Domenica In, lacrime per Sandro Giacobbe. La rivelazione della vedova Marina Peroni e Mara Venier s’indigna: “Come è possibile?”
Domenica 19 aprile Mara Venier ha ospitato a Domenica In Marina Peroni, vedova di Sandro Giacobbe, per ricordare il cantante scomparso a dicembre. Lacrime anche per Elisa Isoardi

"Domenica In" tiene compagnia al pubblico come ogni domenica anche oggi, 19 aprile 2026, sempre con Mara Venier a fare da padrona di casa, affiancata da Tommaso Cerno, Enzo Miccio e Teo Mammucari. Il menu come sempre è davvero ricco e prevede diversi ospiti appartenenti al mondo dello spettacolo e dintorni, intervallato da fasi dedicate all’approfondimento e all’intrattenimento.
Domenica In, puntata 19 aprile 2026: Marina Peroni ricorda il marito Sandro Giacobbe
La prima ospite nella puntata odierna di "Domenica In" è Marina Peroni, moglie di Sandro Giacobbe, scomparso a inizio dicembre. Mara Venier ricorda la presenza della coppia in trasmissione poco prima di morire: "Lui ci teneva tanto, è per questo che sono felice di essere qui da te – dice la donna -. Lui c’è sempre, io dico che è una mancanza talmente enorme da essere presente, non la so spiegare. Sarà sempre poco e sarà sempre troppo".
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Entra nel canale WhatsApp"Che uomo, Mara -dice ancora la vedova -. Io ho 26 anni in meno, ma lui era più giovane di me. Ci siamo incontrati per lavoro, io cantavo in un gruppo, ho conosciuto un ragazzo che aveva un negozio di strumenti musicali, mi ha chiesto se avessi un mio CD visto che lui incontrava spesso artisti, voleva farlo ascoltare. Questo è avvenuto a Genova nel 2009, mi ha poi chiamato per darmi il numero di Sandro Giacobbe dicendomi di chiamarlo perché cercava una corista. Mi ha detto: ‘Che ne sai? Inizi come corista, poi magari ti fa aprire i concerti’. Io non ci credevo, l’ho chiamato ed era vero. Era aprile 2009, ci siamo dati appuntamento a settembre perché aveva il tour, anche se ogni tanto gli scrivevo, temevo non mi chiamasse più. Poi il 9 settembre 2009 ci siamo incontrati, abbiamo preso un aperitivo, mi ha dato un po’ di suo materiale. Io stavo uscendo da una bella storia, ma torturata, la mia bambina avevo 10 anni, ma mi ero lasciata diversi anni prima, quella era una storia di mezzo, abbiamo iniziato a lavorare insieme a Capodanno. C’è stato un messaggio o una telefonata dove mi ha invitato ad andare in Canada, ma io avevo appena chiuso questa relazione, non avevo voglia. Mia nonna mi ha detto di andare, io le ho detto: ‘Non ci pensare nemmeno’, lui aveva già provato a baciarmi durane le prove, quindi io non volevo andarci. Lui mi ha detto: ‘Fammi sapere a breve, altrimenti non troviamo la stanza’. Mia nonna è riuscita a convincermi e gli ho detto di sì, lui mi ha detto che c’erano dei problemi con le stanze, ma di non preoccuparmi, le stanze hanno due letti da una piazza e mezzo, dormiamo insieme ma ognuno nel suo. Io quindi gli ho detto: ‘Come se avessi accettato, va bene così’. Mi ha telefonato il giorno dopo, mi ha detto di avermi trovato una stanza nell’hotel di fronte collegato da un tunnel, allora gli ho detto di sì. Abbiamo fatto tre giorni sempre insieme, lì è nato l’amore".
