Donatella Rettore si sbottona: "Mi notò Lucio Dalla, passavo le giornate inginocchiata a pregare dalle suore"
Rettore si racconta senza filtri: dai ricordi con Lucio Dalla alle battaglie per la libertà, passando per una carriera costruita sempre controcorrente.

Più di mezzo secolo di musica, provocazioni intelligenti, intuizioni che hanno spesso anticipato i tempi e una personalità che non ha mai accettato compromessi. Donatella Rettore, in arte Rettore, premiata al Garda Festival con il riconoscimento Cigno del Garda 2026, ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua vita artistica e personale in una recente intervista, offrendo uno spaccato sincero di una carriera che continua a distinguersi per autenticità e indipendenza.
Donatella Rettore e l’incontro con Lucio Dalla che cambiò tutto
Tra i ricordi più emozionanti condivisi dall’artista c’è quello legato a Peschiera del Garda, luogo che per lei rappresenta molto più di una semplice tappa professionale. Proprio lì, nel 1973, quando non aveva ancora compiuto diciotto anni, avvenne l’incontro con Lucio Dalla durante una manifestazione dedicata ai giovani talenti. Rettore ha ricordato con entusiasmo quel momento, raccontando che il cantautore rimase colpito dalle sue composizioni e le disse: "Ma queste canzoni le hai scritte tu? Sei forte!". Un incoraggiamento che la cantante conserva ancora oggi tra i ricordi più preziosi della sua esistenza. Quella vittoria e quel riconoscimento rappresentarono infatti uno dei primi segnali di un destino artistico già scritto.
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Entra nel canale WhatsAppIl trionfo che la fece ammalare
Un altro episodio rimasto impresso nella memoria dell’artista riguarda il successo ottenuto nel 1981 con Donatella. Una vittoria che, come ha spiegato lei stessa, ebbe un sapore speciale perché arrivò senza condivisioni e consacrò definitivamente il suo percorso. Rettore ha confessato che l’emozione fu così intensa da avere persino conseguenze fisiche. Dopo la serata trionfale, infatti, si ritrovò il giorno successivo con una febbre altissima. Un dettaglio che rende bene l’idea di quanto quell’affermazione fosse stata importante per una cantante che aveva già dimostrato di saper rompere gli schemi.
Il passato dalle suore e la fuga per vedere Mick Jagger
Se c’è un elemento che ha accompagnato tutta la sua carriera, è sicuramente la volontà di seguire soltanto il proprio istinto. Emblematico l’episodio raccontato dalla stessa Rettore quando, appena undicenne, scappò di casa per assistere a un concerto di Mick Jagger: "E pensare che in quegli anni passavo le giornate inginocchiata a pregare dalle suore. Questa bravata mi costò cinque anni dalle dorotee, ad Asolo. Non era ribellione: non ho mai avuto un cuore provinciale, sognavo in grande".
Il significato di Kobra e uno sguardo al presente
Poi la cantante riflette su Kobra, uno dei suoi brani più celebri. Rettore ha ricordato come la canzone nacque da una provocazione maschile e si trasformò, grazie all’ironia, in un simbolo di emancipazione femminile. Un modo originale per ribaltare stereotipi e convenzioni attraverso la musica. Guardando al futuro, però, Rettore non sembra interessata a fare programmi troppo rigidi. La sua filosofia è semplice e diretta: vivere il presente. "Penso che chi ha avuto un grande passato possa avere un ottimo presente, e mi basta", ha dichiarato.