Enzo Iacchetti commenta il caso dello sfogo a È sempre Cartabianca: "Non mi hanno aiutato, ricevo minacce di morte"
Il conduttore di Striscia la Notizia racconta cosa è successo dopo quella diretta che ha acceso il dibattito politico e mediatico, tra applausi, minacce e accuse feroci.

Dopo lo scontro acceso andato in onda a È sempre Cartabianca, Enzo Iacchetti è tornato a parlare e lo ha fatto senza freni. L’intervista a Fanpage è diventata l’occasione per mettere in fila non solo ciò che lo ha spinto a intervenire con tanta forza, ma soprattutto il clima che si è creato intorno a lui nei giorni successivi. Un misto di solidarietà sincera e attacchi durissimi, con conseguenze concrete sul suo lavoro e sulla sua vita personale.
Enzo Iacchetti: le conseguenze dello sfogo
Iacchetti ammette che la scelta di non tacere gli è costata cara: "Sto perdendo parecchio lavoro, ho parlato ieri con Morgan che mi ha detto la stessa cosa". Una frattura che, a suo dire, nasce proprio dall’aver osato alzare la voce in un contesto dove, secondo lui, troppi scelgono il silenzio. "Ho rotto il palco, ho sfondato la quarta parete del televisore. Il mio è stato un atto di supplenza morale perché chi dovrebbe parlare tace". Allo stesso tempo, il conduttore racconta di aver ricevuto manifestazioni di affetto che non si sarebbe mai aspettato: "Non mi aspettavo il bene che mi vuole la gente e non mi aspettavo neanche la cattiveria dell’opposizione politica che di me ha detto cose allucinanti".
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Entra nel canale WhatsAppLo scontro con Mizrahi
Al centro resta quella frase che ha scatenato tutto, "Definisca bambino". Parole che per Iacchetti hanno oltrepassato ogni limite: "Quando ha detto ‘definisca bambino’ ha detto una porcata. La stessa comunità ebraica lo ha pesantemente redarguito". E su Eyal Mizrahi, il presidente della Federazione Amici di Israele che lo ha fatto esplodere, non ha dubbi: "Era un provocatore andato lì per fare propaganda. Dentro di loro esiste il male, quello che ha detto neanche il diavolo avrebbe il coraggio di dire". Il comico chiarisce anche un punto che alcuni gli hanno contestato: "Non avrei mai toccato quel signore lì, non sarei andato giù a picchiarlo, figuriamoci. Non ho mai picchiato nessuno, non uccido neanche le zanzare".
Le critiche alla politica
Nessun sostegno dalla sinistra, e parole durissime verso il governo. "Non c’è stato un politico di sinistra che mi abbia dato solidarietà. In questo momento non sono di nessuno, sono solo dalla parte di quella povera gente". Ancora più tagliente l’affondo verso la maggioranza: "Se Meloni e i suoi continuano così perderanno anche le prossime elezioni. Lei si sta rendendo conto che non riesce più a tenere delle persone ignoranti nel suo governo". Non risparmia neppure Matteo Salvini, criticando apertamente le dichiarazioni a una tv israeliana: "È terribile, provo vergogna per queste parole".
Tra applausi e minacce
Accanto agli attacchi più duri, sono arrivate anche testimonianze di sostegno inaspettate: da Rula Jebreal fino ad Antonio Ricci, che lo ha contattato ricordandogli un vecchio sketch del Drive-in degli anni ’80. Allo stesso tempo, Iacchetti racconta di aver ricevuto messaggi preoccupanti: "Ci sono quelli che ti scrivono ‘preparati a morire’ ed è terribile". Eppure, il rapporto con il pubblico sembra uscirne rafforzato: "I miei post hanno 2 milioni di visualizzazioni, la gente mi abbraccia per strada. Mi dicono tutti: io avrei fatto come te".
