Monster, negata la libertà vigilata a uno dei fratelli Menendez della serie Netflix: chi è e perché

Erik Menendez, protagonista assieme al fratello Lyle della stagione 2 della serie Netflix, ha visto negata la richiesta di libertà vigilata

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

Monster, negata libertà vigilata per Erik Menendez
Netflix

Una commissione di valutazione della California ha negato la richiesta di libertà vigilata a Erik Menendez, in carcere per aver ucciso, assieme al fratello Lyle, i propri genitori nel 1989. La storia dei fratelli Menendez è stata al centro della stagione 2 della serie crime Monster, prodotta e distribuita da Netflix. Si tratta di un colpo non indifferente alla lotta dei due per riconquistare la propria libertà. La richiesta di Lyle deve essere ancora esaminata, ma il verdetto appena emesso non fa presagire nulla di buono.

C’è ancora speranza per la libertà sulla parola di Erik Menendez

Non è ancora detta l’ultima, però. Erik Menendez potrebbe a sorpresa ancora diventare un uomo libero. Il governatore della California, Gavin Newsom, ha infatti il potere di sovvertire una decisione in merito alla libertà vigilata. Il verdetto è arrivato giovedì 21 agosto, dopo un’udienza virtuale eccezionalmente lunga (ben 10 ore), in cui sono intervenuti l’Ufficio del Procuratore distrettuale di Los Angeles, Erik stesso e una dozzina circa di suoi parenti, tutti considerati vittime del crimine commesso dai due fratelli.

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Alla fine, la decisione della commissione è stata quella di non garantire la libertà sulla parola, ritenendo Erik un "irragionevole rischio per la pubblica sicurezza". Il verdetto si è basato sulla sua fedina penale di quando era adolescente, la brutalità degli omicidi commessi e la lista di violazioni al codice di comportamento della prigione, tra cui il possesso di alcuni cellulari di contrabbando. Potrà fare nuovamente richiesta di libertà vigilata tra tre anni. Il presidente della commissione, Robert Barton, si è detto stupito del livello di supporto mostrato dai parenti di Erik nei suoi confronti, ma ciò non ha controbilanciato gli altri seri elementi relativi al suo caso.

Monster stagione 2, la storia di Erik e Lyle Menendez

Dopo una prima stagione con protagonista Jeffrey Dahmer, la stagione 2 di Monster ha raccontato le vicende di Erik e Lyle Menendez, colpevoli di aver ucciso i propri genitori nel 1989. La polizia inizialmente si è concentrata su una possibile ritorsione da parte del crimine organizzato nei confronti del padre, José. A inguaiare i due, però, le spese folli in cui si sono lanciati nelle settimane immediatamente successive al duplice omicidio, tra viaggi, oggetti costosi e l’apertura di una catena di ristoranti. Finiti nel mirino della polizia, sono stati arrestati nel 1990 dopo la confessione di Judalon Smyth, amante dello psicologo di Lyle, a cui il ragazzo aveva confessato l’omicidio affidandosi al segreto professionale.

In aula, ai due fratelli è stato imputato come movente il desiderio di ereditare la fortuna del padre, mentre la difesa di Erik e Lyle si è basata sugli anni di abusi sessuali e psicologici patiti da parte dei genitori. Nel 1996 è arrivata la sentenza: ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. Nella versione parzialmente romanzata di Netflix, Erik e Lyle sono interpretati da Cooper Koch e Nicholas Chavez, mentre José e Kitty Menendez hanno i volti di Javier Bardem e Chloë Sevigny.


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