Dragon Ball, la prima copertina del manga fa venire i brividi: la Figuarts Zero di Bandai e dove rivedere l'anime in streaming

Un’immagine, un viaggio e un’idea di libertà che hanno cambiato per sempre il modo di raccontare l’avventura nei manga

Andrea Aurora

Andrea Aurora

SEO Specialist – Copywriter

SEO Specialist appassionato di cinema, tecnologia, collezionismo e cultura Pop. Amo unire analisi e creatività per raccontare storie digitali uniche.

Ci sono immagini che sono dei veri e propri atti fondativi. La prima copertina di Weekly Shōnen Jump dedicata a Dragon Ball, con Goku bambino sulla Nuvola Speedy e Bulma sulla moto bianca e rossa, è una di quelle. Non perché anticipi una saga colossale o perché presenti personaggi destinati a diventare iconici — quello lo capiamo solo dopo — ma perché dice già tutto. Dice che stiamo entrando in un mondo leggero, avventuroso, tecnologico e antico allo stesso tempo. Dice che l’azione può convivere con l’umorismo. Dice che il viaggio conta quanto la destinazione.

Nel 1984, quando Dragon Ball debutta sulle pagine di Jump, il manga shōnen è un territorio molto codificato. Akira Toriyama arriva e, con apparente nonchalance, sposta l’asse… e quella copertina è il suo biglietto da visita.

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La scena zero: Goku, Bulma danno il via a Dragon Ball

Guardiamola bene, quella copertina. Goku è piccolo, sorridente, ingenuo. Non è ancora un guerriero, non è un salvatore. È un bambino selvaggio che vola su una nuvola magica. Bulma, invece, è moderna, intraprendente, seduta su una moto dal design futuristico. Magia e tecnologia, fiaba e fantascienza, passato e futuro.

È un’immagine di movimento. Nulla è fermo. La nuvola scivola nell’aria, la moto taglia la strada. Dragon Ball nasce così: come una storia che non sta mai ferma, che non pretende di spiegarti tutto subito, ma ti invita a salire a bordo e vivere quella che sarebbe poi diventata negli anni una pietra miliare dei manga per ragazzi.

La trama alle origini: avventura prima di tutto

Il primo Dragon Ball è, prima ancora che una storia fatta di combattimenti serrati, un racconto d’avventura. Goku vive isolato, in montagna, mosso da insegnamenti semplici e morali altrettanto semplici. L’incontro con Bulma rompe quell’equilibrio e dà il via al viaggio: le Sfere del Drago, oggetti mitici che possono esaudire desideri.

È una struttura da fiaba classica, ma aggiornata. C’è il viaggio, ci sono gli incontri, ci sono personaggi bizzarri, nemici più ridicoli che spaventosi. La violenza è presente, ma mai centrale. Il tono è leggero, ironico, spesso slapstick. Ed è proprio questa leggerezza a rendere il mondo credibile e in un certo senso più vicino al lettore.

Toriyama costruisce una narrazione che non ha fretta di diventare grande. Lascia che i personaggi crescano, che il mondo si espanda, che le regole emergano naturalmente. Una scelta che oggi sembra ovvia, ma che all’epoca era tutt’altro che scontata.

Akira Toriyama: il mangaka "pop" che amava muovere le cose

Per capire davvero Dragon Ball bisogna parlare di Akira Toriyama come autore visivo. Toriyama non disegna per impressionare con cifre stilistiche da far cadere la mascella: disegna per far muovere. Il suo stile mostra infatti personaggi "elastici", inquadrature ariose, scene sempre leggibili anche quando regna il caos. È un manga che scorre, letteralmente.

E poi ci sono i veicoli. Toriyama li amava profondamente. Moto, macchine volanti, capsule, mezzi improbabili: sono ovunque. La moto di Bulma in quella prima copertina è una dichiarazione d’amore. Tecnologia come gioco, come estensione della personalità.

Bulma è geniale, intelligente, intraprendente, e guida una moto che sembra uscita da un sogno retrofuturista. Toriyama usa i veicoli per raccontare i personaggi: Goku vola perché è puro e libero, Bulma corre perché è curiosa e determinata.

Dragon Ball nasce in un Giappone che sta vivendo una crescita economica impressionante. Tecnologia, consumo, modernità sono ovunque. Ma allo stesso tempo c’è una forte nostalgia per il mito, per la tradizione, per le storie antiche. Toriyama intercetta entrambe le anime.

Il riferimento a Il viaggio in Occidente è evidente. Dragon Ball prende il mito e lo rende pop. Lo semplifica, lo rende accessibile, lo mescola con la fantascienza, con la gag comedy, con l’assurdo.

Dragon Ball apre le porte al futuro

È difficile sopravvalutare l’impatto di Dragon Ball sulla storia del manga. Non solo per le saghe successive, per i livelli di potere o per i combattimenti iconici. Ma per il metodo.

Toriyama dimostra che uno shōnen può evolvere. Può partire come commedia avventurosa e diventare epopea, senza perdere coerenza. Dimostra che il ritmo è fondamentale, che l’azione deve essere leggibile, che i personaggi devono essere riconoscibili anche da fermi.

Manga come Naruto, One Piece, Bleach e moltissimi altri nascono su quel terreno. L’idea del viaggio, del gruppo eterogeneo, del protagonista ingenuo ma puro, è tutta lì, in quella prima fase di Dragon Ball.

Riguardare oggi quel primo Dragon Ball fa un certo effetto. Sappiamo cosa verrà dopo: scontri cosmici, sacrifici, trasformazioni, morte e rinascita. Ma all’inizio c’è l’innocenza. C’è il piacere di esplorare, di scoprire, di ridere.

Quella copertina è importante anche per questo: ci ricorda che Dragon Ball nasce come una storia felice.

La statua Figuarts Zero di Bandai: un’icona resa solida

La statua Figuarts Zero di Bandai che immortala quella prima copertina è un esempio perfetto di come un’immagine bidimensionale possa diventare un oggetto da esporre e ammirare. Goku sulla Nuvola Speedy e Bulma sulla moto sono scolpiti con una cura che va oltre il semplice fan service.

La composizione restituisce il dinamismo originale: la nuvola sembra davvero fluttuare, la moto è ricca di dettagli meccanici, i colori richiamano fedelmente l’illustrazione di Toriyama. È una statua che non celebra la potenza, ma l’inizio. Il momento in cui tutto era possibile perché nulla era ancora definito.

Dal punto di vista tecnico siamo di fronte a una statua che non mostra il fianco: nessuna imperfezione o sbavatura e uno stile congruo con la tavola di riferimento. Per i collezionisti, è un pezzo che parla di origini.

Dove vedere Dragon Ball in streaming oggi

Oggi Dragon Ball è disponibile in streaming su Prime Video, Mediaset Infinity e Crunchyroll.

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