Su Netflix la banda criminale più geniale d'Italia è guidata da Edoardo Leo

Tre capitoli esilaranti, un cast stellare e tanta satira sull’Italia di oggi: Edoardo Leo guida la banda più improbabile che esista e che ora spopola su Netflix

Melania Fiata

Melania Fiata

Giornalista

Laureata in Lettere, divoratrice di libri e serie. Scrivo di spettacoli, film e TV.

Dopo un bel po’ di attesa, finalmente, la trilogia cult italiana firmata Sydney Sibilia, con Edoardo Leo protagonista nei panni del ricercatore fuori dai giochi, sbarca su Netflix: tre film belli, tra scienza, precariato e smart-drugs che fanno riflettere e ridere. Percepirete tutto il peso della crisi universitaria, l’adrenalina di complotti accademici e l’ironia cinica di una banda che decide di rimettersi "in gioco" per sopravvivere economicamente… e magari anche moralmente. Siete pronti ad avere un piccolo ‘assaggio’ di ciò che vi aspetta se decidere di guardarla? Bene, allora proseguite la lettura di questo articolo.

La trilogia completa di Smetto Quando Voglio, con Edoardo Leo

La trilogia Smetto Quando Voglio, diretta da Sydney Sibilia e con Edoardo Leo nel ruolo di Pietro Zinni, è un raro esempio nel cinema italiano recente di saga coerente e innovativa: inizia come commedia sociale e si evolve in un racconto sempre più complesso, capace di mescolare comicità, thriller e critica sociale.

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Smetto Quando Voglio (2014)

Nel primo film, Pietro Zinni, brillante ricercatore disoccupato, decide di formare una banda con ex colleghi universitari costretti a lavori precari. Sfruttando le loro competenze accademiche, il gruppo ottiene rapidamente successo economico e criminale, ma ricchezza e potere generano inevitabili complicazioni.

Smetto Quando Voglio – Masterclass (2017)

Con Masterclass, la storia si amplia: Zinni, in carcere, riceve dall’ispettore di polizia la proposta di ricostituire la banda per combattere il fenomeno delle smart drugs, in cambio della fedina penale pulita. Il tono resta comico ma emergono tensioni e nuove riflessioni sui problemi sociali di fondo, come precarietà e disuguaglianze.

Smetto Quando Voglio – Ad Honorem (2017)

Il capitolo conclusivo, Ad Honorem (2017), porta la saga verso una dimensione più drammatica. Zinni e i suoi sono detenuti devono evadere per fermare Walter Mercurio (Luigi Lo Cascio), pronto a organizzare una strage. Per riuscirci, saranno costretti ad allearsi persino con il loro storico nemico Murena (Neri Marcorè). La trilogia si chiude non con un trionfo, ma con una riflessione su cosa resta a chi ha scelto delle scorciatoie morali per sopravvivere.

Cosa unisce questi tre film?

La trilogia affronta il tema della meritocrazia negata, raccontando giovani intellettuali esclusi dal lavoro che, per reagire, ricorrono a ingegno deviato. Sibilia e gli sceneggiatori evidenziano proprio il fatto che i protagonisti non sono criminali nati, ma persone spinte da un sistema che svaluta il sapere, generando simpatia nel pubblico e trasformando la commedia in critica politica e culturale. Dal punto di vista stilistico, la saga mescola commedia, crime, heist movie e satira sociale con ritmo vivace, sarcasmo calibrato ed estetica giovanile, rinnovando la commedia italiana. La regia alterna scene adrenaliniche e dialoghi intelligenti, mentre il cast corale, guidato da Edoardo Leo, sostiene il passaggio dall’ironia alla tensione di genere.

Curiosità e dove vedere la trilogia Smetto Quando Voglio in streaming

Anche per questa simpatica trilogia con Edoardo Leo, non mancano delle curiosità da comunicarvi. I tre film sono stati girati in diverse città italiane, principalmente a Roma, scelta per rappresentare al meglio ambienti e situazioni. Nel primo film, le location principali includono l’Università La Sapienza, il laboratorio segreto in Via di Tor Cervara e la discoteca "Poppies Gang" sui tetti del Teatro La Fabbrica. Il secondo film, Masterclass, amplia la narrazione e le location, includendo scene a Roma (Via degli Astri, Via Pullè 52) e in Puglia, come la sequenza dell’assalto al treno a Brindisi. Questi spostamenti arricchiscono la varietà visiva e narrativa. Il terzo capitolo, Ad honorem, chiudendo la trilogia con ambientazioni significative come la Fiera di Roma, il carcere di Regina Coeli e l’Università La Sapienza, sottolineando i temi di potere, istituzioni e giustizia.

La trilogia mostra inoltre grande cura nella scelta della location, come il laboratorio segreto o la discoteca sui tetti, per trasmettere l’atmosfera desiderata in ogni scena. Potrete vedere tutti e tre i film in streaming su Netflix.


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