Domenica In, addio a Sanremo nel caos: Sal Da Vinci cade in diretta e Mara Venier piange con Serena Brancale

Nella seconda parte dello speciale su Sanremo di Domenica In tante lacrime, qualche tensione per Mara Venier e poi Sal Da Vinci: cosa è successo

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

Nella seconda parte dello Speciale Sanremo di Domenica In, condotta da Mara Venier su Rai Uno domenica 1 marzo 2026, non mancano artisti come Levante e Sal Da Vinci, vincitore di questa ultima edizione della kermesse musicale. Ecco cosa è successo nel corso della puntata, dopo le prime esibizioni e dichiarazioni.

Domenica In, da Levante a Sal Da Vinci per lo speciale su Sanremo dell’1 marzo 2026

Dopo l’esibizione di Leo Gassman, al Teatro Ariston di Sanremo è il momento di Levante con la canzone Sei tu. La prima domanda per l’ospite è sul bacio tra lei e Gaia durante la serata delle cover: "È stato un momento bellissimo di super amicizia, grazie a questa cover ho scoperto che Gaia è una vera amica. Non c’è stata censura. Io non avevo mai dato un bacio a Gaia, durante le prove non era previsto, non lo sapeva nessuno. Non c’è niente di male, però quello che è successo dopo mi è dispiaciuto". A questo punto Mara Venier la interrompe per chiederle di darle un bacio e senza indugio le due donne si baciano a stampo in diretta dall’Ariston. "L’abbiamo fatto", urla Venier, tra un applauso e un "brava!". Poi Levante aggiunge: "Ci sono tanti motivi per cui dobbiamo batterci, motivi importanti che non sono certo questi, però ci tengo a dire che c’è censura su altre cose, non su quel bacio con Gaia". E sulla polemica che nasce ogni anno relativa alle quote rosa al Festival, dice: "Abbiamo un problema dal punto di vista della presenza delle donne in generale. Esce spesso la polemica su Sanremo, dalla prima volta in cui l’ho fatto la domanda è sempre la stessa: ‘Ma non siete troppo poche?’. Sì siamo poche qui, ma perché lo siamo anche fuori da qui. Le donne che arrivano su questo palco sono quelle supportate, ma ci sono molte cantautrici valide. Non so se mi vedrete il prossimo anno a Sanremo, ma ho imparato che nella vita non bisogna essere estremi nelle decisioni. Non esiste il mai e non esiste il sempre".

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Subito dopo tocca a Serena Brancale, che racconta subito perché ha scelto una canzone per la madre: "Ho pensato: ‘Se dovessi tornare al Festival, voglio portare qualcosa di mio, che mi faccia riflettere sul fatto che non voglio mai parlare del dolore. Voglio ringraziare mia madre che mi ha fatto innamorare della musica. Se dovessi tornare al Festival, io vorrei cantare una lettera d’amore per mia madre’. La cosa bella è che l’ho fatto tantissimo per me, tipo una terapia, però mi sono accorta che l’ho fatto per le persone che hanno paura nel piangere e nel mostrarsi fragili". Subito dopo Serena Brancale fa commuovere Mara Venier durante la performance. Le due donne si abbracciano forte mentre la conduttrice continua a piangere. "È stato un canto liberatorio ed è proprio quello che volevo trasmettere", dice Brancale. Quando viene detto che è il caso di sdrammatizzare un po’ la situazione, Mara Venier risponde a tono: "Scusami Barbara, non c’è proprio nulla da sdrammatizzare, dipende tutto da quali sentimenti hai dentro di te. Ognuno vive le emozioni e viverle è bellissimo. Se qualcuno si commuove o piange significa che è fragile? Sì, sono fragile, siamo fragili. Ma non mi sembra il caso di sdrammatizzare". Infine, Serena dice che spera di tornare a Sanremo con un altro colore da mostrare, perché le piace "essere tante cose".

