Donatella Rettore: "Oggi Elodie non potrebbe cantare Kobra”. Dal ricordo di Battisti al Sanremo più difficile
La cantante ha ripercorso la sua carriera e spiegato la nascita di alcuni dei suoi brani più iconici, poi la riflessione sull’IA e la musica contemporanea

Donatella Rettore ripercorre la sua carriera. In una lunga intervista rilasciata a Fanpage, infatti, la cantante si è soffermata sul rapporto con la musica di oggi, sull’intelligenza artificiale, sui giovani artisti e sulla nascita di alcuni dei suoi brani più iconici come ‘Kobra’, oltre a parlare dei ricordi legati a Lucio Battisti e al difficile Sanremo 1986. Scopriamo cosa ha detto e tutti i dettagli
Donatella Rettore, il ‘Kobra’ ed Elodie: la nascita del brano e la musica di oggi
Tra gli aneddoti raccontati da Donatella Rettore c’è quello sulla nascita di ‘Kobra’, indubbiamente uno dei suoi più grandi successi. La cantante ha spiegato che il celebre doppio senso nacque quasi per gioco: «La parola ‘Kobra’ è un chiaro doppio senso nato da uno scambio di battute con un mio amico lucano. Io la scrissi per fargli un dispetto e dopo tutti questi anni mi dice che gli devo dare il diritto d’autore». Da qui la riflessione sull’attuale panorama musicale e culturale, che secondo Rettore sarebbe meno libero rispetto agli anni Ottanta: «Probabilmente se Elodie cantasse in questo momento ‘Kobra"’la metterebbero in galera per lo stato di prigionia in cui viviamo». Rettore ha criticato anche l’omologazione del pop contemporaneo («Suona tutto un po’ uguale»), pur apprezzando la nuova direzione artistica di Emma e il talento di giovani artiste come Ditonellapiaga e La Rappresentante di Lista, delle quali sostiene di sentirsi in parte artefice del percorso.
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Entra nel canale WhatsAppDall’intelligenza artificiale a Lucio Battisti: "Per clonarmi dovrebbero clonare anche l’anima"
Nel corso dell’intervista a Fanpage Donatella Rettore ha affrontato affronta anche il tema dell’intelligenza artificiale, dopo che alcune sue canzoni sono state utilizzate per l’addestramento di modelli generativi. «Vediamo se riusciranno a scrivere un’altra ‘Splendido splendente’. O se trovano un altro slogan come ‘Il cobra non è un serpente’. Io non mi sento ancora clonata», ha affermato, spiegando perché ritiene impossibile replicare davvero la sua voce: «Per riuscirci dovrebbero clonarmi anche l’anima e l’intestino, non solo le corde vocali».
Tra i ricordi più cari è emerso poi l’incontro con Lucio Battisti durante una trasmissione in Germania: «Mi disse che sapevo scrivere molto bene e mi chiese perché non ero in radio in Italia». Infine un passaggio sul doloroso Sanremo 1986, vissuto mentre la madre era gravemente malata, e sul sostegno ricevuto da Marina Fiordaliso, un’esperienza che, come raccontato, le ha lasciato «le ossa maciullate».