Ed Sheeran, Macklemore escluso dal tour: "Mi hanno messo a tacere", l'accusa di censura ai proprietari di stadi

La decisione arriva dopo le polemiche esplose per le sue parole sulla Palestina e il duro attacco di Pink: ora Macklemore racconta il confronto con Ed Sheeran e accusa alcuni proprietari di stadi.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Macklemore fuori dal tour di Ed Sheeran: la decisione arriva dopo le polemiche esplose per le sue dichiarazioni sulla Palestina e il suo intervento sul palco del MetLife Stadium. Una vicenda che ora si allarga alle presunte pressioni esercitate sui concerti americani, con il rapper che punta il dito contro i proprietari degli stadi e parla apertamente di un tentativo di metterlo a tacere.

Macklemore e le polemiche di Pink dopo il concerto di Ed Sheeran

La vicenda è esplosa dopo l’esibizione di Macklemore al MetLife Stadium, dove il rapper ha utilizzato il palco per ribadire pubblicamente il proprio sostegno alla causa palestinese. Prima di eseguire Hind’s Hall, brano legato alla vicenda di Hind Rajab, ha pronunciato davanti al pubblico le parole "Free Palestine", facendo un discorso contro l’odio e la guerra, mentre sugli schermi venivano mostrate immagini legate alla guerra a Gaza.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Da quel momento sono arrivate dure contestazioni. L’Israeli-American Council ha chiesto la sua rimozione dagli appuntamenti del tour e anche StopAntisemitism ha attaccato pubblicamente l’artista, accusandolo di aver trasformato il concerto in un momento di propaganda politica. Il post dell’organizzazione è stato rilanciato anche da Pink, contribuendo ad alimentare una discussione che in pochi giorni è diventata sempre più accesa.

Gli stadi avrebbero bloccato la sua presenza

La conseguenza più importante è arrivata ora: Macklemore non salirà più sul palco nelle restanti date americane del tour di Ed Sheeran. A comunicarlo è stato il Messina Touring Group, promoter degli spettacoli negli Stati Uniti, spiegando che alcune delle strutture coinvolte avevano comunicato di non voler ospitare concerti con il rapper ancora in cartellone.

Nel comunicato si legge: "In qualità di promotori dei concerti del Loop Tour di Ed Sheeran negli Stati Uniti, siamo stati informati dalle location delle prossime date del tour statunitense che non permetteranno lo svolgimento di un concerto con Macklemore in scaletta, il che comporterebbe la cancellazione del tour e avrebbe un impatto su centinaia di migliaia di fan. Dopo aver discusso con le parti interessate, Macklemore non si esibirà nelle restanti date".

Tra gli stadi interessati figurano strutture importanti come il Lincoln Financial Field di Philadelphia, il Gillette Stadium di Foxborough, il Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, il Lucas Oil Stadium di Indianapolis, il Bank of America Stadium di Charlotte, l’AT&T Stadium di Arlington e il Raymond James Stadium di Tampa.

Il rapper espone i miliardari e gli stadi

Nel suo lungo intervento sui social, Macklemore ha raccontato anche il confronto avuto con Ed Sheeran, precisando di non voler trasformare la vicenda in uno scontro personale. I due si conoscono da 13 anni e, secondo il rapper, la loro amicizia resta importante nonostante le profonde differenze sulle questioni politiche.

Il punto più controverso del suo racconto riguarda però Robert Kraft, proprietario del Gillette Stadium, che secondo Macklemore avrebbe contattato Sheeran dopo le polemiche, coinvolgendo anche altri proprietari di stadi: "Ed mi ha riferito che Kraft aveva detto che non mi sarebbe stato permesso di esibirmi nel suo impianto. Mi ha anche detto che Kraft aveva coinvolto altri proprietari di stadi e che, insieme, gli avevano posto un ultimatum: se Macklemore fosse rimasto nel tour, a lui non sarebbe stato consentito suonare nelle loro strutture".

Il rapper continua: "Ed si è trovato in una situazione orrenda. E ne era consapevole. La sua tipica posizione apolitica veniva messa in discussione come mai prima d’ora. Mi disse che le parole "Palestina libera" e l’immagine della bandiera palestinese ferivano la sensibilità di molte persone con cui parlava. Gli risposi che, se quelle parole risultavano più offensive della morte di decine di migliaia di bambini palestinesi per mano di Israele, allora esisteva un divario fondamentale tra la posizione di quelle persone e la mia. Tuttavia, lui non riusciva a superare il suo atteggiamento pubblico del "non prendo posizione". E capisco perché la gente scelga di non farlo. Prendere posizione può costare caro: denaro, contratti commerciali, sponsorizzazioni, festival, esibizioni private, relazioni e opportunità. Io ho perso tutto questo. Ma non esiste una posizione neutrale tra l’oppressore e l’oppresso. Quando una delle parti possiede le bombe e gode di un sostegno finanziario e militare illimitato da parte dell’America, rifiutarsi di scegliere da che parte stare non ti colloca nel mezzo".

Macklemore interpreta come una forma di pressione legata alle sue posizioni sulla Palestina, mentre Sheeran avrebbe scelto di mantenere la propria tradizionale posizione lontana dagli schieramenti politici: "Adesso condivido il palco con uno degli artisti più importanti del mondo, esibendomi negli stadi più grandi d’America. Raggiunto un certo livello di visibilità, lo slogan "Palestina libera" comporta rischi eccessivi. Se avessi continuato a esibirmi invocando la libertà della Palestina – con Ed che implicitamente avallava il messaggio, il pubblico che acclamava a gran voce e mostrava un sostegno inequivocabile alla causa palestinese – quale altro artista avrebbe potuto prendere posizione in seguito? Il palco si trasforma in uno spazio di resistenza. Forse è proprio per questo che, questa volta, è diventato così importante mettermi a tacere". Macklemore, tuttavia, non considera quanto accaduto una ragione per fare marcia indietro. Anzi, sostiene che proprio l’enorme visibilità del tour abbia reso le sue parole particolarmente scomode.

Il rapper ha inoltre respinto l’accusa di antisemitismo, distinguendo la critica al governo israeliano e al sionismo dall’odio nei confronti degli ebrei: "In due occasioni di fronte a 90.000 persone ho pronunciato quelle parole che, in qualche modo, erano diventate troppo pericolose da dire. Palestina libera. Ma se quelle parole mi sono costate il palco, riuscendo però a riportare l’attenzione sulla Palestina, allora è stato il tour di maggior successo a cui abbia mai partecipato". La sua esperienza nel tour americano di Ed Sheeran finisce così in anticipo, ma la controversia che lo ha portato fuori dal palco è tutt’altro che conclusa.


Potrebbe interessarti anche