Enzo Iacchetti sul piede di guerra: diffida Meta e querela gli autori di post "Offensivi, falsi e che istigano all'odio"

Il conduttore di Striscia la notizia annuncia una diffida formale e querele, parlando di contenuti falsi, offensivi e istigatori all’odio che avrebbero leso la sua reputazione.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Enzo Iacchetti ha deciso di diffidare Meta Platforms chiedendo la rimozione immediata di una serie di contenuti diffusi su Facebook e ritenuti gravemente lesivi della sua immagine. La notizia è stata resa nota attraverso un comunicato diffuso dall’ufficio stampa di Striscia la notizia, programma di cui è storico volto, e segna un passaggio netto dalla polemica al piano giudiziario.

Enzo Iacchetti e la diffida formale a Meta

Attraverso i propri legali, il conduttore ha fatto sapere di aver "Formalmente diffidato Meta Platforms chiedendo la rimozione immediata di una serie di contenuti, diffusi su Facebook, gravemente e gratuitamente offensivi, oltre che falsi, usurpativi dell’immagine e tesi ad istigare all’odio". Parole che delineano un quadro in cui, secondo quanto riportato, non si sarebbe più nell’ambito della critica ma in quello della denigrazione. Nel comunicato si legge che si tratta di: "Contenuti che ledono l’onore, l’immagine e la reputazione dell’artista, nonché la sua serenità e libertà morale", sottolineando come la questione non riguardi soltanto la dimensione pubblica del personaggio televisivo, ma anche quella personale. I post segnalati, "Orovenienti da diversi profili, presentano fotomontaggi e testi calunniosi e mendaci – alcuni che lo accostano all’ideologia nazista – del tutto estranei a qualsiasi forma di legittima manifestazione del pensiero, oltre che in violazione del diritto all’immagine e degli standard della community della piattaforma".

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Le immagini contestate

Tra gli elementi più gravi evidenziati nella documentazione legale vi sarebbero rappresentazioni particolarmente offensive. In alcuni dei post segnalati, il conduttore di Striscia la notizia viene raffigurato con baffi che richiamano esplicitamente l’iconografia di Hitler, in altri viene rappresentato in atteggiamenti e contesti ostili all’Italia, con l’evidente intento di denigrare e mistificare la sua immagine pubblica. La diffida, inviata a Meta Platforms Ireland Ltd e Meta Platforms, Inc., non si limita a chiedere la cancellazione dei contenuti. Nella richiesta compare anche "L’adozione di misure idonee a impedirne la reiterazione, riservandosi in caso contrario ogni azione in sede giudiziaria, anche d’urgenza, per il risarcimento dei danni subiti".

Dalla diffida alle querele

Parallelamente all’azione nei confronti della piattaforma, Enzo Iacchetti ha annunciato una denuncia-querela: "Nei confronti degli autori dei post offensivi e diffamatori, […] in relazione all’ipotesi di diffamazione aggravata e a ogni ulteriore fattispecie di reato che dovesse emergere nel corso delle indagini". La decisione, si legge ancora, è stata presa per "tutelare non solo la propria immagine e reputazione, ma anche per contrastare con fermezza l’uso distorto dei social network come veicolo di odio e disinformazione".

Nel testo della querela è riportato un passaggio che chiarisce ulteriormente la linea adottata: "Come avviene per ogni personaggio pubblico, Enzo Iacchetti ha sempre accettato il confronto e anche le critiche più aspre, nel rispetto della libertà di espressione e del pluralismo delle opinioni. Ben diverso, però, è il caso di accuse volgari, mortificanti e basate su deliberata mistificazione, che travalicano ogni forma di critica legittima e si trasformano in aggressioni reputazionali, amplificate dall’uso distorto dei social network e accompagnate da evidenti intenti di incitamento all’odio. Contenuti che non possono e non devono essere tollerati". Al momento non risulta una risposta ufficiale da parte di Meta.Resta ora da capire quali saranno i prossimi sviluppi sulla vicenda.


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