Eminem vs Meta in tribunale, la maxi-causa da 109 milioni di dollari che può cambiare il futuro di social e musica

Un giudice ha deciso che la causa può proseguire, e lo scontro tra il colosso dei social e la società del catalogo del rapper potrebbe avere conseguenze importanti per il settore musicale.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Da anni il rapporto tra musica e piattaforme digitali è al centro di discussioni sempre più accese, ma questa volta la vicenda riguarda uno degli artisti più celebri e influenti della scena rap mondiale. Una nuova battaglia legale legata al repertorio di Eminem è infatti entrata in una fase decisiva, dopo che un giudice federale statunitense ha stabilito che la causa intentata contro Meta potrà andare avanti. Sebbene il rapper non sia coinvolto personalmente nel procedimento, la vicenda riguarda una parte significativa delle sue opere e potrebbe trasformarsi in uno dei contenziosi più rilevanti degli ultimi anni nel settore del copyright musicale.

La società che amministra i diritti di Eminem e la richiesta di risarcimento milionaria contro Meta

Al centro della controversia c’è Eight Mile Style, la società che amministra i diritti editoriali di numerose composizioni legate a Eminem. Secondo l’accusa, Meta avrebbe utilizzato senza una licenza valida centinaia di brani presenti nel catalogo della società all’interno delle librerie musicali disponibili su Facebook, Instagram e WhatsApp. Le opere coinvolte sarebbero ben 243, tra cui anche la celebre Lose Yourself. Proprio sulla base di questo numero, Eight Mile Style ha avanzato una richiesta economica enorme: 109,4 milioni di dollari, una cifra calcolata applicando il massimo indennizzo previsto dalla normativa americana per ciascuna presunta violazione contestata. La società sostiene che i brani siano stati archiviati e resi disponibili sulle piattaforme senza le necessarie autorizzazioni, configurando così una violazione del diritto d’autore.

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Il giudice respinge la richiesta di Meta

Meta aveva tentato di ottenere la chiusura anticipata del procedimento, definendo la causa "fantasiosa" e giudicando "spropositata" la richiesta di risarcimento avanzata dalla controparte. La giudice Brandy R. McMillion, tuttavia, ha espresso una valutazione differente. Nel provvedimento con cui ha respinto la richiesta di archiviazione ha spiegato che il ricorso "contiene elementi sufficienti per sostenere in modo plausibile atti di violazione da parte di Meta". Secondo la corte, l’accusa ha fornito una base sufficientemente solida per consentire al procedimento di proseguire e per avviare la successiva fase di raccolta delle prove, che potrebbe rivelarsi particolarmente lunga e complessa.

Una vittoria solo parziale per Eight Mile Style

Non tutte le richieste della società che gestisce i diritti delle opere di Eminem hanno però trovato accoglimento. Il tribunale ha infatti respinto la parte dell’accusa secondo cui Meta avrebbe incoraggiato "miliardi" di utenti a utilizzare musica non autorizzata nei contenuti pubblicati sui social. Per la giudice, questa affermazione non sarebbe stata accompagnata da prove concrete sufficienti. In altre parole, invitare gli utenti a utilizzare gli strumenti messi a disposizione dalle piattaforme non equivale automaticamente a incentivarli a violare il copyright.

Un caso che va oltre Eminem

Anche se il nome di Eminem è inevitabilmente associato alla vicenda, la questione supera la figura dell’artista e tocca un tema molto più ampio. L’utilizzo della musica sui social network è diventato uno degli argomenti più delicati dell’industria dell’intrattenimento, soprattutto in un’epoca dominata da reel, video brevi e contenuti generati dagli utenti. Proprio per questo motivo, gli sviluppi della causa saranno osservati con grande attenzione non soltanto dai protagonisti coinvolti, ma anche dall’intero settore musicale e tecnologico, che potrebbe ricevere indicazioni importanti sul futuro delle licenze digitali e della tutela del copyright online.


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