Ed Gein, chi è il serial killer della storia (vera) dietro la serie tv di Netflix
La storia vera dell'omicida plurimo che ha ispirato la serie tv di Netflix, interpretato da Charlie Hunnam

Sta per arrivare la terza stagione di Monster, la serie antologica di Netflix con protagonisti efferati assassini. Dopo Jeffrey Dahmer e i fratelli Lyle ed Erik Menendez, è il turno di Ed Gein, interpretato da Charlie Hunnam (Sons of Anarchy). Ma chi è il serial killer protagonista della storia vera che fa da sfondo alla serie Netflix? Naturalmente le tematiche affrontate in questo articolo sono piuttosto crude e macabre, quindi chiunque sia particolarmente sensibile legga a propria discrezione.
Chi è Ed Gein: la vera storia della serie tv di Netflix
La giovinezza di Ed
Edward Theodore Gein, per tutti Ed, nasce il 27 agosto 1906 a Lacrosse, nello Stato del Wisconsin. È figlio di Augusta T. Lehrke (1878-1945) e di George P. Gein (1873-1940), nonché fratello minore di Henry G. Gein (1902-1944). Suo padre, noto per essere un alcolizzato e un violento, per un periodo è proprietario di una piccola drogheria. Trovatosi disoccupato, costringe la famiglia a trasferirsi in una fattoria di 155 acri nella città di Plainfield, nella contea di Washaura. Lo stato di quasi totale isolamento dell’abitazione aiuta Augusta, fanatica religiosa luterana, a crescere i figli completamente sconnessi dal mondo. Inculca in Ed e Henry l’odio per l’alcolismo, il concetto di innata immoralità del mondo e che tutte le donne (esclusa lei) fossero prostitute e strumenti del demonio.
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Entra nel canale WhatsAppDi corporatura esile e un atteggiamento piuttosto timido ed effeminato, Ed a scuola è bersaglio dei compagni più prepotenti. L’1 aprile 1940, a causa di un insufficienza cardiaca, George Gein muore all’età di 66 anni. Il 16 maggio 1944 Ed e suo fratello finiscono nel mezzo di un incendio. Il primo si salva, mentre il secondo perisce tra le fiamme. Nonostante l’evidenza di una ferita alla testa, per cui Ed era stato sospettato e infine arrestato per omicidio, il perito conclude che la causa del decesso fosse asfissia nel tentativo di spegnere l’incendio. Alla morte dell’amata madre per ictus il 29 gennaio 1945, Ed si trova da solo nella grande fattoria. Al suo funerale si dice che abbia pianto istericamente: con lei muore anche quello che gli psicologi successivamente definiranno "‘unico filo che ancora ne preservava la sanità".
L’arresto
Per guadagnarsi da vivere, Ed inizia a fare lavori saltuari. Sbarra le stanze nella fattoria usate dalla madre, ovvero la sua camera, il salotto e il soggiorno al piano superiore e al piano inferiore, lasciandoli intatti. In questo periodo, si interessa alla lettura di riviste pulp e storie d’avventura, in particolare quelle che coinvolgevano cannibali o atrocità naziste, prediligendo quelle riguardanti Ilse Koch, moglie del comandante del campo di concentramento di Buchenwald, che selezionava prigionieri tatuati per la morte per modellare paralumi e altri oggetti con la loro pelle.
Il 16 novembre 1957 Ed Gein viene arrestato con l’accusa di omicidio nei confronti di Bernice Worden, proprietaria di una ferramenta e moglie del vice-sceriffo di Plainfield. Durante la perquisizione della sua abitazione, viene rinvenuto il corpo decapitato della donna, appesa per i pieni e "squartata come un cervo" a partire dalla vagina. La testa, che presenta dei chiodi ai lati e pronta per essere appesa come un trofeo, è rinvenuta in un’altra parte della casa.
Gli omicidi e la "casa degli orrori"
Ciò che gli agenti di polizia e dell’ufficio dello sceriffo trovano a casa di Gein fa raggelare il sangue. Vengono rinvenuti, nell’ordine:
- venti nasi;
- frammenti e ossa integre (umane);
- un cestino fatto di pelle umana;
- teschi sulla testata del letto di Ed;
- un corsetto fatto a partire da un torace femminile scuoiato dalle spalle alla vita;
- gambali creati con pelle umana;
- la maschera creata con il viso di Mary Hogan in un sacchetto di carta;
- il teschio di Mary Hogan in una scatola;
- la testa di Bernice Worden in un sacco di iuta;
- nove vulve in una scatola di scarpe;
- il vestito di una giovane donna e le vulve di due donne, che avrebbero avuto circa quindici anni;
- una cintura fatta di capezzoli umani;
- unghie femminili;
- dieci teste di donne come decorazioni nella camera da letto;
- pelle umana usata come tappezzeria per lampade e sedie;
- calotte craniche trasformate in ciotole;
- un cuore umano (si discute su dove sia stato trovato; gli addetti al rapporto affermano tutti che fosse in una casseruola nella stufa, mentre dei fotografi della scena del crimine affermarono che fosse in una scatola di carta);
- due labbra umane che decoravano una finestra;
- un tamburo fatto di pelle umana;
- femori usati come gambe per un tavolo;
- nove maschere fatte di pelle umana;
- una colonna vertebrale adibita a lampada;
- vestiti fatti di pelle umana.
Durante l’interrogatorio, Ed confessa due omicidi, tra cui quello della cameriera Mary Hogan, e viene sospettato di almeno altri 5 (tra cui nuovamente quello del fratello). Tra le altre cose, afferma anche di aver rubato dei cadaveri, profanando delle tombe quando i corpi non erano ancora stati del tutto sotterrati.
Il processo e la morte
Gein, dichiarato mentalmente instabile e incapace di sostenere il processo, fu condotto all’ospedale statale centrale di Waupun, nel Wisconsin. In seguito l’ospedale fu trasformato in prigione e Gein fu trasferito all’ospedale statale Mendota a Madison. Nel 1968 i medici lo dichiarano sufficientemente stabile per sostenere un processo, ma viene discolpato per infermità mentale. Sfuggito all’esecuzione sulla sedia elettrica, Gein passa i successivi 16 anni in un manicomio criminale, morendo il 26 luglio 1984 per insufficienza respiratoria in seguito a un cancro, nell’ospedale statale Mendota.
