Enrico Mentana salvo dai deepfake di Striscia la Notizia: la decisione del Garante della privacy affonda il tg satirico

'Autorità per la protezione dei dati personali ha concluso l'istruttoria sui filmati realizzati con l'intelligenza artificiale, chiarendo quali limiti non possono essere superati.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale continua ad alimentare il dibattito pubblico, soprattutto quando viene impiegata per modificare volto e voce di persone reali. È proprio in questo contesto che si inserisce la decisione del Garante per la protezione dei dati personali, che ha concluso l’istruttoria avviata nei confronti di R.T.I. Spa, società che produceva Striscia la Notizia, in relazione ad alcuni servizi mandati in onda e diffusi attraverso lo stesso tg satirico, nei quali erano stati utilizzati video deepfake raffiguranti Enrico Mentana. L’Autorità ha ribadito che neppure la satira può prescindere dal rispetto della dignità della persona e delle regole previste dalla normativa sulla privacy.

Il provvedimento del Garante contro R.T.I. e Striscia la Notizia

Alla base dell’intervento dell’Autorità vi sono alcuni filmati nei quali, attraverso sistemi di intelligenza artificiale, l’immagine e la voce di Enrico Mentana erano state alterate fino ad attribuirgli dichiarazioni mai pronunciate realmente, mentre il giornalista appariva virtualmente nello studio dell’emittente televisiva per cui lavora. L’istruttoria è stata avviata in seguito al reclamo presentato dallo stesso professionista: Nella nota diffusa dal Garante si legge chiaramente che "L’impiego di deepfake, anche a fini satirici, deve rispettare la dignità delle persone e i princìpi di liceità, correttezza e trasparenza stabiliti dalla normativa sulla privacy". Un principio destinato a rappresentare un importante punto di riferimento anche per eventuali casi analoghi che dovessero verificarsi in futuro.

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Perché i video contro Enrico Mentana sono stati ritenuti problematici

Secondo quanto rilevato dall’Autorità, uno degli aspetti più delicati riguarda il livello di realismo raggiunto dai filmati. Le immagini apparivano sufficientemente credibili da poter indurre parte del pubblico a considerarle autentiche, anche perché l’alterazione risultava poco evidente e le frasi attribuite al giornalista apparivano verosimili nel contesto in cui venivano inserite. Nemmeno gli avvisi presenti nei contenuti sono stati considerati adeguati. Il Garante ha infatti ritenuto che le indicazioni sulla natura artificiale dei video non fossero abbastanza chiare, immediate e comprensibili per tutti i telespettatori e per gli utenti che hanno visualizzato gli stessi contenuti attraverso i social network.

Le conseguenze per R.T.I. Spa e il brutto anno di Striscia la Notizia

Al termine dell’istruttoria, il Garante ha accertato la violazione dell’articolo 5 del GDPR, relativo ai princìpi di liceità, correttezza e trasparenza, e dell’articolo 25, che disciplina la protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita. Per questo motivo è stato adottato un provvedimento di ammonimento nei confronti di R.T.I. Spa ed è stato disposto il divieto di procedere con: "l’ulteriore utilizzo dei dati di Enrico Mentana con le modalità contestate, fatta salva la loro conservazione per eventuali esigenze giudiziarie". La decisione arriva inoltre in un momento particolare per Striscia la Notizia, storico tg satirico che, dopo decenni di presenza nel palinsesto di Canale 5, è stato escluso dalla programmazione televisiva e ha progressivamente interrotto anche la pubblicazione di nuovi contenuti sui propri canali social.


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