Don Backy sbotta contro Mogol dopo Sanremo: "Scrissi io L'immensità, lui cambiò solo tre parole. Ma non mi cita mai"
Nello studio di La Volta Buona Don Backy torna a parlare della paternità di L'immensità e accusa Mogol di non aver mai riconosciuto davvero il suo lavoro.

La puntata di La Volta Buona ha riportato sotto i riflettori una polemica che riguarda una delle canzoni più celebri della musica italiana. Ospite del programma, Don Backy ha infatti parlato apertamente della storia dietro L’immensità, tornando su una questione che lo accompagna da molti anni e che riguarda il rapporto con Mogol. Il cantautore, oggi 86enne, ha raccontato la sua versione dei fatti con toni decisi, soffermandosi soprattutto su ciò che accadde al momento della nascita del brano. Le sue parole hanno rapidamente acceso la discussione nello studio del programma, tanto che la stessa Caterina Balivo ha cercato a più riprese di riportare il discorso su toni più tranquilli.
La frecciata di Backy in diretta a La Volta Buona
Il clima nello studio è cambiato quando Don Backy ha iniziato a raccontare come nacque L’immensità. Secondo il cantautore, il testo e l’idea della canzone erano già completi quando decise di farla ascoltare a Mogol. Da lì è partito il suo sfogo, pronunciato davanti al pubblico del programma: "Ogni volta che lo ospitano, premiano, casualmente c’è sempre di mezzo ‘L’immensità’. Lui ha cambiato solo 3 lemmi, tre parole praticamente, io ho fatto il provino di questa canzone con il testo già fatto". Durante la trasmissione, Don Backy ha voluto rafforzare la propria versione mostrando una prova cartacea: la sua agenda personale dell’epoca. In quelle pagine, ha spiegato, sarebbe conservata la prima stesura del testo del brano. Il cantautore ha raccontato che la canzone era già pronta quando decise di farla ascoltare a Mogol, un passaggio che avvenne su suggerimento di Adriano Celentano.
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Il racconto del deposito del brano
Nel proseguire il suo intervento a La Volta Buona, Don Backy ha ricostruito quello che sarebbe successo successivamente, quando il brano iniziò a prendere forma definitiva. "Depositata con Mogol? No, fammelo raccontare!" ha detto ad una Balivo che cercava di mettere ordine, "La canzone aveva questo provino, con il mio testo… Ovviamente e l’ho portata a lui per fargliela sentire, su suggerimento di Adriano Celentano", ha spiegato durante l’intervista. Secondo il suo racconto, dopo aver ascoltato il brano Mogol avrebbe modificato alcune parole del testo prima che la canzone venisse depositata ufficialmente. Da qui nasce la polemica che il cantautore ha voluto riportare ancora una volta all’attenzione del pubblico: "Da solo ha poi cambiato le 3 parole e poi è andato dal Clan Celentano per depositare in SIAE. Quando siamo andati lì la cosa era già stata fatta con arbitrio di clan e Mogol", ha dichiarato nello studio.
Il riconoscimenti mai arrivato secondo Don Backy
Nel corso della conversazione a La Volta Buona, Don Backy ha spiegato che la sua amarezza non riguarda soltanto la modifica di alcune parole del testo. Il punto centrale, secondo lui, è il fatto che il suo contributo venga raramente ricordato quando si parla della storia della canzone: "Potrebbe citarmi ogni tanto, invece non sono mai nominato". Il cantautore ha ricordato che L’immensità è diventata nel tempo una delle canzoni più amate della musica italiana. Presentata al Festival di Sanremo del 1967 e interpretata sia da lui sia da Johnny Dorelli, la canzone riuscì a conquistare il pubblico nonostante il nono posto finale, trasformandosi negli anni in un vero classico.
Caterina Balivo prova a chiudere la discussione
Le dichiarazioni di Don Backy hanno inevitabilmente animato il dibattito nello studio di La Volta Buona. Proprio per questo, a un certo punto dell’intervista, Caterina Balivo ha provato a chiudere l’argomento e a spostare la conversazione su altri aspetti della carriera del cantautore. Tentativo comprensibile, considerando che la questione tocca due figure molto importanti della musica italiana e che il tema rischiava di monopolizzare l’intera intervista.
