Emmy 2026, esplode la rivolta di Hollywood contro l’Academy: cinque premi cancellati dalla diretta tv

L'ultima scelda dell'Academy per la cerimonia degli Emmy 2026 fa subito discutere, e il precedente degli Oscar non sembra aver sortito l'effetto sperato.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Gli Emmy finiscono al centro di una bufera ancora prima dell’accensione dei riflettori. L’Academy Television Arts & Sciences ha deciso di ridurre ulteriormente il numero di premi consegnati durante la cerimonia del 14 settembre, spostando cinque categorie nella settimana precedente, durante i Creative Arts Emmy. Una decisione che ha provocato una reazione durissima da parte di attori, registi, sceneggiatori e delle principali realtà televisive americane. A fare le spese del cambiamento saranno alcuni riconoscimenti particolarmente prestigiosi: miglior sceneggiatura per un programma di varietà, miglior regia di una miniserie o film per la televisione, miglior sceneggiatura di una miniserie o film tv e i premi per miglior attore e miglior attrice non protagonisti nelle miniserie e serie antologiche.

Scoppia il caso Emmy: attori, registi e autori contro la decisione dell’Academy

La cerimonia principale, affidata quest’anno a Mariska Hargitay, storica protagonista di Law & Order: SVU, sarà quindi più snella. L’obiettivo dichiarato è semplice: rendere lo show televisivo più dinamico e appetibile per il grande pubblico, evitando una durata eccessiva che potrebbe incidere negativamente sugli ascolti. Il presidente della Television Academy, Cris Abrego, ha difeso la scelta spiegando che l’intenzione non è quella di ridimensionare il valore delle categorie escluse, bensì di costruire una trasmissione più coinvolgente senza rinunciare a celebrare tutti i vincitori. Secondo l’Academy, distribuire parte delle premiazioni nei Creative Arts Emmy permetterebbe di valorizzare ogni riconoscimento senza appesantire la diretta. La spiegazione, però, non ha convinto chi quei premi li rappresenta. I sindacati di attori, autori e registi hanno criticato duramente la decisione, accusando l’Academy di creare una distinzione implicita tra premi "importanti" e premi "secondari". In una nota congiunta hanno sottolineato come togliere queste categorie dalla prima serata significhi ridurre la visibilità di professionisti il cui lavoro è fondamentale per la qualità delle produzioni televisive. Alla protesta si aggiunge anche un problema pratico. Diversi artisti sono candidati in più categorie e saranno costretti a partecipare a due eventi distinti nel giro di pochi giorni. Tra i nomi coinvolti figurano Jason Bateman, Charles Melton, Dakota Fanning e David Harbour.

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Non è solo una questione di ascolti: il rischio è trasformare gli Emmy Awards in spettacolo

Dietro questa scelta c’è soprattutto una logica televisiva. Le grandi cerimonie di premiazione faticano da anni a mantenere alta l’attenzione del pubblico e ogni minuto di trasmissione viene ormai valutato in funzione dello share. Ridurre il numero dei premi assegnati in diretta significa aumentare lo spazio dedicato ai momenti spettacolari, agli ospiti e agli interventi più emozionali. Eppure è proprio qui che emerge una contraddizione sempre più evidente. Le piattaforme streaming hanno trasformato le serie tv in prodotti sempre più sofisticati, capaci di competere con il cinema sul piano artistico. Se però, nel momento della celebrazione, vengono sacrificati proprio premi che riguardano sceneggiatura, regia e interpretazioni, il messaggio rischia di essere l’opposto: conta più l’intrattenimento della cerimonia che il lavoro creativo premiato.

Non è neppure la prima volta che accade. Nel 2022 anche gli Oscar esclusero dalla diretta otto categorie tecniche, tra cui montaggio, colonna sonora, scenografia e trucco, scatenando una protesta trasversale nell’industria cinematografica. Le polemiche furono tali che già l’anno successivo l’Academy fece marcia indietro, reintegrando tutti i premi nella cerimonia principale. Gli Emmy si trovano oggi davanti allo stesso bivio. Le categorie complessive dei Primetime Emmy superano quota cento, ma quelle rimaste nella serata principale saranno appena diciannove. La domanda, allora, non riguarda soltanto la durata dello show, bensì il significato stesso di una premiazione: deve essere uno spettacolo televisivo pensato per fare audience oppure il momento in cui un’intera industria celebra davvero tutte le sue eccellenze?


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