La vedova sa cosa l’ha fatta innamorare: "Mi è sempre piaciuta la sua galanteria, è sempre stato attento, anche nelle stupidaggini. Mi apriva la porta, mi cedeva il passo, mi versava l’acqua, un signore, e mi guardava con gli occhi protettivi, ora è difficile non averli più davanti. Lui è stato tutto per me, un compagno, un marito, un amante, un amico, davvero tutto. Auguro a tutte le coppie un amore così. E’ sempre stato così, non abbiamo mai litigato, pur non avendo sempre le stesse idee e pensieri, nessuno dei due aveva voglia di farlo. Lui mi ha insegnato una cosa i primi tempi, e io la dico a tutti, lui mi aveva detto: ‘Vedi, stupido, scemo, per scherzo, in una coppia non va detto, poi diventa un modo di parlarsi che quando si litiga o si discute assumono un peso diverso e le usi lo stesso’. Aveva ragione. Mi aveva chiesto di sposarmi alla festa dei miei 40 anni, io ho detto: ‘Vediamo’, io avevo una superstizione tutta mia, ero convinta poi si sarebbe rovinato tutto. Nel 2022 è stata una scelta fatta insieme, forse anche perché sapevamo la strada che stavamo affrontando, che lui sarebbe andato via presto, lui lo sapeva, anche lì ha voluto pensare a me. Non avevamo bisogno di sposarci, eravamo una cosa sola, io mi sento che siamo noi".
Ancora adesso la donna ricorda con nostalgia il suo ultimo concerto, avvenuto il 21 ottobre a Genova: "Io sapevo che quest’anno non ci sarebbe stato. Lui non parlava con i medici perché con loro parlavo io, non sapeva nulla della sua malattia. Eppure allo stesso tempo lui dentro di sé lo sapeva. Alla fine era un po’ spazientito e ci disse: ‘Lo volete capire che io non so neanche se ci sarà l’anno prossimo?’. Lì abbiamo capito che doveva esibirsi". Dietro le quinte era presente una dottoressa, lui non stava bene".
Marina Peroni ha raccontato anche i suoi ultimi momenti in vita: "L’ho voluto tenere a casa fino alla fine. Qualche ora prima di andar via mi ha dato un bacino, mi ha salutato, ha chiesto al figlio minore una brioche…". La conduttrice ha poi chiesto quali siano i colleghi che siano stati vicini a Sandro Giacobbe, la moglie ha fatto solo due nomi: Paolo Mengoli ed Empi. Questo ha suscitato grande amarezza nella Venier, che ha detto: "Ma come è possibile che mi fai solo questi due nomi? Lui ha fatto tanto per il mondo della musica".
Il "popolo dei social" storce il naso
Molti dei telespettatori di "Domenica In" hanno commentato quanto visto nella prima parte del pomeriggio targato Mara Venier. Non tutti hanno, a dire la verità, apprezzato l’idea di avere ospite la vedova di Sandro Giacobbe, non tanto perché lei non sia gradita ma perché c’è chi preferirebbe un po’ più di leggerezza in questo giorno della settimana.
"Lo so che esiste il telecomando, ma è mai possibile che uno, dopo una settimana pesante e i propri pensieri, accende la Tv e deve sentire pure i dolori degli altri? Ma un po’ di spensieratezza no?", "Fino a pochi minuti prima zia Mara rideva a crepapelle, adesso voce strozzata", "Basta parlare di morti", sono alcuni dei commenti apparsi sui X.
Ci sono però allo stesso tempo alcuni utenti che hanno gradito questo spazio, dedicata a un artista che non è sempre stato considerato a dovere. "Un meritato ricordo a Sandro Giacobbe. Che tristezza sentire che i colleghi lo avevano dimenticato", "Potrà anche essere finta la Venier, però le persone si sentono accolte da lei le fa sentire a casa! Allontana da loro tutta l’ansia, che lo stare lì potrebbe comportare. Come se fossero in salotto, a casa sua. Si emoziona, piange, ride con loro, questa è bravura!", hanno scritto altri.
Il racconto di Marco Masini
Ospite di "Domenica In" il 19 aprile 2026 è anche Marco Masini", reduce dalla partecipazione a Sanremo con Fedez con "Male necessario".
"Io non considero il mio un lavoro, ma un premio – dice -. Sono partito giovane, ho iniziato a 5 anni a suonare un organetto giocattolo che mi avevano regalato, da lì è nato un percorso straordinario. Devo dire grazie a chi mi ha seguito, non solo a Giancarlo Bigazzi, a Giuseppe Dati, a tutti i produttori, gli autori, i musicisti, la mia band che è meravigliosa e che non potrei mai cambiare, ormai siamo amici da anni. Ma anche la gente, il pubblico, che mi ha sempre fatto sentire la vicinanza, anche nei momenti più difficili loro c’erano sempre, quindi grazie, essere arrivato fin qua è una soddisfazione incredibile".
