Elisa e Giovanni Caccamo uniscono le forze per Milano, cos'è Plantasia e perché il parco sonoro sarà amico dell'ambiente
Plantasia è il nome del parco sonoro voluto da Elisa e Giovanni Caccamo e che sorgerà presto a Milano: i dettagli del progetto ancora nelle fasi propedeutiche

Un angolo di Milano che sta per cambiare volto. Ad annunciarlo, sul palco del Teatro Romano di Verona, sono stati Elisa e Giovanni Caccamo, che uniscono le rispettive realtà non profit, la Fondazione Lotus ETS e Youth & Future – Parola ai Giovani APS, per dare vita al progetto Plantasia, un vero e proprio parco sonoro.
Dove nasce Plantasia e perché parte da un’ex cava milanese
L’area scelta si trova nel Municipio 8, lungo via Quarenghi, dove da tempo un’ex cava di proprietà del Comune resta ai margini della vita cittadina: circa 40.000 metri quadrati oggi spogli, domani destinati a diventare qualcosa di completamente diverso.
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Entra nel canale WhatsAppL’idea arriva dal desiderio di Elisa di trasformare il concerto a San Siro in un segno duraturo per la città che l’ha accolta sul palco. Quel gesto si trasforma ora in un progetto di rigenerazione urbana condiviso, che unisce la cura dell’ambiente con la partecipazione attiva delle nuove generazioni senza che sia un intervento calato dall’alto, ma un cantiere aperto a chi Milano la vive ogni giorno.
Fitorimedio, fitoacustica e Bosco del Cambiamento: la ricetta ambientale di Plantasia
Al momento il progetto vive in una fase embrionale, quella dei primi rilievi necessari per avviare la sperimentazione del fitorimedio, la tecnica che affida alle piante il compito di ripulire un suolo impoverito e contaminato. Dalla primavera del 2027 si passerà alla fase successiva, con l’individuazione e la piantumazione delle varietà vegetali più indicate per il futuro parco: specie che dialogano con il suono grazie alla fitoacustica, un modo del tutto nuovo di vivere la natura come parte integrante dell’esperienza musicale. Le risorse ci sono già: il Comune di Milano ha messo sul piatto circa 300000 euro, mentre le due organizzazioni non profit puntano a raccoglierne altri 200000 entro fine anno.
Plantasia diventerà anche un Bosco del Cambiamento, grazie a Youth & Future, che dal 2021 raccoglie le testimonianze di migliaia di ragazzi in giro per il mondo su cosa cambierebbero della società in cui vivono e con quale parola racchiuderebbero quel cambiamento.
Caccamo lo racconta con semplicità: sono anni che lui e la sua associazione chiedono ai ragazzi che mondo vorrebbero costruire, e adesso quelle risposte hanno finalmente la possibilità di trasformarsi in un luogo vero, fatto di alberi e di suono. Elisa, dal canto suo, spiega che dietro Plantasia c’è il desiderio di far durare nel tempo, attraverso la musica, qualcosa di concreto per la città, e che oggi, con Youth & Future al fianco, quello spazio può diventare un luogo dove sono davvero i giovani a guidare il cambiamento.
Un progetto che, passo dopo passo, restituisce a Milano un pezzo di città oggi dimenticato, trasformandolo in un luogo dove ambiente, musica e partecipazione cresceranno letteralmente insieme, radice dopo radice. Se tutto procederà secondo i piani, tra qualche stagione quell’ex cava si riempirà di suoni, voci e nuove piantumazioni: un piccolo laboratorio a cielo aperto su come, oggi, può nascere un pezzo di futuro.
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