Elena Sofia Ricci contro la Rai per l’orario della prima serata: "Non è per niente giusto, una mancanza di rispetto"

L’attrice torna a contestare gli orari sempre più tardivi della televisione generalista e lancia un appello alla Rai alla vigilia del ritorno de I casi di Teresa Battaglia.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Elena Sofia Ricci torna a parlare di uno dei temi che da tempo considera particolarmente delicati per la televisione italiana: l’orario sempre più avanzato della prima serata. L’occasione è stata la conferenza stampa organizzata per presentare la terza stagione de I casi di Teresa Battaglia, fiction Rai che tornerà in onda a ottobre, ma il discorso dell’attrice ha rapidamente superato i confini della serie, trasformandosi in una critica più ampia al modo in cui vengono programmati oggi film, fiction e grandi produzioni televisive.

La protesta di Elena Sofia Ricci contro gli orari della prima serata

Secondo Elena Sofia Ricci, il problema non è rappresentato soltanto da qualche minuto di ritardo rispetto agli orari tradizionali, ma da un cambiamento che negli anni ha progressivamente spostato la prima serata sempre più avanti, rendendo complicato per molte persone seguire una fiction dall’inizio alla fine senza arrivare a orari molto tardi.

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Con la consueta ironia, l’attrice ha commentato il piccolo anticipo rispetto alle 22: "Ora non parliamo più alle 22, ma alle 21 e 50? Un successone eh. Non ci siamo ancora veramente, qualche cosa in più ci dovrebbero dare. Non è per niente giusto. Quella era la nostra prima serata, sarebbe la nostra prima serata e io torno su questo argomento".

Per Ricci, infatti, dietro una fiction non c’è soltanto il volto degli attori, ma un’intera squadra di professionisti che lavora per mesi alla realizzazione di un prodotto televisivo. Registi, tecnici, troupe e interpreti affrontano condizioni di lavoro impegnative e, proprio per questo, secondo l’attrice meriterebbero una collocazione capace di valorizzare maggiormente il risultato finale.

Il ragionamento di Elena Sofia Ricci

Il pensiero di Elena Sofia Ricci va però soprattutto verso il pubblico. La sua preoccupazione è che una prima serata sempre più tardiva finisca per allontanare proprio quelle persone che tradizionalmente rappresentano il pubblico delle fiction: famiglie, lavoratori e ragazzi che il giorno successivo devono andare a scuola: "È scorretto, non è giusto per tutti quelli che hanno lavorato, da noi attori, dal regista, da tutta la troupe. Abbiamo lavorato tutti facendo il massimo, dando l’anima, il cuore, col freddo, col caldo. C’è il lavoro di squadre di persone, di decine di persone che lavorano. Mandarci in onda così tardi è una mancanza di rispetto enorme nei confronti del pubblico, perché la gente lavora, i ragazzi vanno a scuola".

L’attrice ha poi chiamato in causa anche RaiPlay, spesso indicata come soluzione per chi non riesce a seguire la programmazione televisiva in diretta. La sua posizione, però, è molto chiara: "È vero che c’è Rai Play, ma chi se ne frega. Un conto è vedere le cose sul Rai Play, ognuno per i fatti propri. Un conto è vedere una famiglia riunita a vedere una serie".

La risposta della Rai

Alle parole di Elena Sofia Ricci ha risposto Leonardo Ferrara, responsabile della serialità Rai, spiegando che il problema degli orari non riguarda esclusivamente la tv pubblica, ma l’intero sistema della televisione generalista. Secondo Ferrara, l’allungamento dell’access prime time e lo slittamento della prima serata sono il risultato di una dinamica che coinvolge diversi network e differenti tipologie di programmi.

"Il tuo messaggio è stato recepito, ci stiamo lavorando", ha assicurato il dirigente, lasciando quindi intendere che la Rai è consapevole delle critiche e sta valutando come intervenire per anticipare maggiormente l’inizio del prime time. Ferrara ha inoltre sottolineato il ruolo sempre più importante di RaiPlay e della Total Audience, che oggi consente di considerare anche la visione attraverso la piattaforma digitale. Una risposta che, però, non sembra aver modificato la posizione dell’attrice, convinta che la televisione generalista conservi un valore legato anche alla visione condivisa, soprattutto quando si tratta di una fiction attesa dal pubblico.


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