno detto: ‘noi grandi non ci vuole mai nessuno’, e ho pensato ‘forse vi voglio io o forse no’. Mi sono spaventato di dare una speranza troppo grande ma sono decisioni silenziose che prendi senza accorgertene: l’anima ha deciso ma lo deve spiegare alla mente. Oggi hanno una 19 una 18".

E ricorda come era lui alla sua età:"Io a 19 anni ero matto da legare. In casa ero molto preciso, un soldato, per dare il buon esempio ai miei fratelli, poi però mi sfogavo fuori"

Poi il racconto della famiglia d’origine, dei sacrifici della madre: "Però non voglio pensare troppo al passato perché a volte c’è il rischio di rimanerci incastrato. Lo specchietto retrovisore è più piccolo del parabrezza, per un motivo: è più importante quello che hai davanti che quello che hai dietro".

Infine, il rapporto con la figlia di due anni:"Con Fortuna si ride sempre, per dire musica dice ‘papà'"


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