Emma Marrone regina di TikTok e Spotify, il presidente di Fimi spiega cosa accade ora (disco d'oro?)

Dai Måneskin a Eddie Brock fino al ritorno in classifica de L'Amore non mi basta. Enzo Mazza ci racconta il potere promozionale della piattaforma video cinese

Luca Burini

Luca Burini

Giornalista

Nato a inizio estate 1987, volevo fare il cantautore. Poi la vita mi ha portato a sfogare la voglia di comporre altrove.

"Sicuramente succederà qualcosa anche nella nostra classifica". Non ha dubbi Enzo Mazza, presidente della Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI), quando gli sottopongo il caso discografico che ormai da qualche giorno tiene banco su web e social: Emma ha raggiunto il primo posto della classifica di Spotify Italia con una canzone di 12 anni fa. Il brano è in questione è L’Amore non mi basta, singolo del 2013 che nelle ultime settimane è letteralmente riesploso grazie a un trend nato spontaneamente su TikTok. Il pezzo della cantante ex vincitrice di Amici e poi del Festival di Sanremo fa da colonna sonora a video con immagini di gol, dribbling ed esultanze di calciatori come Dybala, Mertens, Giroud, Icardi, Nainggolan, Immobile e Pogba. Migliaia di clip e condivisioni che si sono poi trasformati in una nuova ondata di ascolti su Spotify puntualmente messa in evidenza dalle classifiche giornaliere della piattaforma. Così, a fine novembre, L’amore non mi basta entrava in Top 50 iniziando una scalata che l’ha portata a conquistare il primo posto domenica 14 dicembre e mantenerlo nei giorni a venire.

Un risultato che Emma non aveva mai raggiunto e che, sicuramente, non si aspettava di conquistare con un brano di catalogo. "Io non ho parole", ha commentato lei sui social. L’altra sorpresa potrebbe arrivare, come spiega Mazza, venerdì 19 dicembre con la pubblicazione della classifica settimanale FIMI dei singoli più ascoltati e venduti anche se "è ancora presto per fare previsioni accurate sulla posizione", spiega lui. Certo, per l’Amore non mi basta non sarebbe un debutto: nel 2013 aveva raggiunto l’11esima posizione guadagnandosi, nel tempo, prima il disco d’oro e poi quello di platino. "Il numero di copie necessarie erano diverse all’epoca, ma questi boom possono portare a nuove certificazioni: ogni settimana abbiamo album e singoli del passato che conquistano dischi d’oro o di platino", continua Mazza.

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Il presidente di FIMI non sembra particolarmente sorpreso dal fenomeno: "TikTok è diventato uno strumento per scoprire brani e artisti", dice ricordando un altro caso eclatante: quello dei Måneskin e la loro cover di Beggin’. Damiano David & co. l’avevano eseguita a X Factor per poi inserirla nel loro ep di debutto nel 2017. Nel 2021 dopo la vittoria della band all’Eurovision Song Contest, quella loro versione della canzone dei The Four Seasons è diventata virale su TikTok e ha iniziato a scalare le classifiche mondiali: primo posto in Germania, Austria e Svizzera, tra gli altri, quinto in Francia, sesto nel Regno Unito e così via. E, per non farsi mancare nulla, il brano ha addirittura raggiunto la testa del ranking dei brani più ascoltati al mondo su Spotify..

"Ovviamente esempi di questo tipo rendono l’idea delle potenzialità di TikTok e cambiano completamente le dinamiche promozionali. L’amore non mi basta e Beggin’ sono riesplosi senza sostanzialmente nessuna vera azione né da parte degli artisti né da parte delle case discografiche", aggiunge Mazza. E proprio dai discografici ora ci si aspetta che vadano ad alimentare questi numeri con iniziative ed azioni. Intanto il brano di Emma è stato aggiunto nelle playlist più importanti della piattaforma di streaming svedese. Si attiva così un circolo virtuoso che porta ancora più ascolti e visibilità alla canzone che viaggia spedita verso i 27 milioni di riproduzioni. "Non dimentichiamo poi che in casi come questo a beneficiarne è tutto il repertorio dell’artista in questione. I nuovi fan vanno ad ascoltare anche altre cose dal catalogo", aggiunge il presidente FIMI.

Non solo Emma e i Måneskin. Perché l’influenza di TikTok si è fatta sentire tante altre volte sulle classifiche. Concentrandoci su quelle nostrane uno dei casi più recenti e interessanti è Eddie Brock, sì, proprio lui, quello nel cast di Sanremo 2026. Quando Carlo Conti, annunciando il cast, ha fatto il suo nome chi si è chiesto: «Ma chi è?», probabilmente non bazzica sulla piattaforma di video cinese o, se lo fa, lo fa con poca attenzione. Perché il successo del 28enne romano è partito proprio da lì. La sua Non è mica te, uscita a maggio 2025, è diventata la colonna sonora migliaia di clip su TikTok, sia a tema amoroso che calcistico. Senza alcuna promozione effettiva nei canali tradizionali (il lyric video è uscito solo a fine ottobre), ha iniziato a macinare ascolti su Spotify, fino all’entrata nella classifica dei singoli FIMI. Ogni settimana sempre più su fino a sfiorare la Top 10. Un fenomeno che Carlo Conti ha deciso di non ignorare inserendo Brock direttamente nella categoria big del Festival.

Insomma, TikTok non ha più solo il potere di lanciare trend, challenge e influencer. Ma anche di quello di riportare in testa alle classifiche brani del passato o far esplodere nuovi fenomeni discografici con numeri superiori a quelli dei giovani che godono della visibilità dei talent o di Sanremo Giovani.


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