Poi arriva il momento tanto atteso: l’ingresso di Sal Da Vinci, vincitore del Festival di Sanremo, che, col premio in mano, afferma: "Questa vittoria è della gente come voi". Il cantante napoletano si esibisce sulle note della sua Per sempre sì e viene applaudito da tutto il pubblico, che gli chiede il bis. Questa volta però non va tutto liscio, perché Sal Da Vinci cade in diretta: "Tutto bene, mi sono solo sporcato il pantalone. Ora andremo su tutti i Tg e finiremo dritti su Blob, ma sono ancora vivo". Subito dopo racconta il suo lungo percorso a Sanremo, facendo anche una richiesta al nuovo direttore artistico, Stefano De martino: "Ho provato 13 volte ad andare a Sanremo e non è mai andata bene, poi ci ho riprovato nel 2009 e sono stato prima eliminato e poi ripescato grazie al televoto. In quella occasione mi sono ritrovato al terzo posto e vorrei dire una cosa al direttore artistico e alla Rai: almeno una statuetta per il secondo e terzo posto, mi sembra giusto che portino a casa un riconoscimento. Io ho avuto il piacere di averlo e mi auguro che nei prossimi anni ci sia questa possibilità anche per gli altri", dice Sal Da Vinci.

Parlando del fatto che si vociferava di un cambio di città (Napoli) per il Festival di Sanremo, il cantante esclama: "Questo premio lo porto a Napoli, così sarà bagnato anche dal mare della mia terra, ma Sanremo resta nel cuore per sempre". Ma cosa si porta a casa Sal Da Vinci dopo l’esperienza a Sanremo? "Mi porto dietro un cammino un periodo incredibile e questo premio è del popolo, è un riscatto. Dico ai giovani di non avvilirsi di fronte al fallimento, sono quelle prove della vita che vanno superate, è una cosa normale. Se ce l’ho fatta io, può farcela chiunque!", afferma il vincitore. Prima di lasciare il palco, Sal Da Vinci fa un regalo a Mara Venier: "Prima di andare via io voglio donarti questo anello con inciso il titolo della mia canzone: Per sempre sì. Così ti dono la mia amicizia, che per me è una cosa importante".

Quando arriva sul palco dell’Ariston Tredici Pietro, il giovane racconta come ha chiesto al padre Gianni Morandi di affiancarlo nella serata delle cover: "È il mio brano preferito della discografia di mio padre. Ho preso le distanze, ma in realtà io volevo fare il mio percorso. Però, una volta che sono arrivato qui con la mia forza e le mie gambe, mi sono detto: ‘Ora ti devo invitare io, non abbiamo mai cantato insieme’. Con lui avevo un rapporto conflittuale ma in una maniera sana: il classico rapporto padre-figlio in cui dici: ‘È ingombrante questa figura, io devo proprio farmi gli affari miei’. Io sono piccolo così, il palco è grande e papà vi è salito tante volte. Mi sono detto: ‘Sarebbe stupido e un disonore non onorare questa storia insieme’. Gli ho detto che volevo cantare con lui, e lui: ‘È tutta la vita che scappi da me! Poi ti danno del raccomandato, ti rovini‘. Ma gli ho detto che a me non frega niente di quello che pensano gli altri…non è vero ma volevo cantare con lui e ho aggiunto che ci saremmo tenuti addosso questa cosa come un tatuaggio. Porterò quel momento nel cuore per sempre".

Subito dopo entra in scena Ermal Meta con la sua Stella Stellina. Poi dichiara: "Essere genitore ti porta ad avere gli occhi un po’ più grandi e più cose riescono a caderci dentro. Noti cose che non vedevi prima. Cominci a notare le piccole cose, i dettagli. Ma non c’è bisogno di essere un genitore per vedere il mondo così com’è, un posto spaventoso". Poi, guardando dritto verso la telecamera, si rivolge a chi ha criticato il suo brano: "Parlo con te che mi hai attaccato. Se questa canzone ti ha fatto sentire a disagio, vuol dire che insieme a me l’hai scritta anche tu". Infine, Ermal Meta elogia l’amico Sal Da Vinci: "Ritengo che sia un artista straordinario. La genuinità è la sua forza, che l’ha portato a trionfare fin dalla prima serata. E poi aveva la canzone "killer", quella fatta per vincere".

Quando arriva il turno di LDA e Aka7even, che hanno vinto il FantaSanremo con 200 punti sopra il secondo in classifica, il figlio di Gigi D’Alessio dice: "Proveremo a portare Napoli in capo al mondo, ma cerchiamo di non creare divisioni tra Napoli e altre regioni. L’Italia è tutta bella e noi siamo figli di questo Paese". Il giornalista Tommaso Cerno commenta: "Napoli è un pezzo d’Italia che tutti portiamo dentro, non solo chi ha la fortuna di nascerci".


Potrebbe interessarti anche