Non poteva mancare un accenno alla recente esperienza all’Ariston, positiva anche per gli addetti ai lavori, nonostante all’inizio ci fosse chi era scettico sul suo sodalizio con Fedez. E invece lui è grato al rapper: "Tutto molto bene, sono stato 10 volte in totale all’Ariston… E’ sempre emozionante, su quel palco senti la responsabilità; hai pochi minuti per regalare tutto ciò che hai costruito in un anno. Con Fedez è nata grande amicizia ed empatia. Tutto grazie alla cover di ‘Bella stronza’, da lì ci è piaciuto quello che è venuto fuori. Con ‘Male necessario’ abbiamo tentato di unire due generazioni. Lo ringrazio pubblicamente perché mi ha regalato un bellissimo viaggio che spero possa continuare".
Il momento e i ricordi di Elisa Isoardi
Mara Venier ha accolto anche un altro volto della rete, Elisa Isoardi, che tiene compagnia al pubblico ogni sabato pomeriggio con "Bar Centrale", esperienza che la sta soddisfacendo. "Sono contenta, ci colleghiamo con i bar, è una formula bella perché spontanea. E’ il primo programma che io scrivo, conduco, ho formato un gruppo di tante donne, si lavora tanto bene con le donne. Il primo contratto in Rai è stato 21 anni fa, ero una bimba".
Non è mancato un servizio per celebrare la sua carriera, cosa che la porta a schernirsi e a dire: "Non sarà un po’ troppo?". Mara ovviamente le risponde di no, per poi dirle anche: "Hai visto? Non abbiamo detto niente dell’amore", (è da poco tornata single doppo la fine della sua storia con lo chef Ernesto Iaccarino). Lei replica: "Lascia stare, basta. Come si intuisce, non dò priorità alla famiglia, sono di nuovo single, va bene così. Non lo so se va bene così, ma così sono". La "zia Mara" la invita a non fissarsi, si può un giorno trovare l’uomo giusto e cambiare idea.
In studio viene poi mostrata una foto del papà della conduttrice, oltre a una del matrimonio dei suoi genitori: "Mamma aveva 15 anni quando si sono sposati, ma erano già separati, non abbiamo trovato una foto insieme. Lei aspettava mio fratello, io sono arrivata quando lei aveva 21 anni, loro si sono separati quando io avevo 3 anni. Poi io sono stata con mamma, mio fratello con papà e con i nonni". Venier le chiede se le sia mancato il senso della famiglia e se per questo abbia paura di farne una, lei si commuove, ma vuole parlarne: "Papà manca, anche un fratello. Con mio fratello ci siamo ritrovati adesso, nella vita le cose tornano, di mio papà ho grande stima, mi è mancato tantissimo quando ero piccola e quando sono cresciuta. Probabilmente ci sta guardando, ma io non ho mai colpevolizzato lui, un adulto può fare errori, la cosa più bella è che lui ci sia, ci sentiamo, ci parliamo, stiamo ricostruendo il nostro rapporto. Piano piano le cose passano, si vede solo il bello. Non posso permettermi di giudicare, io non ho avuto figli, quindi parlerei in modo semplice, lui è stato un papà, ha fatto anche il suo percorso da adulto, bisogna prenderlo così. In passato ho avuto compagni più grandi, io devo ripartire da mio padre. Non mi ha mai detto niente del mio lavoro, ora mi ha fatto i complimenti per ‘Bar Centrale’, ne sono contenta".
Non è mancato un pensiero alla mamma: "Lei è simpaticissima, è pazzesca, quando si è separata ha preso in mano la situazione da sola, è andata avanti. Se lei dovesse fare lo psicologo sarebbero tutti senza lavoro, lei risolve le cose in 30 secondi. E’ sbrigativa, ma ha dovuto farlo, ha alzato dei muri per proteggersi, poi è rimasta così. C’è stato un periodo difficile nella mia vita e in quel periodo ho sbagliato nei suoi confronti; la cosa peggiore che puoi dire ad una mamma è che non sa fare il suo…".
